Massimiliano Gioni: sarà una Biennale di Venezia visionaria, un bestiario dell’immaginazione, con opere anche “di repertorio”. Videointervista al direttorissimo…

È una Biennale curiosa ed inaspettata – almeno a parole, e ad otto mesi dal vernissage – quella cui sta lavorando Massimiliano Gioni. Nel titolo Il Palazzo Enciclopedico il curatore ha scelto di coniugare due istanze differenti, come la necessità di una visione propulsiva dell’immaginario (in grado cioè di cogliere o suggerire degli elementi di […]

Gioni gigioneggia...

È una Biennale curiosa ed inaspettata – almeno a parole, e ad otto mesi dal vernissage – quella cui sta lavorando Massimiliano Gioni. Nel titolo Il Palazzo Enciclopedico il curatore ha scelto di coniugare due istanze differenti, come la necessità di una visione propulsiva dell’immaginario (in grado cioè di cogliere o suggerire degli elementi di natura utopica) con la pratica enciclopedica della “cartografia”, che permetta di tracciare una rappresentazione universale del mondo. L’esito possibile? Di sicuro un “bestiario immaginifico”, come spiega lui stesso nell’intervista rilasciata ad Artribune.

Se resta il fatto che ancora è prestissimo per capire che mostra vedremo, ci dovremmo aspettare una Biennale intellettualistica giocata sulle idee (su modello dell’ultima Documenta) oppure una mostra che rimetta al centro le opere ed il lavoro degli artisti? Gioni parla di bilanciamento tra i due aspetti, da buon manuale Cencelli, che a più di qualche dietrologo è parso però già come prendere le distanze dall’ultima kermesse di Kassel.

E voi che ne pensate?

– Daniele Capra

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Daniele Capra (1976) è giornalista, curatore indipendente ma militante. Tra le mostre curate la personale di Matteo Fato alla Fondazione Dena di Parigi, Contractions presso Dolomiti Contemporanee, Fisiologia del Paesaggio per i Musei di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Bologna, Let’s Go Outside per il Comune di Milano, Drawing a Video al Museo Janco Dada di Haifa e la IV edizione del festival Tina-B di Praga. È stato curatore del Premio Emergente Europeo Trieste Contemporanea nel 2008 e nel 2009, giurato all’International Onufri Prize di Tirana. Scrive per Artribune, per Nordest Europa e per i quotidiani veneti del Gruppo Espresso. È membro del comitato scientifico del festival culturale Comodamente. Vive un po’ troppo di corsa, con molti libri ancora da leggere ed il portatile sempre acceso.
  • sq

    eh????

  • Lorenzo Marras

    E noi che ne pensiamo Danie’?!?! per il momento Gioni appare come una di quelle portarei immense , celebratissime, che per non farsi colpire sollevano intorno a se FUMO a non finire.
    Oh , come strategia comunicativa non c è male eh, sia ben chiaro l’ex ragazzo ci sa fare , è simpatico, non è di quelli umorali come altri (e non si fanno nomi) eppoi piace tanto alle donne per quel suo porsi cosi’ benevole senza la benche’ minima traccia di spocchia misogina cosi frequente nell’ambiente.

    Auguri.

  • Lorenzo Marras

    accidenti che figure, ho scritto male la parola porta aerei, vabbe’ si era capito.

  • so!! BIENNALIST at the Venice Biennale will work further on this thematic “Encyclopedic Palace” with reference to the EMERGENCY ROOM DICTIONARY http://www.emergencyrooms.org/dictionary/colonel.html and the work ” CONCLUSIONISM ” from 1992 . Biennalist take the themes of the Biennales very seriously and question their pertinance through art works / last year we were partner with the Sprengel Museum for our Biennalist @ Venice Biennale . If you wish to work with us this year please contact [email protected]:THERE IS NOT A GOOD BIENNALE WITHOUT BIENNALIST !http://www.emergencyrooms.org/biennalist.html

  • Savino Marseglia

    E’ forse possibile recuperare una rappresentazione universale del mondo attraverso l’arte ? Siamo forse nel medioevo ? Vuol forse dare una visione dell’arte contemporanea simile a quella dei bestiari medioevali ? Vi è forse tutto questo immaginifico ? Non sarà forse che gran parte dell’arte contemporanea si possa spiegare attraverso l’estetica del brutto ? Nel Medioevo e nel Rinascimento il sacro era la rappresentazione stessa del mondo e il mondo poteva essero attraverso un simile punto di riferimento. Pensate ad esempio alla cappella Sistina ! Il ragionamento dell’artista era chiaro e comprensibile a tutti ! Come si può parlare di una rappresentazione universale del mondo attraverso l’arte. L’arte contemporanea dovrebbe proporre un sistema di valori condiviso in una società incapace di produrre significato e ridotta a mera consumatrice di segni. Non sarà forse il caso di interrogarsi sulla dimensione del significato e poi cercare una rappresentazione universale del mondo ? Ci chiediamo al di là della bella dei sintesi concetti da Gioni se vi possa essere un’apertura alla domanda di senso ? E poi non siamo mica in classe che si dà il tema ? E se un povero artista esce fuori tema la sua arte è destinata alla scomunica dai sacri palazzi della biennale ? Aspetto delle risposte alle mie domande dal Sig. Gioni ? Chissù se ci degnerà della sua benevolenza !

  • matteo attruia

    se invita io allora lui bravo. altrimenti no. oltre tutto resto. non mi porta

  • matteo attruia

    voglio proprio vedere se interessato davvero a fallimento. immagino no. ma spera. vedremo.

  • HANS BELTING about the Venice Biennale statement refering to his book :

    see short intervieuw film : http://venice-biennale-biennalists.blogspot.dk/2012/11/hans-belting-about-venice-biennale.html

    to Biennalist home page :
    http://www.emergencyrooms.org/biennalist.html

  • claudio

    Sarà un fallimento….come sempre!

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      Il fallimento sta nell’idea stessa di Biennale, così come è concepita: un “défilé ” di feticci addomesticati alla omologazione imperante!

  • Sara

    Che noia questi commenti. Personalmente mi pare che nel primo video il discorso non faccia una piega. Si apre e si chiude, nel mezzo un’idea chiara di cosa fare. Il lamento fine a se stesso non lo capisco e in questo sito abbonda. Gioni ha costruito progetti seri – uno su tutti Tino Sehgal a Villa Reale Milano – e visionari. Lo sarà, speriamo anche la Biennale. Io sono fiduciosa, le premesse e il titolo fanno ben sperare.

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      Lo so. La noia in questi commenti schiaccia con sempre maggiore pesantezza la più elementare critica rivolta a questo sistema circense e autoreferziale dell’arte e getta fumo su eventi addomesticati sotto il compiacimento del potere stesso – nella mortificante mercificazione del linguaggio contemporaneo anche di quelle che un tempo venivano etichettate “avanguardie utopiche” o “aspirazioni spirituali” dell’artista. (BRRR, CHE PAROLE !)

    • Arkadij

      Un progetto serio? O una serra di un arte inventata in funzione visionaria…

      • Fausto

        artistucoli che si rinchiudono nella serra visionaria ?

        • michele

          ben detto!

  • johnny

    ” Mi interessano le forme del sapere piu interessate all’eccezione che alla regola,piu interessate al fallimento del sistema che alla sua realizzazione”.Questo dice Gioni nel primo video.

    Se il sapere si interessa all’eccezione e al fallimento del sistema
    senza volerlo realizzare,è un sapere puramente speculativo.
    Fine a se stesso.
    Si desidera il fallimento ,ma non lo si vuole.

    Cosi come le forme d’arte che sbeffeggiano il “sistema” provocandolo,deridendolo,ma sempre all’interno delle sue logiche.In un panorama dove ogni alternativa,contrapposizione,diventa regola,conformità.
    Un percorso quindi ineluttabile,predestinato,invariabile.

    Il sistema si nutre delle sue eccezioni,dei suoi fallimenti,dei deragliamenti dal suo percorso, per rinforzarsi.
    Crea anticorpi sempre piu efficaci.
    Ogni variabile di percorso è puramente speculativa,vive nei dibattiti e nelle riflessioni,”culturali”,in una cultura che non ha a che fare con la vita.
    La cultura intesa come orpello, che gratifica chi la indossa,che desidera l’eccezione il fallimento, solo se confinato alla speculazione “culturale”.

    Dall’arte contemporanea ( quella considerata tale ) non mi aspetto altro che una sempre maggiore conformità,al sistema.
    E una mole spropositata di speculazioni dialettiche,volte ad allontanarla dalla vita,dal sentire comune.

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      E’ significativo che Gioni sia oggi rivendicato e difeso proprio da questo sistema paludoso e autoreferziale che ha allontanato l’arte dalla vita! Sotto questo profilo, lo spot: “bestiario immaginifico” è davvero il calco conforme di una prassi dialettica impropria, lontana da un’ istanza di traformazione del reale, se non in nome di diverse forme più appaganti e innocue sotto il dominio del sistema.

  • Drive

    Qualche ipotesi sui nomi che deciderà di portare?

    • michele

      i nomi e i cognomi non cambiano la sostanza di una biennale gravemente malata di vecchiaia e inutile nella sua missione culturale…

  • ANGELO

    uhm… a vederlo pare proprio quello che dice di essere: un cameriere, anzi, un capocameriere.
    … con il suo pulloverino marchionnesco…
    immagino però che possa essere una biennale strepitosa, nel qual caso non avrà nulla a che fare con il concept anacronistico a dir poco, e che doesn’t make sense… un palazzo enciclopedico oggi è attuale come un galeone in laguna.
    ma sarà una bella biennale che col titolo non c’entra nulla, come il mulino bianco non c’entra nulla con gli omonimi biscotti.
    buona fortuna.

    • fausto

      In effettti il pargone tra la biennale di venezia e il galeone calza alla lettera, benché io propenda a supporre che il “palazzo enciclopedico” avesse fin dall’inizio un valore di parco divertimento.