Un hotel per due ospiti alla volta. Stanza unica ma sette ambienti a fare da contorno. Chic, funzionali e creativi. Un progetto di Droog Design, ad Amsterdam

Lo storico brand olandese Droog Design si è appena lanciato in una nuova avventura commerciale con un hotel molto particolare, costituito da un’unica stanza. L’esperienza dell’ospitalità viene adesso indagata e ampliata grazie a sette nuovi ambienti, destinati a prolungare il tempo di visita nel celebre store al centro di Amsterdam. Una Fashion Kabinet, con un […]

Lo storico brand olandese Droog Design si è appena lanciato in una nuova avventura commerciale con un hotel molto particolare, costituito da un’unica stanza. L’esperienza dell’ospitalità viene adesso indagata e ampliata grazie a sette nuovi ambienti, destinati a prolungare il tempo di visita nel celebre store al centro di Amsterdam.
Una Fashion Kabinet, con un vasto assortimento di capi di abbigliamento, una Beauty targata Comasina e uno spazio Weltevree con vasche e stufe per la vita all’aria aperta, sono solo alcuni dei nuovi locali aggiunti. E poi, a completare e arricchire l’intero progetto, ci sono un ristorante biologico e un giardino – firmato dai designer francesi Claude Pasquer e Corinne Détroyat – in cui convivono elementi naturali e artificiali. Per districarsi tra tutte le funzioni aggiunte è stata realizzata una pratica segnaletica verticale.
All’ultimo piano si trova la famosa stanza unica, arredata con mobili Droog, in cui si potrà soggiornare a partire da fine ottobre.
Per tutti i dettagli e la storia dell’hotel dovrete aspettare ancora un po’. L’appuntamento è con le pagine design, sul prossimo numero di Artribune

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.