Tutti pazzi per le fiere. Anche in Turchia crescono e si moltiplicano. Arriva Artinternational Istanbul, strategicamente collocata nei giorni della Biennale

La Turchia sta trasformandosi rapidamente in un polo importante per l’arte contemporanea, tanto che la competizione tra fiere inizia a diventare un fenomeno di rilievo, soprattutto nella Capitale. Oltre all’appuntamento annuale di novembre con Contemporary Istanbul, nel 2013 sarà inaugurata la nuova fiera Artinternational Istanbul: non lo stesso periodo della sorella più vecchia, ma, strategicamente, […]

Istanbul

La Turchia sta trasformandosi rapidamente in un polo importante per l’arte contemporanea, tanto che la competizione tra fiere inizia a diventare un fenomeno di rilievo, soprattutto nella Capitale.
Oltre all’appuntamento annuale di novembre con Contemporary Istanbul, nel 2013 sarà inaugurata la nuova fiera Artinternational Istanbul: non lo stesso periodo della sorella più vecchia, ma, strategicamente, una partenza in anticipo. La neo mostra-mercato, in programma per il 15 settembre, va così a minare il successo della preesistente fiera, giunta ormai alla sua 7° edizione. Due mesi di vantaggio e la possibilità di accalappiare per prima gallerie e collezionisti. La data, tra l’altro, è stata scelta per abbracciare la prossima edizione della Biennale di Istanbul, che inaugurerà proprio nel mese di settembre. Mossa vincente, che assicura un’affluenza di pubblico straordinaria.
Ci hanno visto bene i fondatori di Artinternational Istanbul, ovvero Interteks, una firma turca che da oltre 34 anni organizza fiere assieme a Sandy Angus, colui che creò nel 2008 ArtHK e che oggi è a lavoro per la nuova fiera londinese, Art13, attesa per il prossimo marzo.
Ma l’ex patron di ArtHK non è l’unico a puntare sulla Turchia: anche il team di India Art Fair ha annunciato quest’anno di voler ampliare il proprio network a Istanbul, anche se le date non sono ancora state fissate.
ArtInternational Istanbul sarà ospitata al Hasköy Yarn Factory, nel distretto centrale di Beyoglu. Il board di selezione è composto da Egemen Bagis, Ministro Turco per gli Affari Eropei, il curatore Jack Persekian, già direttore della Sharjah Biennal, Cigdem Simavi, fondatore di Foundation for Fine Arts and Cultural Heritage, Leyla Tara Suyabatmaz, co-fondatrice di Rampa Gallery di Istanbul, e la curatrice Rose Issa, direttore di uno spazio a Londra focalizzato sull’arte araba e iraniana.
Ancora misterioso il calendario, che anticipa solamente un “Vip programme” con visita agli studi d’artista e alle collezioni private.

– Martina Gambillara

www.istanbulartinternational.com

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Il progetto mi pare interessante, certo 7400 euro per uno stand di 24 mq nella Younger Galleries Curated Project , non sono proprio alla portata di tutte le giovani gallerie.