Quando la galleria ha un debole per il curatore. Massimodeluca, nuovo spazio nell’ex area industriale di Mestre, punta tutto sulla critica. E sui giovani artisti. Andrea Bruciati apre le danze

Venezia ha un nuovo spazio espositivo. Per volere del gallerista e collezionista Massimo De Luca, nasce un luogo che ha l’ambizione di diventare, in breve, punto di rifermento per i giovani artisti locali. Nel cuore di una zona che è oggi in via di sviluppo e in pieno fermento: siamo sulla terraferma, nell’area ex industriale […]

Galleria Massimodeluca, Venezia

Venezia ha un nuovo spazio espositivo. Per volere del gallerista e collezionista Massimo De Luca, nasce un luogo che ha l’ambizione di diventare, in breve, punto di rifermento per i giovani artisti locali. Nel cuore di una zona che è oggi in via di sviluppo e in pieno fermento: siamo sulla terraferma, nell’area ex industriale di Mestre, là dove l’acqua è ancora solo orizzonte, promessa, memoria.
Si parte con due collettive, concepite come unico progetto curatoriale da Andrea Bruciati, e ospitate in successione, tra ottobre e novembre 2012. Sedici artisti – otto per il primo blocco, otto per l’altro – tutti under 30, daranno corpo, tra echi di disobbedienze anarchiche, a “Ni Dieu Ni Maître”.
E non è un caso che l’incipit sia affidato a un curatore come Bruciati: uno con una grande esperienza in fatto di scouting e con una sensibilità forte per suggestioni letterarie, storiche, filosofiche. Imprescindibile è infatti, per la Galleria Massimodeluca, l’attenzione alla ricerca, il lavoro sui temi, la costruzione di progetti. Non il solito contenitore, insomma, ma uno spazio di pensiero. Dove il mercato non escluda la critica, e viceversa.
Bella la sfida, tanto il coraggio: avventure imprenditoriali, soprattutto se di natura autenticamente creativa, ne fioriscono sempre meno, in tempi di feroce crisi. De Luca ci prova e con tutte le migliori intenzioni.
Lo spazio, luminoso,  articolato, curato nei dettagli e nei materiali, si compone di due loft gemelli, grandi circa 250 metri quadrati, ricavati in un fabbricato dei primi del Novecento. Un tempo edificio per lo stoccaggio di merci, oggi, si spera, un nuovo polo per il contemporaneo, che provi a innescare energie fresche, non allineate. Guardando dritto alla laguna, orizzonte simbolico costante, per una fuga inquieta dal banale. Senza Dei, né maestri, né cliché.

– Helga Marsala

“Ni Dieu Ni Maître”
a cura di Andrea Bruciati
5 ottobre – 11 novembre 2012 – artisti:  Graziano Folata, Francesco Fonassi, Riccado Giacconi, Rebecca Moccia, Valerio Nicolai, Dario Pecoraro, Nicola Ruben Montini, Manuel Scano 
23 novembre – 28 dicembre 2012 – artisti: Paola Angelini, Thomas Braida, Giulia Cenci, Teresa Cos, Tomaso De Luca, Giorgio Guidi, Vito Stassi, Elisa Strinna
Galleria Massimodeluca – Via Torino 105/q  – 30170 Venezia Mestre 
orari: dal lunedì al venerdì 10-17; sabato su appuntamento
tel. 041 5314424 – m 366 6875619; [email protected]www.massimodeluca.it

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • giovanni

    non mi piace la galleria e tantomeno il “gallerista”

  • daniele

    perché?