Vi ricordate il progetto M9 per un nuovo museo a Mestre? Ecco, se pensavate fosse andato tutto a ramengo, sappiate che cosi non è

“Una felice sintesi tra le esigenze di un museo moderno, i vincoli tecnici e le caratteristiche urbane di Mestre. Crea un rapporto nuovo con la città, disegnando nuovi spazi pubblici e nuovi accessi, per una piena permeabilità e fruibilità dell’area”. Vi sovviene niente parlando di Mestre, e di M9? Con queste motivazioni, il duo tedesco […]

Rendering del progetto Sauerbruch Hutton per M9

Una felice sintesi tra le esigenze di un museo moderno, i vincoli tecnici e le caratteristiche urbane di Mestre. Crea un rapporto nuovo con la città, disegnando nuovi spazi pubblici e nuovi accessi, per una piena permeabilità e fruibilità dell’area”. Vi sovviene niente parlando di Mestre, e di M9? Con queste motivazioni, il duo tedesco Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton – si era nel 2010, nel pieno del vernissage della Biennale di Architettura griffata Kazuyo Sejima – si aggiudicò il concorso per il nuovo Museo del Novecento, a Mestre. Poi non se ne è più parlato, e molti – stante anche la crisi globale, che in due anni si è aggravata come tutti sanno – hanno pensato che il progetto fesso come minimo accantonato.
Tutto sbagliato: Artribune anzi apprende che in tempi relativamente rapidi – siamo pur sempre in Italia – tutti gli aspetti burocratici sono stati espletati, la convenzione con il Comune di Venezia è stata strutturata, e ci si avvia a lanciare la gara internazionale per l’appalto dei lavori. Considerando che alle prime avvisaglie del progetto si parlò di una realizzazione entro il 2014, di questo passo si potrebbe “rischiare” di vedere M9 pronto per tempo. Considerando che nel 2013 sarà inaugurato anche il MUSE, il nuovo museo disegnato per Trento da Renzo Piano, un piccolo segnale di ottimismo che potrebbe assecondare quanti timidamente provano ad accennare ad una ripresa ormai prossima…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.