Pascale Marthine Tayou e il sentiero di pietre variopinte. Nuova installazione per il Castello di Ama. Arte e paesaggio in casa Pallanti, tre le colline di Siena

Nell’ultimo weekend di ottobre ha inaugurato al Castello di Ama Le Chemin du Bonheur – che in italiano suona come “la via per la felicità” – opera dell’artista camerunense Pascale Marthine Tayou, classe 1967, che va ad aggiungersi alla collezione di installazioni site specific diffuse lungo il borgo toscano, in provincia di Siena. Con bombolette spray indelebili Tayou ha […]

Pascale Marthine Tayou, Le Chemin du Bonheur, Castello di Ama, 2012 - foto Valentina Grandini

Nell’ultimo weekend di ottobre ha inaugurato al Castello di Ama Le Chemin du Bonheur – che in italiano suona come “la via per la felicità” – opera dell’artista camerunense Pascale Marthine Tayou, classe 1967, che va ad aggiungersi alla collezione di installazioni site specific diffuse lungo il borgo toscano, in provincia di Siena.
Con bombolette spray indelebili Tayou ha dipinto a spruzzo alcune pietre del selciato: aggirandosi tra i massi, il visitatore è spinto a cercare il suo colore preferito, quello che dischiude il sogno e lo conduce, a sorpresa, in un mondo magico, giocoso.
In occasione dell’inaugurazione del lavoro di Tayou abbiamo ripercorso per voi la collezione di Lorenza e Marco Pallanti, nel 2000 ideatori del progetto “Castello di Ama per l’arte contemporanea”, che ha popolato questo luogo antico di opere d’arte più o meno monumentali: presenze disseminate tra gli spazi, ad alterare ed arricchire la struttura, ma senza “disturbare” la visione d’insieme. La collezione è composta dalle opere di Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor,  Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Nedko Solakov, Cristina Iglesias, Louise Bourgeois, Ilya & Emilia Kabakov e dai progetti speciali di Marcella Vanzo e Giovanni Ozzola. Per quanto riguarda quest’ultimo, il lavoro è stato spostato dalla cappella Ricucci per il quale era stato creato e ricollocato all’interno della villa padronale. E c’è da sperare che si tratti solo di un trasferimento momentaneo. Intanto, mentre vi godete un po’ di immagini, restate in attesa di un breve documentario sul Castello di Ama, prodotto da Artribune Television e in arrivo giovedì 1 novembre…

– Valentina Grandini

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Valentina Grandini
Profilo: Valentina Grandini (Pietrasanta, 1978) è storica dell’arte, curatrice indipendente, art advisor, fotografa e organizzatrice di mostre ed eventi legati all’arte contemporanea. Dal maggio 2011 collabora con Artribune. Dal 2008 svolge l’attività di art advisor collaborando con collezionisti privati alla creazione, all’incremento e alla gestione delle proprie collezioni, seguendo il lavoro di artisti italiani e stranieri, soprattutto delle ultime generazioni. Dal 2005 al 2008 ha lavorato per la Galleria Enrico Fornello di Prato e ha collaborato con istituzioni pubbliche e private creando progetti espositivi. Dal 2007 cura e progetta allestimenti artistici per alberghi, aziende e privati, con fotografie proprie ed opere d’arte contemporanea. Tra gli alberghi si ricordano l’Hilton Garden Inn, l’Hotel Brunelleschi, l’Hotel De La Ville ed il Demidoff Country Resort di Firenze, l’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore ed il Principe di Piemonte di Viareggio.