La pelle dell’arte. Marco Andrea Magni rilegge Bukowski alla galleria FuoriCampo di Siena, ecco le immagini dell’opening

Più giovani di così non si poteva. Titolo preso in prestito dalla prima parte della raccolta di poesie Quando eravamo giovani, dello scrittore statunitense Charles Bukowski. Preso in prestito da Marco Andrea Magni, per la sua mostra che si è appena inaugurata – tra lampi e tuoni – alla galleria FuoriCampo di Siena. Una mostra che intende riflettere, attraverso […]

Più giovani di così non si poteva. Titolo preso in prestito dalla prima parte della raccolta di poesie Quando eravamo giovani, dello scrittore statunitense Charles Bukowski. Preso in prestito da Marco Andrea Magni, per la sua mostra che si è appena inaugurata – tra lampi e tuoni – alla galleria FuoriCampo di Siena. Una mostra che intende riflettere, attraverso una serie di lavori, sul significato di pelle, intesa come superficie/limite, capace di registrare, manifestare ed esternare i segni del tempo. L’artista imposta un vero e proprio dialogo mediante tavole lignee ricoperte di velluto di colore dell’epidermide, e impregnate di pulviscolo d’argilla bianca, in contrapposizione al piccolo quadro incorniciato e installato all’altezza dello sguardo di un bambino.
Opere che diventano dispositivi atti a registrare sulla propria superficie “sensibile” l’impronta, il passaggio, la traccia lasciata dal contatto con la “pelle” dello spettatore, che toccandoli li segna “come infinite maree d’amore”, in un gioco doppio e continuo di presenza e assenza. Temi che tornano in un serrato dialogo epistolare dal sapore tautologico tra l’artista e il filosofo Jacopo Figura. All’opening c’era anche Artribune, e qui ci sono le immagini…

– Gino Pisapia

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Gino Pisapia
Classe 1981, Gino Pisapia è critico d’arte e curatore indipendente, indaga e si occupa di ricerca sulle ultimissime esperienze artistiche, vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si è laureato in Storia dell'arte Contemporanea all'Università di Napoli, nel 2007 ha conseguito un master in Management dei Beni Culturali promosso dalla Regione Campania. Ha ideato e realizzato progetti di didattica museale integrata, nel 2008 ha scritto e diretto il documentario Astrazione Napoletana sull'opera di Renato Barisani e dal 2007 al 2010 ha collaborato con la Galleria Lia Rumma di Napoli/Milano. Ha tenuto lezioni di storia dell'arte e fatto parte di varie giurie per l'assegnazione di premi legati alla cultura e all'arte contemporanea. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati tra cui Memories; vertigine [di]segno; Tempus edax rerum; Elements; Cleo Fariselli. I suoi contributi critici sono presenti in diverse pubblicazioni. Scrive per Exibart, ArsKey e Artribune.