Vi bastano i nomi di Bice Curiger, Johanna Burton, Chuz Martinez, Maraniello e Bellini? È il nuovo comitato scientifico del Madre, che parte col piede giustissimo. Aspettando il direttore…

Il D-day era l’altroieri, 6 ottobre: les jeux sont faits, scaduto il termine per partecipare al concorso per direttore della Fondazione Donnaregina, ergo del Museo Madre. L’altro giorno topico non si sa ancora quando capiterà, se non un generico “entro il 31 dicembre”: ovvero quando la commissione esaminatrice, presieduta dal Presidente della Fondazione e composta […]

Chuz Martinez

Il D-day era l’altroieri, 6 ottobre: les jeux sont faits, scaduto il termine per partecipare al concorso per direttore della Fondazione Donnaregina, ergo del Museo Madre. L’altro giorno topico non si sa ancora quando capiterà, se non un generico “entro il 31 dicembre”: ovvero quando la commissione esaminatrice, presieduta dal Presidente della Fondazione e composta dai membri in carica del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico, svelerà i risultati.
Ma una giornata niente male, per il futuro dell’istituzione partenopea, è anche quella odierna: proprio sul Bollettino Ufficiale di oggi è stato infatti pubblicato il decreto del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro con cui vengono nominati i tre componenti di competenza regionale del Comitato scientifico. E si tratta di personaggi di prestigio indiscutibile, il cui coinvolgimento ammanta di un’aura di assoluta serietà le vicende – finora assai travagliate – del Madre. Parliamo di sono Bice Curiger, curatrice della Kunsthaus di Zurigo e direttrice della Biennale di Venezia Arti Visive 2011; di Johanna Burton, direttrice del Center for Curatorial Studies del Bard College di New York; e di Andrea Bellini, direttore del Centre d’art contemporain di Ginevra, dopo le note esperienze ad Artissima e Rivoli.
I tre, nominati su proposta dell’assessore alla Cultura Caterina Miraglia, affiancheranno Gianfranco Maraniello, direttore del Museo Mambo di Bologna, e Chuz Martinez, curatrice capo di dOCUMENTA (13), nominati dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • asbesto

    no non mi bastano
    voglio anche curatori giovani sconosciuti e irrispettosi
    basta con questi burocrati dell’arte
    basta con i guardiani dello zoo
    voglio critici e curatori arrabbiati e imprevedibili
    il curatore è come il politico: due mandati al massimo e poi vada
    al diavolo, sostituito da gente nuova
    dopo una biennale pessima, cara curiger vai in pensione e fatti mantenere
    da hauser e wirth

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      Si dice che lo zoo dell’arte contemporanea sia zeppo di artisti addomesticati all’ordine costituito. Ma per quello che riguarda l’artista selvatico non potrei dirlo.

  • morimura

    e chi ci mettono in difesa? sembra una squadra di Zeman…

    • SAVINO MARSEGLIA

      si! lo zoo dell’arte contemporanea prevede fra l’altro anche la difesa gli attaccanti e i raccattapalle. Bisogna favorire proprio l’esperienza di quest’ultimi che poi, sono i soli a guidare il gregge al centro campo.

  • dust

    mmmh… tutti fini conoscitori del territorio (Bellini magari c’è stato qualche volta a mangiare, pagante il noto odontoiatra oggetto degli attacchi ciceliniani). sono nomine viziate da un provincialismo assurdo: Napppule che vuol fare bella figura rottamando curatori più o meno internescional, ma bistratta la propria storia. Bravi, complimenti. Avanti così, che è proprio il piede giusto

  • Ursula

    Ottime scelte, davvero ottime. E meno male che non hanno preso i Renzi dell’arte contemporanea, come vorrebbero alcuni signori qui sopra….

  • Franco

    Perfetto! E’ un comitato di grande prestigio, si tratta di persone giovani, capaci e competenti, sono sicuro che questo è solo l’inizio di una stagione di grandi successi per il museo madre!

    • dust

      giovani? come la Curiger? o c’è qualche ventenne non menzionato nel comunicato stampa?

  • Umberto Ambrosio

    Ma non vi accontentate mai di niente? Possibile che nonostante la Regione abbia nominato un comitato scientifico indiscutibilmente di alto profilo come questo, si facciano ancora polemiche? Basta!
    Il museo Madre, invece, parte proprio col piede giusto, sono state fatte delle ottime scelte! Complimenti alla giunta regionale!

    • morimura

      hanno esaudito un sogno (Marina Confalone)

  • Luca

    Sono molto soddisfatto per le nomine del comitato scientifico. La Curiger ha curato una bellissima biennale.

  • Assunta

    Il gruppo sembra valido, ma serve l’inserimento di giovani artisti liberi da meccanismi e stereotipi di sempre …..intanto, incrociamo le dita!
    Buona vita al Madre che adoro

  • LUANA ROSSI

    Parole, parole , parole , oggi inizio domani andrò avanti .
    Vincitore prossimo Direttore Museo Madre Andrea Villani ; vedere il trio Danilo Eccher e i suoi due tira piedi Marianiello e …
    A domani

  • xxx

    concordo Viliani e’ il prossimo direttore del madre…

  • antoine pupula

    come già comunicato nei mesi scorsi il nuovo direttore del madre deve essere gigiotto del vecchio e su quresto non ci sono santi.
    lo verificheremo insieme dopo la sua nomina ufficiale. per ora vi basti sapere che siccome si tratta di un non laureato il bando (cucito su misura per la sua persona) non richiede questo titolo di studio.