Verona Updates: top five. I cinque migliori stand della fiera veneta a nostro insindacabile giudizio

È capitato diffusamente anche a Fiac e Frieze, che assieme ad ArtBasel sono le due principali fiere europee: molte gallerie hanno cercato di apparecchiare stand più orientati alla vendita che alla ricerca curatoriale. Dunque, giocoforza, questa tendenza è presente anche ad ArtVerona 2012. Ciò non significa che manchino gli espositori di qualità, gli stand curati, […]

È capitato diffusamente anche a Fiac e Frieze, che assieme ad ArtBasel sono le due principali fiere europee: molte gallerie hanno cercato di apparecchiare stand più orientati alla vendita che alla ricerca curatoriale. Dunque, giocoforza, questa tendenza è presente anche ad ArtVerona 2012. Ciò non significa che manchino gli espositori di qualità, gli stand curati, le proposte pensate che cercano di andare anche oltre alla finalizzazione immediata della vendita. Ne abbiamo, tra il serio e il faceto, selezionati cinque che vi proponiamo rimettendoci anche al vostro giudizio e parere.

1- LO SCUDO (VERONA)
Gioca in casa Massimo Di Carlo e sfodera uno stand non stand di grande eleganza. Solo una grande parete, niente desk, niente personale, niente scrivania, tavolini o seggiole. Niente. Solo, anzi “solo”, nove lavori, tutti uguali quanto a formato, del giovane pittore Alessandro Roma: tutti bellissimi.

2- MARIO MAZZOLI (BERLINO)
Stand diviso in due spazi. In una c’è una bella personale del trentenne Michele Spanghero che si è aggiudicato anche il Premio Icona e che formalizza in maniera interessante il tema conduttore della galleria berlinese che è quello della sound art. Bella l’atmosfera di sospensione creata da queste sfere che riproducono all’infinito il suono che vi si genera all’interno, e queste pipeline petrolifere che ‘suonano’ come a riprodurre il flusso dell’oro nero al loro interno.

Mario Mazzoli (Berlino)

3- DEANESI (ROVERETO)
Bravo il gallerista di Rovereto che stravende i tanti lavori su tela sagomata (e le sculture) di Antonio De Pascale, che intercetta collezionisti stranieri e che riesce a allestire uno stand quadripartito con quattro piccole personali tutte dedicate all’arte italiana: oltre al già citato De Pascale, Domenico Piccolo, Dacia Manto e Jacopo Mazzonelli.

Deanesi (Rovereto)

4- BOCCANERA (TRENTO)
Il grande lavoro di fronte alla galleria, allestito nella sezione dedicata alle installazioni voluminose, firmato dal serbo Nebojsa Despotovic ha portato fortuna alla giovane gallerista trentina che ha piazzato pezzi in buone collezioni. Il bel neon “Bread” di Valentina Miorandi, con dietro tutto un progetto focalizzato a mappare i luoghi della creatività che potranno fregiarsi dell’insegna, pare finito addirittura nella collezione di Giorgio Fasol.

Boccanera (Trento)

5- BAGNAI (FIRENZE)
Un piccolo stand in cui il gallerista fiorentino festeggia l’ennesimo cambio di spazio in città e l’ennesimo trascloco + restauro. Allestimento pulito e asciutto delle opere di Piero Pizzi Cannella e di quelle di Gunther Uecker, reduce dalla bella mostra veneziana in tandem con Enrico Castellani.

Bagnai (Firenze)

 

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  • alex

    condivido le scelte

  • riccardo

    Quoto Bagnai. Suggerisco Iannone, con uno Scianna memorabile.

  • artu

    fiera purtroppo assai scadente sotto diversi punti di vista, tristezza diffusa tra gli addetti ai lavori, poca gente di sabato, allestimenti abbastanza modesti. a parer mio non è una fiera che sta crescendo come si sente dire in giro…

  • marco

    se questi erano i più belli c’è da preoccuparsi…

  • paola

    marco ha ragione. inoltre da boccanera e bagnai non c’era nulla di cui vantarsi, anzi, opere concettuali (e non) viste e riviste. sarà per la prossima!

  • Luigi

    Non mi sembra abbiate una grande immaginazione critica…….forse con l’arte andreste meglio………

    • marco

      intendi che non sappiamo descrivere le pacchianate proposte dall’articolo? certamente che no, non c’è un solo stand sia tra quelli citati nell’articolo ma direi nell’intera fiera che valga una critica, si tratta semplicemente di opere brutte e banali. e nonostante la mazzoli percorra una strada non facile, ritengo che le opere in fiera siano ovvie, già fatte e particolarmente fredde. ancora all’interno della logica della trovata, il suono come esperimento, come giochino tecnico. non c’è un discorso concettuale profondo.

      • Luigi

        Io mi riferivo all’articolo……..sottoscrivo pienamente quello che tu dici , Marco

  • Enea

    stand orrendi. il pacco di biscotti è addirittura più brutto dei lavori di alessandro roma

  • Hyber

    Anche Ca di Fra aveva roba simpatica, in particolare di Andrea Pazienza. E comunque la sezione migliore era independents ovviamente

  • diego

    Sì la fiera è parecchio brutta e puzza un po’ di cadavere. Mazzoli ha uno stand all’altezza, ma è veramente uno dei pochi. Lo strombazzare che fa Artribune di ArtVerona sa un po’ di lipstick on a pig…
    Francamente incredibile che la si venda come una fiera in crescita e con parecchie novità quando in realtà, per chiunque ci sia stato è invece imbarazzante. Come fa la redazione di Artribune ad aver perso così palesemente il suo piglio “critico”? Ci spiegassero i criteri che la danno vincente e in crescita quando in realtà è un 90% di pitturoni inguardabili, di scelte pavide e opportuniste e di gallerie impresentabili.

  • mario verdicchi

    peccato per la galleria Boccanera ,sicuramente stand interessante però molto moda..la gallerista è antipatica

  • mario verdicchi

    Ca di Frà un pò ripetitivo

  • Paolo

    a me è piaciuto Vr art tra gli indipendents. C’era un progetto che si evolveva giorno per giorno con artisti interessanti. Bello anche l’allestimento.

  • Pingback: ARTVERONA 2012 – VERONA 18-21/10 2012 | Paolo Maria Deanesi Gallery()