Weekend piovoso e nessuna idea su dove andare? In un caffè, per esempio. Come quello della Triennale: ultimi due giorni per godersi i vasi di Gianni Veneziano

Il Triennale design caffè, fin dalla sua inaugurazione, ha assunto il profilo di un ulteriore spazio espositivo, che rinnovandosi con cadenze regolari arricchisce il calendario milanese. Capita così che, tra un caffè e uno spritz, vi ritroviate assorti ad osservare quella che è a tutti gli effetti una mostra. Ancora per due giorni, cioè fino al […]

Off Vase- foto Marco Marangoni

Il Triennale design caffè, fin dalla sua inaugurazione, ha assunto il profilo di un ulteriore spazio espositivo, che rinnovandosi con cadenze regolari arricchisce il calendario milanese. Capita così che, tra un caffè e uno spritz, vi ritroviate assorti ad osservare quella che è a tutti gli effetti una mostra. Ancora per due giorni, cioè fino al 28 ottobre, avrete modo scoprire i dieci vasi ideati da Gianni Veneziano, realizzati artigianalmente a Venezia presso la fornace di Adriano Berengo.
L’oggetto “vaso” viene esplorato ed indagato non solo nella sua primaria funzione di contenitore ma anche nel suo aspetto di “significante”, che si definisce anche oltre e intorno all’oggetto in sé, come sottolinea il titolo stesso “Off Vase”. Il vaso è quindi incluso, isolato, spezzato, pieno, vuoto, opaco o trasparente. Tutte le trasformazioni della materia e della sagoma, che strizzano l’occhio all’arte e al design, servono per condurci a una riflessione più profonda. È l’autore stesso a piegare che “non è un semplice calice/vaso, ma racchiude nelle sue forma una metafora della vita del viaggiatore nel suo eterno rinnovarsi. Ecco che ogni calice rappresenta così un possibile altro mondo a sé in cui disperdersi, identificarsi, immergersi, immaginarsi…”
Sintesi iconica dell’intera esposizione è un vaso scuro e impenetrabile, racchiuso in una bolla completamente trasparente a forma di teschio.

– Valia Barriello

CONDIVIDI
Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.