Surprise alla Gam di Torino. Il nuovo ciclo espositivo parte con il ’68 secondo Ugo Nespolo, mentre la giovane ricerca torinese di Vitrine ospita Paola Anziché

Chiusa una stagione espositiva, molto positiva specie per il forte aumento dei visitatori, se ne apre un’altra alla Gam di Torino. All’insegna di quattro eventi che si inaugurano contemporaneamente questa sera e che noi abbiamo già visto in anteprima. Surprise, un ciclo annuale di appuntamenti dedicati ad aspetti specifici e poco indagati della ricerca artistica […]

Chiusa una stagione espositiva, molto positiva specie per il forte aumento dei visitatori, se ne apre un’altra alla Gam di Torino. All’insegna di quattro eventi che si inaugurano contemporaneamente questa sera e che noi abbiamo già visto in anteprima. Surprise, un ciclo annuale di appuntamenti dedicati ad aspetti specifici e poco indagati della ricerca artistica torinese tra anni Sessanta e Settanta, a cura di Maria Teresa Roberto, è la vera novità di quest’anno: ad aprire le danze è Ugo Nespolo, che di quegli anni è stato parte attiva.
Curiosamente si è scelto di ricostruire, in una saletta del primo piano adiacente all’Exhibition Area, una sua mostra non torinese del ’68 alla Galleria Arturo Schwarz di Milano, “perché era la galleria più importante d’Europa”, ha spiegato l’artista. Si vedono, dunque, tutte le opere esposte in quell’occasione, fili, corde, vari elementi in tensione e anche otto tavole dedicate alla logica formale, che Nespolo ha deciso di donare alla Gam, incrementando così il suo patrimonio di oltre 40mila opere. Questo primo appuntamento di Surprise è stato supportato da Miroglio Group per le trascorse collaborazioni di Nespolo con l’azienda e anche perchè, come ha spiegato il Presidente Carlo Callieri, “la Gam in passato ci ha aiutato dandoci in prestito un’opera di Pinot Gallizio in occasione del workshop Elena Mirò Art & Fashion alla Reggia di Venaria”, il seminario su arte e moda svoltosi nel novembre del 2011 che ha coinvolto giovani stilisti emergenti dello scenario italiano per realizzare un outfit inedito, a partire proprio dall’opera di Gallizio.
Oltre al ciclo Surprise, fino al 6 gennaio si potranno vedere: al secondo piano, per il ciclo Wunderkammer a cura di Virginia Bertone, una quindicina di bozzetti realizzati da Gigi Chessa per alcuni degli spettacoli che si svolsero nel Teatro di Torino, tra cui spicca L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini allestita per l’inaugurazione nel 1925 (questa mostra specifica è a cura di Anna Bondi); al piano terra la seconda edizione della rassegna annuale Vitrine, quest’anno a cura di Stefano Collicelli Cagol, che l’ha intitolata 270° e ha selezionato cinque artiste legate in modi diversi al Piemonte per indagare le potenzialità inespresse (i 270° del titolo) dello spazio messo a loro disposizione (un angolo di 90°). Primo ospite in mostra è Paola Anziché che ha cromoterapizzato le zone di accesso ai servizi del museo; al piano seminterrato, in Videoteca di cui è responsabile Elena Volpato, Choir, opera video del 2011 di Elisabeth Price, acquisita dalla Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea ad Artissima 18. In visione solo fino al 2 dicembre.

– Claudia Giraud

www.gamtorino.it

  • francesco

    NON SE NE PUO’ PIU’!!!!! La solita storia,..Anzichè…Carbotta…l’inutilità dell’arte! nell’arte!!!

  • Silvano

    Pessima la scelta di affidare l’allestimento a tema a fisici teorici e medici. Chi studia Storia dell’Arte andrà poi a operare in sala operatoria?l’incompetenza è totale e si vede. Inoltre la maggior parte degli “artisti” è insignificante. Abbiamo già il castello di Rivoli per queste schifezze… Dove sono finiti i quadri di Delleani e il Mattino di Fontanesi. Che delusione….