Seguendo le tracce di Le Corbusier in Italia. Guida per Agnelli e Olivetti. Folla all’opening romano al Maxxi, ecco la fotogallery di Artribune

Trionfa il monografico e trionfa l’architettura, le sue ricerche e vicende. Un ulteriore segnale che, sommato ai precedenti (si veda la mostra Modelli/Models), lascia intuire che “Maxxi” si pronunci, più realisticamente, “Maaxx”: museo delle arti e dell’architettura del XX secolo. Ma siamo tutti convinti che, dopo la stretta di bulloni del commissario Recchia, le grandi […]

Trionfa il monografico e trionfa l’architettura, le sue ricerche e vicende. Un ulteriore segnale che, sommato ai precedenti (si veda la mostra Modelli/Models), lascia intuire che “Maxxi” si pronunci, più realisticamente, “Maaxx”: museo delle arti e dell’architettura del XX secolo. Ma siamo tutti convinti che, dopo la stretta di bulloni del commissario Recchia, le grandi mostre d’arte, di ricerca stringente sul contemporaneo, arriveranno. Ed i primi annunci lo confermano. Inaugurazione pigiatissima quella di ieri sera sotto il cielo del museo romano. L’Italia di Le Corbusier ha mobilitato l’intellighenzia romana di settore riunita a rendere omaggio a colui il quale, assieme a pochissimi altri nella storia dell’architettura contemporanea, ha saputo lucidamente sovvertire ogni codice del pensare lo spazio del vivere, lasciando, nell’ultimo secolo, impronta di sé nel dipanarsi di ogni espansione urbana occidentale.
Le numerose peregrinazioni italiane del maestro svizzero hanno seminato un numero cospicuo di documenti, lettere, schizzi, interessi, progetti, fotografie e relazioni che il progetto espositivo, curato da Maria Talamona, ha diligentemente raccolto e schedato in funzione del dove e del quando.
L’allestimento di Umberto Riva articola lo svolgimento della mostra in un percorso “a budello”; una serie di nicchie più o meno ampie e aggraziate si succedono lungo la direttrice laterale, tra le tinte e le vene del legno crudo. Una mostra che sa creare, attraverso lo sguardo di Le Corbusier, una serie di intertesti con gli scenari dell’architettura italiana rinascimentale e barocca, coi volti noti e meno noti dei razionalisti nostrani, con le imprese ruggenti di Agnelli e Olivetti e con il mondo delle arti visive, concedendo una piacevole digressione tra i quadri di Ozenfant, Jeanneret, Carrà, Morandi e Severini.

– Luca Labanca

Dal 18 ottobre 2012 al 17 febbraio 2013
Via Guido Reni 4a, Roma
www.fondazionemaxxi.it


 

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Luca Labanca
Luca Labanca si muove nel 2006 da Varese a Bologna per iniziare il percorso di studi del DAMS, curriculum Arte. Negli anni di residenza bolognese collabora stabilmente col bimestrale d’arte e cultura ART Journal, contemporaneamente idea e sviluppa progetti ed eventi di contaminazione culturale tra il Lago Maggiore e Lugano assieme allo scrittore e musicista Tibe. Nel 2010 ottiene la laurea con la tesi Fiat Lux sviluppata al fianco della docente in Semiotica dell’Arte, Prof.ssa Lucia Corrain. Nell’ottobre dello stesso anno si trasferisce a Roma per intraprendere il percorso magistrale in Studi storico artistici dell’Università la Sapienza, fin dai suoi esordi partecipa al progetto editoriale Artribune.
  • elena

    Veramente un bel lavoro!!! Molto interessante in tutti gli aspetti!!! Elena (una storica dell’arte presente alla conferenza stampa)