London Updates: altro che rottamare, aridatece i craxiani. Gianni De Michelis è l’unico politico italiano all’opening di Frieze. Inutile dirvi che lo abbiamo intervistato

Occhi attenti e passo calmo, si aggirava per i corridoi dell’opening di Frieze London un unico politico italiano. Mitico ministro degli esteri negli scintillanti anni ottanta, oggi lontanissimo da quell’immagine tutta discoteche e capelli ingelatinati che era funzionale allo svecchiamento, fortemente voluto da Bettino Craxi, del Partito Socialista dell’epoca. Politicamente marginalizzato a partire dagli Anni […]

Occhi attenti e passo calmo, si aggirava per i corridoi dell’opening di Frieze London un unico politico italiano. Mitico ministro degli esteri negli scintillanti anni ottanta, oggi lontanissimo da quell’immagine tutta discoteche e capelli ingelatinati che era funzionale allo svecchiamento, fortemente voluto da Bettino Craxi, del Partito Socialista dell’epoca. Politicamente marginalizzato a partire dagli Anni Novanta, non ha mai smesso di interessarsi d’arte e di arte contemporanea in particolare, anche e soprattutto grazie alla moglie collezionista che – come ci racconta in questa intervista – lo trascina per fiere e musei.
Interessato, affascinato, incuriosito dal grande circo della fiera britannica, Gianni De Michelis – di lui si parla – non si tira indietro nel ricordare il coté culturale della sua carriera politica, le sue collaborazioni con il MoMA o con il Guggenheim, l’impegno per l’internazionalizzazione dell’arte italiana all’estero.
Si potrà dire quel che si vuole sui politici della prima Repubblica, ma voi ce lo vedete un nostro attuale Ministro degli Esteri (Frattini, D’Alema o Terzi di Sant’Agata poco cambia) che capisce l’importanza strategica di una fiera di settore e va a supportare gli operatori italiani impegnati nella competizione internazionale? Per tacere, ovviamente, dei Ministri della Cultura…

  • Kate

    E speriamo che non ci sia andato con i soldi nostri…

  • AlpiEagle

    Ma dai non ci posso credere, ma chi siete riusciti a tirar fuoriiii. Certo meglio di Fiorito e Formigoni sicuramente. “Aridateceli”

  • Asbesto

    Rimpiangere questa gente?
    Certo l’arte per tutti gli anni 80 e 90 é stata usata come strumento
    Per allargare il consenso : ” diamogli musei biennali e luna park
    Cosi se ne stanno buoni e non pensano a cose serie”.
    Intanto però la politica rubava a man bassa, il debito pubblico cresceva
    E quel che é peggio si scassava il sistema produtttivo
    E manifatturiero indirizzando l’economia sul futile e sull’
    Immmateriale consegnandoci alla fine il disastro attuale:
    Se avessimo ancora in sistema manifatturiero moderno e competitivo,
    Se avesso distribuito i soldi seguendo strategie rivolte al futuro e non alle clientele
    Ci troveremmo in una situazionei migliore.
    Purtroppo chi sta nel settore dell’arte continua ad illudersi
    Che i vari carozzoni dell’arte esistano al di lá della realtá concreta: se
    L’economia va male l’arte continuerá ad esssere fatta ma
    Da sola non sará certo in grado di risollevare un paese dove
    Le fabbriche chiudono e la gente perde il lavoro.
    Quanto ai p olitici di oggi spetamo che se ne stiano lontani dall’arte il piu possibile

  • Asbesto

    Speriamo

  • luigi martini

    Asbesto hai ragione su quasi tutto, e chi ha scritto l’articolo conosce poco la storia di questi ultimi trent’anni. Il craxismo (e non il socialismo) ha la responsabilità di avere mutuato, fatta propria e proposta quella cultura che ci ha condotto al berlusconismo. Certo i figli corruttori sono spesso peggio dei genitori, ma ciò è nelle cose. Se si evitassero facili battute, un po’ populiste e demagogiche non sarebbe male, lo dico alla redazione. Se si confrontano, poi, i ministri degli esteri, certo D’Alema non ha nulla da invidiare a De Michelis, sia per ciò che ha fatto che per la considerazione internazionale di cui godeva.
    Non concordo invece sul fatto che i politici debbano starsene lontani dall’arte – che cosa è successo in questi anni? -. Se il parlamento e il governo non si occupano seriamente di arte e cultura, delle loro istituzioni, si precipita sempre più in basso. Il caos non genera una realtà migliore, e le rotte istituzionali non vengono corrette sulla base dell’esperienza, regnano indisturbate le aristocrazie dell’arte che non sono migliori della politica distratta o distraente, e che si svegliano solo quando non arriva più la biada

  • Luigi Rebesani

    Siete anche disposti a lusingare Putin per le splendide iniziative culturali che vengono organizzate tra Mosca e S. Pietroburgo?
    Ma andiamo………….un poco di autocritica dai critici per favore.
    Sono d’accordo con asbesto ……….un minimo di di onestà intellettuale…………o si stava meglio quando si stava peggio?

  • xxx

    questo e’ Tonelli, questo e’ Giacomelli, questo e’ Arttribune. Bravi, il peggio dell’Italia! Aridateceli! Ma chi? Ma chi li vuole? Avete dimenticato che il cancro del berlusconismo arriva da loro? E che queste schifezze erano berlusconiani fino a cinque minuti fa? Aridateceli! Ma come vi permettete? Siete, se dite questo, corresponsabili di questo sfacelo, morale, culturale, etico. Siete collusi con la Mafia, cn Cosentino e con tutto il peggio che questi signori hanno creato senza vergogna!!!
    E non avete giustificazioni. Pesate le parole, altrimenti c’e’ solo vergogna ed isolamento per voi.
    Sono allibito!

  • Acciderboli, che indignazione! Se fosse applicata anche nella vita quotidiana, nella pratica, per la strada, e non solo con post e commenti, saremmo un paese migliore. Quel paese che aveva ancora il gusto per il paradosso e l’intelligenza per capirli e farne tesoro. Mentre qui si adotta il tono dell’anatema e della scomunica, quello che ha da sempre unito PCI e DC e tutto quel che ci stava in mezzo. E che ora si riversa in certo pseudo-rigore e pseudo-giustizialismo, ma sempre e solo di fronte a un computer, ovviamente. Perché se poi menano qualcuno a dieci passi di distanza, si guarda e si passa… Rivoluzionari da tastiera, grillini da Twitter, ribelli da salotto, tutta una schiera di bobò che – come diceva Ionesco – diventeranno presto notai.

    • Michele

      avete tolto la possibilita’ di commentare? ma togliete allora l’intervista che e’ meglio. scandalosa la vostra posizione…

  • bacca m.

    rivogliamo NERONE .

  • xxx

    Giacomelli non hai detto nulla, una marea di cose senza senso. come difendi la posizione che hai? tra dc e pci c’erano moro e berlinguer. pulisciti la bocca. pubblichi de michelis e sputi addosso ad un momento in cui se quella due realta’ dialogavano, davano fastidio a tanti. ricorda il momento dc pci e’ stato non il peggior momento. ma pecchi anche in storia. mi sa che la tastiera fa male a te. e capisco perche’ pubblichi ed esalti de michelis. ripeto vergogna!

  • Ma come si permette Lei, “XXX” !

    Innanzitutto, ringrazi per questo servizio, completamente gratuito che le viene offerto; in secondo luogo, esca dall’anonimato.

    Ha ragione Giacomelli, invece, ed aggiungo: leggete le notizie cercando di capire cosa effettivamente vogliano dire, e che cosa potrebbe esservi utile.

    Usate il PC (non Partito Comunista..) per fare più soldi, per informarvi e per crearvi una rete vostra, piuttosto che fare una “rivoluzione” di 5 minuti.

    • Michele

      completamente stupida la tua risposta a XXX!

  • «Hai mai pensato di iscriverti al Partito Socialista.» «No grazie, sono ricco di
    famiglia.»

    Attribuita a Massimo Cacciari in un dialogo con Gianni De Michelis

    Gino & Michele, Matteo Molinari
    Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano

  • Forse dato che ora siamo arrivati in fondo,con nostalgia tanti rimpiangono gli anni quando cera Craxi ,come a detto un popolano Romano,almeno se mag ava ora e’ molto peggio,meditate gente meditate.