Un ministro in fuga. Atteso a Roma al confronto con l’AMACI, Ornaghi non si presenta: e manda il sottosegretario Cecchi a irritare tutti con parole di circostanza. E nessuna risposta

Doveva essere la giornata risolutiva. Quella in cui finalmente l’AMACI, l’associazione che riunisce 27 musei d’arte contemporanea italiani, avrebbe incontrato Lorenzo Ornaghi, a ben 169 giorni dalla prima richiesta di audizione, inviata lo scorso aprile. Invece, niente di fatto.  Alla conferenza stampa di presentazione dell’Ottava Giornata del Contemporaneo, svoltasi questa mattina a Roma negli spazi […]

Un momento della Conferenza Stampa Amaci

Doveva essere la giornata risolutiva. Quella in cui finalmente l’AMACI, l’associazione che riunisce 27 musei d’arte contemporanea italiani, avrebbe incontrato Lorenzo Ornaghi, a ben 169 giorni dalla prima richiesta di audizione, inviata lo scorso aprile. Invece, niente di fatto.  Alla conferenza stampa di presentazione dell’Ottava Giornata del Contemporaneo, svoltasi questa mattina a Roma negli spazi dell’Associazione della Stampa Estera in via dell’Umiltà, il Ministro dei Beni Culturali non s’è presentato. A fare le sue veci c’era uno svogliato Roberto Cecchi, suo Sottosegretario, seduto al tavolo accanto a Maddalena Ragni, Direttore della Direzione Generale del MiBAC, Beatrice Merz e Ludovico Pratesi, rispettivamente Presidente e Vice Presidente di AMACI. Assente – giustificato – anche l’artista Francesco Vezzoli, trattenuto all’estero da impegni professionali, il quali ha però mandato un testo, letto dalla Merz durante la conferenza (il tema, azzeccato, è il rapporto tra arte, potere e politica).
L’incontro si è aperto con toni pacati, tra ringraziamenti, discorsi di circostanza, e tanti, tanti numeri: dati sui finanziamenti, affluenza nei musei, opere in collezione. Dopo il primo round di interventi, però, parte la bomba. Un Ludovico Pratesi visibilmente stizzito fa notare come l’ennesima defezione da parte di Ornaghi suoni inevitabilmente come un segno di disinteresse da parte del Ministero (potete sentire il suo intervento dal minuto 3.20 del nostro video). E che le parole di Cecchi pronunciate poco prima – “l’arte è una risorsa”, “il contemporaneo è un settore strategico” – fossero indubbiamente belle, ma prive di riscontro oggettivo. Infine, il critico romano incalza i rappresentanti del Ministero sulla questione più scottante: il commissariamento del Maxxi. A che punto è; cosa dobbiamo aspettarci? Roberto Cecchi, infastidito (“da che parte sta lei? dalla nostra o da quella dei giornalisti?”), dichiara di non sapere niente in merito e passa la parola alla Ragni, che tenta diplomaticamente di minimizzare l’assenza di Ornaghi e ribadisce l’impegno del Ministero a sostegno del settore. Intervento impeccabile, il suo, ma poco convincente, tanto che viene seguito da quello, appassionato e diretto, di Angela Rorro della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (consigliere di AMACI) che, citando l’intervento di Paolo Naldini fatto sabato scorso al Maxxi durante la Chiamata per l’arte, sollecita una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e della politica. “Siamo un Ministero orfano, diciamolo apertamente”, ha concluso tra gli applausi.
Breve apparizione anche per Anna Mattirolo del Maxxi, che porta i saluti di Antonia Pasqua Recchia, assente per motivi personali, e si limita a ricordare l’importanza di iniziative come la Chiamata per l’arte.
Nessuna news anche sull’attesissima nomina del curatore del Padiglione italiano alla prossima Biennale, che secondo le parole della Ragni, verrà annunciato “nei prossimi giorni”.

L’immagine della Giornata del Contemporaneo, di Francesco Vezzoli

In conclusione, ecco qualche dato sulla Giornata del Contemporaneo, passata un po’ in secondo piano in mezzo alle – doverose – richieste di attenzione (e di azione) che l’AMACI, e il settore artistico tutto, ha rivolto ancora una volta a un riluttante Ministero dei Beni Culturali. L’iniziativa, fissata per il prossimo 6 ottobre, raccoglie in tutta Italia 840 realtà che aprono le loro porte gratuitamente al pubblico. Quest’anno la manifestazione registra un calo di adesioni rispetto alle ultime edizioni (-17% rispetto al 2011), dovuto in gran parte alla crisi che il comparto dell’arte contemporanea sta attraversando e alla conseguente chiusura di molte gallerie e spazi espositivi. Aumentano però i visitatori, che dai circa 150.000 dell’edizione 2010 sono passati ai 240.000 del 2011 (+21%).

– Valentina Tanni

www.amaci.org

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • 3 milioni di spettatori nel 2011 in 23 musei di arte contemporanea su 27.
    Si tratta di 8219 spettatori al giorno che visitano 23 musei. Io non so se crederci, non mi sembra un dato realistico. Vorrei sapere chi raccoglie questi numeri. Gli stessi musei?

    Penso che prima dei soldi il vero pericolo sia costruire musei che finiscono per essere cattedrali nel deserto. Ed è quello che si percepisce chiaramente visitando musei come il Mambo, il Madre. il Maxxi ecc ecc. i 56 milioni di euro di cui hanno goduto 23 musei su 27 io non li percepisco guardando bene la proposta dei musei Amaci nel 2011.

    In ogni caso solidarizzo con Ludovico Pratesi e mi auguro che la proposta inoltrata tramite Giacinto Di Pietrantonio possa trovare seguito.

    LR

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      CASSANDRA INASCOLTATA?

      Luca, qualsiasi proposta a far funzionare questi “cimiteri contemporanei” in crisi, sarà sempre soggetta alle inefficienze perpetue di istituzioni politiche e di dirigenti, che, a mio parere, godono di un eccesso di protezione. I limiti di questi dirigenti preposti dai politici, è che non fanno il minimo sforzo per attrarre il vasto pubblico con progetti di qualità, in modo di riscuotere consenso, successo e quindi ricavi economici.

      E’ in crisi il rapporto fra l’arte e le istituzioni politiche o è in crisi l’olimpo dell’arte italiota che conta? Il disastro in cui si trovano i musei è stato annunciato da tempo, non tanto perché l’ha detto una Cassandra inascoltata: lo è perché le istituzioni politiche, non ascoltano e ignorano i bisogni di partecipazione della comunità artistica.., ma solo l’olimpo dell’arte che conta.

  • Marinilde

    Come previsto…la debolezza di un’associazione che imputa un calo di partecipazione per motivi di crisi. Forse il calo di adesione è dovuto + alla scarsa qualità delle offerte (qualsiasi appuntamento viene inserito nel calendario della giornata del contemporaneo senza nessun filtro qualitativo!) e alla rappresentatività dei componenti!