La degna fine di una Presidente di Commissione Cultura: nella merda! Roma olezza di megaparty a sfondo trash. Problemi? Sì, ci trovi anche rappresentanti delle istituzioni. Prendi Veronica Cappellaro…

Ormai ci siamo abituati. È la mesta abitudine del cittadino indignato, che nell’indignazione inciampa con inconsolabile routine. Farsa quotidiana, tra politica e antipolitica, che va in scena sotto il cielo – caliginoso – della malapolitica: scritto così, tutto attaccato, eloquente neologismo da basso impero contemporaneo. Festini, ostriche, champagne, rimborsi da nababbi, privilegi, avvisi di garanzia, […]

Simpatici siparietti - foto Il Portaborse

Ormai ci siamo abituati. È la mesta abitudine del cittadino indignato, che nell’indignazione inciampa con inconsolabile routine. Farsa quotidiana, tra politica e antipolitica, che va in scena sotto il cielo – caliginoso – della malapolitica: scritto così, tutto attaccato, eloquente neologismo da basso impero contemporaneo. Festini, ostriche, champagne, rimborsi da nababbi, privilegi, avvisi di garanzia, corruzione: il lessico politico si inceppa nella ripetizione stanca dei cliché della crisi. Che è morale, prima che economica.
Ed ecco un altro party, un’altra orgetta capitolina, nuova testimonianza dei bagordi a cui partecipano, gaudenti, i politici di casa nostra. Stavolta, egregia rappresentante dell’ormai ex governo Polverini, è Veronica Cappellaro, Presidente della Commissione Cultura per la Regione Lazio: colei che la natura non dotò di agile favella, né di pupilla troppo vispa. E che nemmeno un gobbo potè aiutare, quando, davanti all’ingombrante telecamera,  si trovò  a dover interloquire su temi istituzionali.
Ancora sono fresche le immagini del colossale party greco-romano, che celebrò nell’Olimpo del cattivo gusto i nuovi Dei del trash governativo. Una festa, dice il festeggiato – il consigliere del Pdl De Romanis – pagata coi soldi suoi. Poco cambia. Pur volendo scansare l’odioso ruolo dei moderni crociati moralizzatori – per quello c’è già Grillo – il punto resta un altro. E si riassume, banalmente, in parole come decoro, sobrietà, stile, misura. Parole che, dal glossario della politica, sono scivolate via, quasi a irridere a un Paese che di stenti vive, non certo di festini.

Simpatici siparietti – foto Il Portaborse

Siamo a Palazzo Ferrajoli, a un tiro di schioppo da Palazzo Chigi. Qui, pochi giorni fa, gli allegri ospiti partecipavano nientepopodimeno che a un merda-party. Proprio così: il tema, edificante, era la cacca. Due water sudici all’ingresso, su cui accomodarsi per farsi fotografare, slip e pannolini (sporchi) stesi, rotoli di carta igienica, tavole imbandite con cibo dalle escrementizie fattezze. Insomma, montagne di merda, per una serata di simpatica coprofilia. La scenografia prevedeva anche graziose colf, con stivaloni intinti nel letame, pronte a pulire i residui – veri? Finti? – organici, infermiere con bacinelle, spazzoloni per wc e urinali in dotazione, finti operai della Fiat ridotti in mutande e le classiche maschere da porco, immancabili in simili consessi.
Come dire: gli italiani sono ormai nella cacca. Delizioso sfottò, che l’aristocrazia dedica al popolo in miseria. Riuscendo, forse, a dipingere principalmente sé stessa.
Tutto documentato: illustri personaggi e agghindati vip – da Cicciolina, alla contessa De Blank, dal playboy Paolo Pazzaglia alla super coppia Carmen Russo-Enzo Paolo Turchi – si concedevano all’obiettivo, fieri di cotanto buongusto. Tra loro, anche la signora Cappellaro. Che, certamente, sarà caduta in un tranello: pensando si trattasse di un salotto letterario o di un opening di scultura concettuale, si sarà invece trovata, ignara, in mezzo a quel bailamme scostumato.
Che dire? Se dal letame nascono i fior, speriamo che la primavera arrivi presto.  Tra i palazzi del potere prima, e nelle case degli italiani poi. E del resto, a quanto pare, Veronica avrebbe infine confessato: troppo rumore per nulla… Era solo una festa di merda!

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • luana maiorana

    L’apoteosi della volgarità , del pessimo gusto, dell’idiozia di questa gente inutile, che non dà alcun contributo alla crescita del proprio paese, ma che può permettersi di scialacquare fiumi di denaro per tali nefandezze, insultando così tutta la gente che stenta a tirare avanti e lotta ogni giorno per la sopravvivenza….Sono fortemente indignata e disgustata…Come è caduto in basso il nostro bel paese!

    • lc

      onorabile merda d’artista alla Manzoni!!

  • Emidio De Albentiis

    Grazie, Helga! Il tuo è giornalismo frutto di autentico impegno civile, forse una delle poche armi efficaci contro questa gente incivile ed inutile che ammorba (qui nel senso più proprio del termine) questa nostra povera Italia. Speriamo giunga davvero un rinascimento delle coscienze: purtroppo non sono fiducioso, ma sperare non costa nulla. Buon lavoro, Helga!

  • Matteo P

    “Veronica Cappellaro, Presidente della Commissione Cultura per la Regione Lazio: colei che la natura non dotò di agile favella, né di pupilla troppo vispa”
    Basta questa presentazione a fare di questo articolo uno splendido articolo!
    Grande Helga!
    Come al solito dopo il sorriso subentra il magone per vedere il livello dei nostri politici che, ancora non ho capito se per causa o per effetto, è il livello anche del nostro paese…

  • Monica Zanfini

    Grande articolo: Brava Helga!

  • Cristiana Curti

    Non saprei… l’utilità di questo pezzo?

    Sentirsi noi tutti che non siamo andati a Palazzo Ferrajoli migliori di altri?
    Se la festa è privata (e il pezzo non indaga oltre se non quando assume frettolosamente un commento del Pidiellino De Romanis che afferma sia stata pagata con soldi suoi), chi ha il diritto di scagliare la prima pietra e commentare il cattivo gusto in casa d’altri?

    Sono meglio forse i salotti nascosti del potere dove i veri reggitori dei nostri fili decidono le nostre sorti e quelle dei nostri figli, anche senza mostrarsi come burloni sturacessi (anzi, in gran sordina)?

    Se invece la festa è pagata con i soldi nostri, allora tutto cambia, ma non perché ci sono quadretti inverecondi di (ig)nobili vip alle prese con evidenti problemi irrisolti di scatologia (mi pare, fra l’altro che siano presenti illustri sconosciuti e personaggi del mondo dello spettacolo, ma anche questo non fa storia: chi se ne frega?), ma perché sono soldi nostri.

    TUTTE le manifestazioni in cui si perde il buon gusto, il senso del limite, la sobrietà e l’intelligenza (ma non la passione) in tempi in cui è necessario essere vigili e non dormire in ogni portone ad aspettare l’abisso sono condannabili da un punto di vista etico e sociale.
    Non per fare i moralisti – lasciamo a Grillo questo compito -, ma i rave parties dove la droga circola a fiumi e massacra ragazzi come le mosche il piretro sono forse meno riprovevoli? E’ perché “fanno più simpatia” di questi poveri pagliacci che pensano di essere qualcuno solo perché sono in un (ex) palazzo nobiliare? E’ davvero solo una questione di logistica e di nomenklatura?

    E’ questa una festa pagata con i nostri soldi (insisto)? Avevamo bisogno di questo per capire di che pasta è fatta la nostra classe politica (che qui – mi sembra – appare in misura più contenuta che altrove)? Chi è mai stata la desolante Cappellaro? Ora acquista un punto in meno solo perché si fa fotografare in maculato in un sito di pochezze? Perché prima dov’era? Tutelata come i panda? Ora che non esiste più la giunta Polverini può fare ciò che vuole del suo tempo libero, anche mostrare ciò che è (sempre stata). Piangiamo (come è anche stato fatto) su ciò che era PRIMA di questa puntata. E impediamo che si ripeta, se ci riusciremo.

    Ma – ripeto – chi se ne frega dei novelli “merdaioli”? Siamo forse su Novella Quattromila? A meno di informazioni più dettagliate che coinvolgano questioni pubbliche (il che sarebbe gravissimo), questo genere di notizie serve solo a farci rientrare nel numero dei Farisei che ringraziano di non essere come gli altri, dopo aver fatto un lungo elenco dei propri meriti davanti a Dio nel Tempio. Non è forse questo che ci frega inevitabilmente da vent’anni?

    Siamo davvero sicuri di non essere tutti coinvolti?

  • La festa era privata, Cristiana. E nessuno, qui, ha lasciato intendere diversamente. Il punto non è questo, però. Mi spiace non abbia colto il senso di questo articolo, come degli altri usciti in giro a commento di questo tristissimo appuntamento mondano. A cui un rappresentante delle istituzioni prendeva parte, mostrandosi beatamente ai fotografi. Un insulto per l’Italia che soffre, per gli operai sbeffeggiati, per un Paese che i vip si permettono di prendere in giro perchè sudicio. Con tanto di partecipazioni istituzionali. Vergogna. Il commento su Grillo l’ho fatto pure io e il senso di questo articolo – fotografia impietosa di un’Italia scivolata nel cattivo gusto – mi pare chiaro.

    • Cristiana Curti

      Che sia tristissimo non c’è il minimo dubbio. Che il cattivo gusto imperi (e non da ora, ma da quando, forse Lei era troppo giovane, spuntavano all’orizzonte le prime bravate dei diversi Briatore) anche.
      Ma se ne parla solo ora che fanno testo e costume i Fiorani diversi (con ben diverse imputazioni)?

      La casta è un insulto in assoluto, non solo per gli operai sbeffeggiati, ma per tutti i cittadini che si sentono senza futuro. In questa festa privata, c’è un unico rappresentante della politica (se si può chiamare tale, sia la politica che la sua rappresentante), la Cappellaro.
      Continuo a sostenere, e aldilà di altre testate che hanno ritenuto degna di nota questa porcheria da quattro palanche che mi offende assai di meno del consueto teatrino che ancora oggi si perpetua nelle sale della politica e delle diverse “commissioni” (non solo culturali), che in casa propria ognuno fa quel che vuole. Se non spende soldi miei e non infrange la legge.

      La Cappellaro dovrebbe invece rispondere – per me in via prioritaria rispetto alle sue frequentazioni festaiole – di quanto da lei allegramente confidato al Corriere della Sera nell’intervista concessa proprio per quest’infausta (ma lecita) occasione non pubblica, ma privata; ecco il testo:

      “La festa era organizzata in sfregio a voi politici. «Embè? Perché, non è vero che stamo tutti nella merda?». Senta… «Pure lei, non creda, pure lei è nella merda se è costretto a chiedermi di quella festa, invece di farmi domande sulla mia importante attività alla Regione Lazio…». Allora devo chiederle come e perché, con i soldi del suo gruppo, soldi pubblici, ha speso 1.080 euro per una serie di ritratti fotografici, 17 mila euro per una serie di cene da «Pasqualino al Colosseo» e 8.800 euro per un aperitivo al «Bar Martini»: perché? «Ah, vabbé… No, dico: mi vuole mettere in croce per un aperitivo?». Un aperitivo da 8.800 euro: signora… «Senta, ma qual è il politico che paga di tasca sua? Lei ne conosce? E poi… ma che me ne frega a me’! Posso sta’ a perde tempo con lei pe na’ festa sulla merda?».

      Non è molto più insultante questo per gli operai sbeffeggiati e per tutti noi, che comunque siamo – lo ripeto – tutti coinvolti se lasceremo che QUESTO comportamento si perpetui in eterno (o meglio sino a quando ci sarà una lira da rubare, e manca poco alla fine)?

      • Cristiana Curti

        Naturalmente Fiorito, non Fiorani, per quanto, anche Fiorani ci sta bene nella lista dei “migliori”, n’est pas? Un lapsus comprensibile, purtroppo per noi.

      • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

        La casta politica italiana, per come è venuto configurandosi negli ultimi anni, somiglia ad una continua festa sfarzosa, cioè, realizzata come un ricco banchetto, le cui radici affondano non nelle sagge tradizioni popolari, ma nelle feste aristocratiche alla “Corte del Re Sole”.
        Alle prossime elezioni, il popolo voterà col piatto vuoto in mano.

  • che

    che schifezza di gente

  • Cara Cristiana, cara Helga,
    personalmente non condanno nè la merdafest nè i rave: ognuno può degradarsi come crede. Solo che non voglio che un esponente istituzionale che mi rappresenta sia pubblicamente ritratto in situazioni in cui possa danneggiare l’immagine dell’istituzione stessa.
    Suggerirei poi di tener conto che, come Pasolini messo in scena nel lacerante “Salò”, la borghesia e l’aristocrazia italiana (e romana) sono state nell’ultimo secolo, seppure con qualche eccezione, il covo dei peggiori istinti fascisti e cruenti. Cosa volete da questa gente? Che legga i libri di filosofia? Che adotti comportamenti understatement da borghesi protestanti del nord Europa? Impossibile…
    Ogni altra osservazione – sia in chiave populistica che di quella di una sinistra bacchettona – mi pare moralistica: non trovo sia necessario fare una “fotografia impietosa di un’Italia scivolata nel cattivo gusto”. Il cattivo gusto è sempre esistito, e sempre continuerà ad esserci, come già Petronio ha ricostruito nell’incredibile episodio della Cena di Trimalcione. E allora lasciamoli perdere e dedichiamoci a sostenere altri modelli, no?

    • Cristiana Curti

      Ben detto e sottolineo che anche tu accenni a un “pubblicamente” che la dice lunga. Era pubblica questa festa? No. Sono pubblici i soldi che la Cappellaro spende per un aperitivo al Bar Martini (“non mi vorrà mica mettere in croce per un aperitivo” da 8.800 euro)? Sì.
      Me ne infischio se la Cappellaro legge Petronio o Heidegger, me ne infischio di come ognuno di noi intende rovinare la propria “immagine” (che sia un politico o un ragazzo in compagnia di coetanei nell’entroterra di Udine o Pescara).
      A meno che quest'”immagine rovinata” PUBBLICAMENTE non sia un danno per il mio Paese. E tutto dipende anche dal ruolo – primario o secondario – che occupa quel personaggio, in questo particolare senso (la Cappellaro risulta nel carnet degli appuntamenti della Merkel? a quanto pare no; pesa invece, e molto nebulosamente, sui conti pubblici italiani? a quanto pare sì). Tanto abbiamo capito da quel dì che alla commissione cultura, sanità, educazione (così come ai Ministeri, con rarissime eccezioni) non accedono esperti titolati della materia. Basterebbero almeno persone oneste e volonterose di fare il bene pubblico.
      Ma anche il giornalismo dovrebbe, allora, puntare su altri traguardi e lasciare alle pie beghine il compito di inorridire di fronte al maculato (anch’esso di pessimo, orribile gusto) della Cappellaro in casa Pazzaglia.

      Ora, caro Daniele, mi interessa davvero che l’impudenza scandalosa e senza alcuna giustificazione del “non vorrà mica mettermi in croce per un aperitivo” abbia termine. Talché questo bisogna continuamente evidenziare, perché gli italiani, quando fra poco andranno a votare (sempre meno), non dimentichino le facce e le parole, ma soprattutto gli atti pubblici. Un saluto

  • Antonio

    Mi viene un dubbio: se alla festa avesse partecipato un curatore o un critico quotato, non è che questa si sarebbe trasformata, da sguaiato convivio, in performance di tendenza? Non è che il denaro pubblico rubato si sarebbe mutato in contributo all’espressione culturale e artistica? Non è che queste foto e gli eventuali filmati sarebbero finiti esposti in qualche museo e venduti a caro prezzo in qualche galleria?

    • Forse si, non è un idea così balzana come può apparire in apparenza.

      • Cristiana Curti

        Peraltro già cavalcata in lungo e in largo e anche in siti che più istituzionali di così si muore. Senza apprezzabile successo né di “critica” né di “pubblico” e tantomeno di mercato (che per i furbacchioni è ciò che conta). Quindi meglio non accarezzare l’idea dell’ennesima squallida pensata, please.

  • No.

  • Daniele, nono sono affatto d’accordo e quello che dici è ingeneroso. Tutti lavoriamo per proporre e supportare modelli differenti e di qualità, ogni giorno. Ognuno a suo modo. Ma qui facciamo i giornalisti e raccontiamo quello che accade. Anche se qualche volta si tratta del brutto e non del bello.
    Fare finta che non ci sia un’emergenza degrado in questo momento, stando chiusi nella torre d’avorio a fare gli intellettuali colti, non servirà a cambiare le cose. Dire “tanto è sempre stato così” non aiuterà ad abbassare la soglia dell’indignazione.
    Che vengano invece, questi soggetti, svergognati, anche se non c’è reato, anche se c’è solo una decadenza vergognosa che, da parte di un rappresentante delle istituzioni, non è tollerabile. Le foto hanno fatto il giro dei media, e che in Europa vedano questo, sapendo che la Presidente della Commissione Cultura del Lazio – una totale incompetente per altro, come sottolineato – passa le sua serate in contesti così degradanti, in cui impera lo sberleffo per il suo Paese “ridotto in mutande”, a me fa enorme tristezza.
    Idem per il festino in stile greco-romano. Pagato con i soldi del consigliere? Fa schifo lo stesso che un trentenne spenda quelle cifre inaudite per organizzare tale baggianata, festeggiando la sua elezione. In un momento, per altro, in cui l’Italia è in ginocchio. Nessun decoro, nessuna misura, nessun rispetto. Cose che io invece pretendo dai miei rappresentanti istituzionali. Loro stessi hanno ammesso, infine, di aver esagerato.
    Dammi pure della bacchettona o della moralista, se intendi questo. Orgogliosa d’esserlo, che ti devo dire.

  • Cara Helga,
    ma va benissimo fare cronaca, ci mancherebbe. Come sai stimo quello che fai e condivido quasi tutte le battaglie che conduci. Non vedo però perché dedicare altro spazio, oltre a quello che i quotidiani hanno fatto, a questa festina volgare, dato che le critiche sono state pressochè unanime.
    Ti abbraccio, D.

    • lo abbiamo fatto insieme agli altri, non voleva certo essere uno scoop: ne abbiamo scritto ieri, mentre qualcuno ne parla ancora oggi e qualcuno ne aveva parlato appena il giorno prima. La notizia è uscita su un blog e poi la stampa l’ha ripresa via via, inclusi noi, che non siamo un quotidiano generalista. E il senso ci sta tutto, perchè Artribune si occupa di cultura e questa signora è il Presidente della Commissione Cultura di una importante Regione italiana.

  • Davide W. Pairone

    il problema non è il qualunquismo del “tanto è sempre stato così” ma dell’interrogativo inquietante che credo dovrebbe attanagliare oggi ogni italiano: se avessi quel tipo di potere garantito dalla totale incolumità (in fondo in carcere ci sono solo capri espiatori come Lusi, Fiorito, Cuffaro mentre gli altri gozzovigliano ancora alla grande, magari all’estero sempre con i soldi pubblici) se avessi quel tipo di potere, dicevo, mi comporterei diversamente? Sono assolutamente certo della mia specchiata quanto presunta moralità? Qui sta secondo me il nodo secolare dell’italica tendenza al bagordo, nell’incapacità di proiettare questi squallidi esempi sul fondo più oscuro della coscienza individuale. Non parlo ovviamente solo di questi episodi grossolani ma della quotidiana violazione di qualsiasi norma di buonsenso e convivenza civica, a partire dall’auto in doppia fila e dalla cartaccia per terra. Chiaramente l’esempio “istituzionale” che viene dato ai cittadini vale come alibi per le ruberie più minute (che sarà mai l’auto in doppia fila al confronto col politico che buca le ruote al disabile?) e in questo modo si stabilisce una prassi, una normalità che permea tutti gli aspetti della vita comune. Detto questo bisogna dar atto ad artribune di aver seguito nel corso dei mesi anche questioni meno “spettacolari” ma altrettanto rovinose per il tessuto sociale, sarebbe da auspicare magari una rubrica specifica per dare continuità e costanza alle denunce, con particolare attenzione nei riguardi di quelle locali, invisibili, diffuse ma ben più dannose di questa

  • Cristiana Curti

    In ogni caso, la Cappellaro non è più nulla d’importante in politica (se mai lo è stata) e non rappresenta più nessuno dal 28.09.12, se non per traghettare il Consiglio regionale sino alle prossime elezioni, dove si spera che delle incompetenti come lei tornino a fare ciò che loro meglio riesce (e si vede bene di che si sta parlando).

    Si legga dal sito del Consiglio regionale del Lazio:

    28/09/12 – Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, con proprio decreto, in ottemperanza all’articolo 126, comma 3 della Costituzione e agli articoli 19 e 44 dello Statuto regionale, ha dichiarato l’esistenza della causa di cessazione dalla carica del presidente della Regione, Renata Polverini, in considerazione delle dimissioni pervenute agli uffici della presidenza del Consiglio ieri sera alle ore 19 e ha contestualmente provveduto a dichiarare sciolto il Consiglio regionale questa mattina alle ore 10,30.
    Il decreto è in via di notifica a tutti i consiglieri e verrà pubblicato sul Burl.
    Il Consiglio, da qui in avanti, potrà esaminare solo atti dovuti, urgenti e indifferibili, ed è tenuto a garantire l’ordinaria amministrazione fino al voto.
    A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio
    Info: 800 01 22 83

    e in effetti, poiché nell’aria si nasava odor di fronda anche sull’eccessivo numero di Commissioni consiliari, pochi giorni prima di detto provvido scioglimento accadeva che:

    “21.09.12 – Aula dimezza a otto le Commissioni del Consiglio regionale.
    Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, ha approvato, all’unanimità (69 favorevoli, 69 votanti), la proposta di deliberazione consiliare che modifica il regolamento dei lavori del Consiglio, istituendo otto commissioni consiliari (modificando l’articolo 14 che ne prevedeva sedici).
    Approvato anche un emendamento proposto da Ivano Peduzzi (Fds) che inserisce nella prima commissione anche la competenza di: “Integrazione sociale e lotta alla criminalità”.
    La deliberazione entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
    Queste le materie e le competenze delle nuove commissioni:

    I Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, enti locali e risorse umane, federalismo fiscale e sicurezza, Integrazione sociale e lotta alla criminalità;

    II Affari comunitari e internazionali, cooperazione tra i popoli e tutela dei consumatori;

    III Vigilanza sul pluralismo dell’informazione;

    IV Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria;

    V Cultura, diritto allo studio, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, spettacolo, sport e turismo;

    VI Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica;

    VII Salute e politiche sociali;

    VIII Agricoltura, artigianato, commercio, formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo economico.

    La seduta del Consiglio regionale è stata chiusa e il presidente Abbruzzese ha ricordato che lunedì 24 settembre si svolgerà la riunione dei Capigruppo consiliari per la composizione delle nuove commissioni consiliari.”

    Poiché le due commissioni “cultura” e “scuola e politiche giovanili” furono accorpate in data 21.09.12 è possibile, ma non lo so con certezza, che la Cappellaro abbia dovuto lasciare il proprio posto al collega di partito Romolo Del Balzo. Mi aiuterà qualcuno, se a qualcuno interessa.

    Di fatto, tutto si è sciolto come neve al sole (o merda all’acqua, se preferiamo) il 28 settembre scorso.

    Non si può proprio dire che la Cappellaro sia una privata cittadina, perché purtroppo è tenuta a rimanere in Consiglio sino a che qualcuno di più degno (si spera) prenda il suo posto, o magari lasci perdere, dato che si dovrebbero tagliare anche diverse poltrone. Ma di certo, ora, gli aperitivi dovrà farseli nel tinello di casa sua o al Bar Mario perché non dovrà (dovrebbe) più utilizzare fondi pubblici per sponsorizzare proprie iniziative che necessitino di pubbliche relazioni così inspiegabilmente onerose.
    E mi aspetto che Helga (e i giornalisti che non devono mollare) la segua e controlli a dovere.

  • Angelov

    Ma un politico, se i Bordelli fossero ancora aperti e legali, e costui li frequentasse, non mi farebbe ne caldo ne freddo, a condizione che sappia fare il suo mestiere, non sia corrotto e la combatta, la corruzione, a spada tratta, etc
    Va dove vuole, nella sua vita privata.

    Per Mozart era un vezzo infantile il citare spesso la Merda, e lo faceva come un bambino fa marameo.
    E così questa, che definisco “La sostanza a più alta concentrazione di realismo”, alter ego nientemeno che dell’Oro, se gestita male, come si può vedere dalle foto di questo servizio, scade a livello di escremento culturale.
    Se a questo si aggiunge che la decadenza della nobiltà romana, si è decantata in aristocrazia nera, nel corso dei secoli, allora perché scandalizzarsi?
    Ma Roma ha il Cupolone, è la città eterna, e chi oggi l’ama ancora veramente, non può non vilipenderla.

  • bacca m.

    – Ancora sono fresche le immagini del colossale party greco-romano –

    sempre meglio di un party giudeominimal, poi nell’antichità i romani fino a prova contraria i party li sapevano fare alla stragrande .
    http://lnx.pksoft.it/laboratorio/index.php?title=Feste_nella_Roma_Antica

  • bacca m.

    – Pur volendo scansare l’odioso ruolo dei moderni crociati moralizzatori – per quello c’è già Grillo –

    grillo è molto più festaiolo di quello che pensi, a parte il fatto che sua figlia ha un pub a rimini non mi sembra una famiglia molto sobria . sobrietà a volte fa rima con ipocrisia .

    – Delizioso sfottò, che l’aristocrazia dedica al popolo in miseria. –

    ma questa conclusione l’hai letta nel manuale delle giovani marmotte? o nel sussidiario del catechismo? ah no forse era il capitale chapter #2 .

    – Tra loro, anche la signora Cappellaro. Che, certamente, sarà caduta in un tranello: pensando si trattasse di un salotto letterario o di un opening di scultura concettuale, si sarà invece trovata, ignara, in mezzo a quel bailamme scostumato. –

    magari si è semplicemente divertita a sguazzare nella merda, come esiste gente che gode a farsi incatenare frustare e sanguinare del resto . http://www.lab-oratory.de/

    • Mi pare fosse il manuale delle Giovani Marmotte. Ovviamente magari il senso era un altro… Poteva trattarsi di una grande operazione estetica ispirata a Salò di Pasolini o a Piero Manzoni. Ma l’operaio in mutande, sporco, che vagava chiedendo l’elemosina, e l’allestimento con cessi sporchi, scope e e monnezza, credo significasse solo questo: l’Italia è nella merda. Dai lavoratori disperati alla stessa società della casta, tra escrementi e lustrini. Un ritratto del Paese, direi. Inelegante e di cattivo gusto. Le giovani marmotte, almeno, erano d’accordo con me.

      • bacca m.

        secondo me è semplice iconografia gay . mimesi parodiata tipo village people con il cappello da minatore, cose così . le giovani marmotte magari erano d’accordo con te a 7 anni, poi una volta cresciute hanno capito che loro zio passava il tempo a lucidare i dobloni del prozio banchiere usuraio amico di monti e hanno iniziato a frequentare feste improbabili e drogarsi pesantemente per dimenticare . http://www.youtube.com/watch?v=Z-qxszG_ROs

        • Matteo P

          Ma Bacca m. c’eri anche tu al merda party? Forse, come la Cappellaro sei caduta/o in un tranello pensando si trattasse di un salotto letterario.
          La tua arringa difensiva fa sorgere il dubbio.
          Mimesi parodiata dei village people e semplice iconografia gay?
          L’importante è che ne sia convinto almeno tu.
          Spero di trovare nel prossimo numero delle Giovani marmotte la spiegazione sul criterio e l’utilità di postare i video e sulla pertinenza di frasi tipo “Grillo è molto più festaiolo di quello che pensi, a parte il fatto che sua figlia ha un pub a rimini ecc”.

          • bacca m.

            sì ovviamente ne sono convintissimo, e sì grillo è molto più festaiolo di quello che pensi di conseguenza NON “odioso moderno crociato moralizzatore” come sostiene la marsala (il moralizzatore fake semmai è monti) . in ogni caso no al merda party non c’ero ma penso che se ci fossi andato mi sarei divertito veramente un casino . se non altro a tirare badilate di merda in faccia random ben conscio di non trovarmi in un boring salotto letterario .

  • Angelov

    …”l’andamento di questi intrallazzi, stava inesorabilmente assumendo dei connotati di stampo velatamente trasgressivo”…
    da “Il Frustino Tascabile” di Chiara Insonnia – ed. Fai-da-te. ISBN 113-69-112-118-8

  • alex

    non pensavo ci fosse ancora il cannibalismo…..tra merde in piedi e merde in tavola…