Florens Updates: la zampata del leone. Incanta la megainstallazione di Paladino a Santa Croce, ecco il “film” con la storia dell’opera fin dal backstage

Ne abbiamo già parlato più volte, e vi abbiamo fatto vedere delle immagini ed un video dell’artista all’opera in Piazza Santa Croce. Ma la grande installazione con la gigantesca croce creata da Mimmo Paladino per Florens 2012 merita certamente ulteriore attenzione: una “zampata del leone”, qualcosa che risolleva l’immagine di un grande artista di cui […]

Ne abbiamo già parlato più volte, e vi abbiamo fatto vedere delle immagini ed un video dell’artista all’opera in Piazza Santa Croce. Ma la grande installazione con la gigantesca croce creata da Mimmo Paladino per Florens 2012 merita certamente ulteriore attenzione: una “zampata del leone”, qualcosa che risolleva l’immagine di un grande artista di cui qualcuno ultimamente tendeva a dubitare. E allora ecco un bellissimo video – un piccolo film – che ripercorre la “storia” del progetto, fin dalla ricerca dei blocchi di marmo, forniti dall’azienda di escavazione e lavorazione di materiali lapidei Henraux di Querceta…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • marco

    come direbbero a firenze: da questo non video un si capisce nulla