Un nuovo edificio per Jürgen Mayer H.. Ad Amburgo l’architetto tedesco dà una prova di qualità, ma non evita la noia. E la cifra personale diventa maniera

Jürgen Mayer H. colpisce ancora. E lo fa con il suo solito modo anticonformista, proprio nel centro di Amburgo, alla stazione delle metro Eimsbuttel. Si tratta di un blocco angolare, completamente ristrutturato e oggi convertito in un complesso di uffici con quattro unità per piano. Un edificio degli anni Cinquanta, la cui facciata è stata ridisegnata […]

Jürgen Mayer H.

Jürgen Mayer H. colpisce ancora. E lo fa con il suo solito modo anticonformista, proprio nel centro di Amburgo, alla stazione delle metro Eimsbuttel. Si tratta di un blocco angolare, completamente ristrutturato e oggi convertito in un complesso di uffici con quattro unità per piano. Un edificio degli anni Cinquanta, la cui facciata è stata ridisegnata per formarne una singola, continua, metallica, che interpreta liberamente la morfologia originale, sottolineandone il design lineare proprio di quegli anni.
Il linguaggio organico e formale dei prospetti – la cui fisionomia è fin troppo stereotipata per Mayer – si contraddistingue, ancora una volta, per una “finestratura a blob”, liquida, irregolare e concettuale, che se da una parte è ormai il suo punto di forza linguistico, dall’altra la rende un’architettura dai connotati stilistici definiti e deperibili. Appare infatti fin troppo chiaro il ricorso a stilemi ripetuti, che dalla facciata si spingono fino agli interni, dove il progetto prevede sofisticati open spaces total white , con spazi liberi e angoli smussati. Nel cortile interno, invece, un piccolo fabbricato esistente è stato ampliato per ospitare la sede di un’Università privata e sculture verdi sovradimensionate.
Un edificio noioso, già visto, grigio e senza brio. Completato, quantomeno, in appena due anni.

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.