A Parigi il talento italiano è à la page. Secondo appuntamento con “Le promesse dell’Arte” all’Istituto di Cultura. Mostra di fine residenza per Alessandro Dandini de Sylva

“À rebours”, che sta per “controcorrente”, ma anche per “a ritroso”: una risalita, un percorso inverso, una direzione inattesa. Il termine francese, che subito rimanda al celebre romanzo simbolista di Huysmans, evoca un mondo visionario, costellato di provocazioni immaginifiche e di umori estetizzanti. Un termine che, per Alessandro Dandini de Sylva, diventa la maniera per […]

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo, 2012

“À rebours”, che sta per “controcorrente”, ma anche per “a ritroso”: una risalita, un percorso inverso, una direzione inattesa. Il termine francese, che subito rimanda al celebre romanzo simbolista di Huysmans, evoca un mondo visionario, costellato di provocazioni immaginifiche e di umori estetizzanti. Un termine che, per Alessandro Dandini de Sylva, diventa la maniera per indicare a un tempo la potenza dell’immagine non convenzionale e l’invisibilità del processo tecnico e creativo che a quell’immagine conduce.
Nato nel 1981 a Roma, fotografo e curatore, De Sylva è il protagonista di una personale all’Istituto di Cultura Italiano di Parigi: “À rebours (paysages)” inaugura oggi, 24 novembre, con la curatela di Marcello Smarrelli, nell’ambito del progetto a più step “Le promesse dell’arte“, ideato dalla direttrice, Marina Valensise.Una mostra che arriva a conclusione di un periodo di residenza, negli spazi del settecentesco Hôtel de Galliffet, sede dell’istituto parigino.
Tutto nasce da una vecchia polaroid e da una tecnica che, escludendo possibilità di ripensamenti e di cancellature, sfrutta l’azione diretta della luce sulla sostanza chimica della pellicola. Manipolazioni alchemiche, da cui si generano immagini di paesaggi, sospese tra artificio e natura: avvicinandosi all’essenza stessa della fotografia, al suo essere in origine – prima ancora che rappresentazione – incantesimo da laboratorio, si procede verso una coincidenza concettuale tra l’immagine medesima e la sua verità processuale. Una sorta di decostruzione e ricostruzione del reale e del suo corrispettivo iconico.
Accanto ai paesaggi anche una serie di una serie di grandi fotografie che immortalano dei fogli di carta colorata, appesi in studio, dai quali l’artista è partito per impressionare le sue polaroid. Astrazioni à rebours, ancora una volta.

– Helga Marsala

opening: sabato 24 novembre 2012, dalle 12 alle 18
fino al al 30 gennaio 2013
orario: dal lunedi al venerdi – 10 -13 / 15 -18
Istituto Italiano di Cultura di Parigi – Rue de Grenelle, 73
www.iicparigi.esteri.it/IIC_Parigi

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.