Cifre da capogiro per il primo weekend del Torino International Film Festival. E il 29 novembre va sullo schermo una chicca con protagonista Antonio Moresco

Giunto alla sua 30esima edizione, il TIFF – Torino International Film Festival fa valere l’impegno profuso in questi anni in direzione del comparto (per fare due esempi lapalissiani: il Museo del Cinema e la Film Commission). Dati alla mano, lo sforzo ripaga: nel primo weekend di proiezioni, i visitatori sono incrementati di oltre il 12%, […]

Giunto alla sua 30esima edizione, il TIFF – Torino International Film Festival fa valere l’impegno profuso in questi anni in direzione del comparto (per fare due esempi lapalissiani: il Museo del Cinema e la Film Commission). Dati alla mano, lo sforzo ripaga: nel primo weekend di proiezioni, i visitatori sono incrementati di oltre il 12%, mentre a Roma il dato omologo dice -15%.
Fra le tante visioni offerte dal cartellone, segnaliamo una chicca compresa nella sezione dei corti italiani: Il firmamento, regia di Fabio Bodolato e Jonny Costantino (deus ex machina della rivista Rifrazioni), tratto dalla pièce di Antonio Moresco. 19 minuti in bianco e nero giocati sul concetto di soglia con protagonisti Ciro Carlo Fico e Carlotta Pircher, mentre alla fotografia c’è Michele Nassuato. Da Costantino ci siamo fatti raccontare qualche retroscena, innanzitutto sul rapporto letteratura-cinema: “È curioso come un paio di anni fa – in un dialogo apparso sul numero 5 di ‘Rifrazioni’ (gennaio 2011) – con Antonio Moresco si fosse conversato, e con quale coinvolgimento, anche del problema dell’adattamento cinematografico di un’opera letteraria. Erano tempi non sospetti, ma probabilmente una tensione già si faceva largo in noi, sotto traccia. All’epoca c’era in ballo un altro retropensiero, un altro progetto. Nel maggio 2011, Fabio Badolato e il sottoscritto (insieme siamo la BACO Productions) abbiamo iniziato a girare in super8 un documentario su Moresco, lo scrittore e l’uomo. Il documentario è in corso. La lavorazione si sta svolgendo a latere della stesura degli ‘Increati’, il romanzo tripartito che si preannuncia quale completamento dell’ideale trilogia che andrà a comporre con ‘Gli esordi’ e ‘Canti del caos’. L’estate scorsa c’è capitata la chance di girare un film breve in 35mm e – anche a fronte della quantità di pellicola e dei giorni di riprese a disposizione – abbiamo subito capito che bisognava orientarsi su qualcosa di concentrato ed essenziale, oltre che poeticamente urgente”.
E da qui si arriva al corto? “’Il firmamento’, pièce teatrale folgorante, ha sbaragliato le tentazioni rivali nell’arco di mezza giornata. Abbiamo chiesto la benedizione ad Antonio, che ce l’ha concessa precisando: ‘Sono cazzi vostri però, e sono cazzi acidi’. Così, in un week-end di scrittura, è venuta fuori la prima versione della sceneggiatura. Non ci saremmo lanciati in una simile impresa, che peraltro doveva essere cotta e mangiata e invece ha avuto una gestazione di un anno, se all’origine non ci fosse stata una scelta di regia radicale da porre al vaglio della cinepresa, se non avessimo (intra)visto la verità della pagina scritta trasfondersi nell’immagine attraverso il modularsi della luce sui corpi degli eccellenti protagonisti. Lavorando in estrema sintesi e d’affondo corporeo, la sfida è stata quella di non appiattirci sulla parola potente e fluente e concrescente di Moresco, bensì di usarla come carburante per una visione diversa, perché nostra, ma proporzionale all’originale”. Ma a parte gli… auguri, Moresco ha contribuito? “Antonio Moresco non è solo la scaturigine, è anche co-autore a tutti gli effetti del film: ha collaborato alla sceneggiatura, c’è stato vicino in ogni fase della post-produzione e sono suoi i dialoghi incastonati nella pelle del film”.