Il fulmine (a corrente alternata) Ornaghi. Il ministro tecnico nomina la politica Giovanna Melandri alla presidenza della Fondazione Maxxi

Con il trascorrere dei mesi, il “mistero” Ornaghi si va via via diradando, ed emerge la figura di un ministro certamente non salottiero o televisivo, al quale anzi piace agire nell’ombra, senza condivisione né pubblicità. Era accaduto con la nomina del curatore del padiglione Italia alla Biennale Arte del 2013, con il concorso di idee […]

Giovanna Melandri

Con il trascorrere dei mesi, il “mistero” Ornaghi si va via via diradando, ed emerge la figura di un ministro certamente non salottiero o televisivo, al quale anzi piace agire nell’ombra, senza condivisione né pubblicità. Era accaduto con la nomina del curatore del padiglione Italia alla Biennale Arte del 2013, con il concorso di idee lanciato nella più totale assenza di comunicazione, silenzio rotto solo per comunicare la scelta di Bartolomeo Pietromarchi. Accade ora di nuovo con la presidenza della Fondazione Maxxi, che pure è stato ampiamente sotto i riflettori per l’iperattivismo della commissaria Pasqua Recchia, e nei giorni scorsi per la presentazione dei risultati di gestione e programmi futuri.
Beh, anche qui manovre sottotraccia, e pubblicità solo a cose decise: la nuova presidente sarà l’ex ministro per i Beni Culturali Giovanna Melandri. Proprio colei che da ministro avviò la nascita del museo, lanciando il concorso internazionale che vide vincere il progetto di Zaha Hadid. Ora questo “pesante” incarico, nel quale sarà favorita dall’ereditare una gestione commissariale di Antonia Pasqua Recchia apprezzata pressoché unanimemente.
Per ora è difficile prevedere con quali risultati: certo non possiamo esimerci dal notare la curiosità di un governo “tecnico” che alla fine toglie, in maniera scomposta, un presidente tecnico e infila un presidente politico, e questo ferme restando tutte le capacità che la Melandri saprà dimostrare. Ed un altro interrogativo si impone: il Maxxi ha enorme bisogno di un presidente full time, riuscirà la Melandri a esprimere tutto il suo potenziale nel fundraising, dovendo al contempo fare fundraising anche per la sua fondazione Uman Foundation, presentata pochi giorni fa? Se troverà un grande sponsor su quale delle due fondazioni lo dirotterà? Resta comunque l’importante segnale di un’istituzione d’arte contemporanea presieduta da una personalità che è stata a lungo ministro. Che potrebbe però rivelarsi un grandioso errore strategico del ministro: se era convinto del nome della Melandri, ancorché politica,  avrebbe forse potuto concordare preventivamente la cosa entro la maggioranza di governo. Il tutti contro tutti che ne è scaturito potrebbe servire esclusivamente a danneggiare (dopo i fatti di maggio, col commissariamento) il museo e la sua immagine. Una nomina invisa a metà Parlamento faciliterà il Maxxi nel ricevere il denaro pubblico di cui ha disperato bisogno?
Non si sono fatte attendere anche le critiche, in particolare da area Pdl: stando a quanto scrive Il Velino, per la deputata Barbara Saltamartini nessuno ha creduto alla decisione della Melandri “di fare un passo indietro e non farsi ricandidare in Parlamento dopo cinque legislature”, tant’è vero che “la nobile azione è rimasta nobile per poche ore”, mentre di nomina “sconcertante” parlerebbe invece il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, per il quale “assistiamo ad un episodio di inspiegabile e selvaggia lottizzazione. Da parte di un governo tecnico non poteva arrivare una scelta più sbagliata, sia sotto il profilo politico che della competenza”.
Commenti positivi, invece, da parte politica zero. Il Pd, alle prese con ben altri pasticci interni, ha (volutamente?) opposto un silenzio (imbarazzato?) alla nomina…

  • fòlmed

    praticamente una cosa romana, hip.
    sicuramente li non potrà più negare d’esser andata ospite di briatore. li, i soldi, li deve inventare davvero. auguri comunque. razzoliamo sempre più in basso, complimentoni.

  • pippo

    a me sa di minetti di cene ad arcore

  • dust

    ornaghi… la creatura del dr frankenstein: cadavere; se resuscitato da impulsi elettrici, va in giro a far danni

  • Guido Cabib

    Inquietante un ministro della repubblica del popolo italiano che agisce nell’ombra.

  • emet

    Gravissima situazione: se la signora Melandri ha un minimo di pudore deve rifiutare la nomina della quale non è assolutamente all’altezza. E poi: questo museo appartiene al popolo italiano, i politici restino fuori dai musei e si occupino di ciò che meglio sanno fare. Se la signora Melandri dovesse accettare, non si aspetti in alcun modo il sostegno del mondo dell’arte, ma un’opposizione plebiscitaria, anche da parte degli eventuali sostenitori della sinistra.
    Dispiace che il ministro abbia fatto un passo falso dopo la positiva e sorprendente serie di colpi giusti. Al MAXXI serve una figura di alto profilo internazionale, qualcuno che abbia accesso ad un eterogeneo panorama economico, culturale e politico, super partes in tutti i sensi. A Roma e in Italia vi sono figure che rispondono perfettamente a tale profilo. Basta casalinghe dell’arte contemporanea: il MAXXI ne è stato già abbastanza compresso, almeno fino ad oggi. Unica eccezione Antonella Recchia: in questo paese ce ne vorrebbero cento come lei.

  • fernanda di nola

    E’ un po’ la storia che vedremo nei prossimi mesi al Madre, la regione campania ha fatto finta di indire un regolare concorso per la selezione un nuovo direttore, ma in città sono mesi che tutti sanno che il nuovo direttore sarà Gigiotto Del Vecchio.
    Se le voci che girano da queste parti saranno confermate dall’esito del concorso farsa sarà un evento scandaloso per la credibilità della città, del museo, e della regione campania.

  • luigi

    su questa decisione si possono pensare molte cose. Di sicuro non si tratta di un “regalo” al PD (non ha caso ha opposto un silenzio sulla decisione). Nello stesso tempo il Ministro credo sia stato anche un po’ perfido, avrà detto l’hai voluto il MAXXI (insieme a Veltroni) ora voglio vedere se hai le idee e se sei capace di metterlo realmente in piedi non solo con i soldi dello Stato. Mi convince meno questa idea che gira anche nelle vostre risposte, secondo la in Italia ci sono tanti dirigenti di istituzioni del settore in grado di farle funzionere senza i soldi dello Stato, o con meno della metà del bilancio. E dico Stato pensando che tali sono anche i soldi dei comuni e delle regioni

  • Penso che la Melandri possa anche fare bene ma che servisse una figura di presidente abile come manager, un po’ come ha il Mart (benché i due musei non abbiano lo stesso modello di governance). Ornaghi però ha sbagliato nel merito con una nomina, come giustamente evidenziato nell’articolo, tutta politica, io direi da prima repubblica (la seconda la stiamo aspettando). Non ne possiamo più di questa modalità, di avere ai posti di comando gente che non sia perfettamente nei ruoli e con le competenze ma politici in cerca di visibilità.

    • Visivo

      commento rancoroso?
      non credo, penso siano solo considerazioni,
      come quelle fatte per il il premio a Spanghero

  • pierluigi

    che peccato! una bella occasione persa…

  • luigi

    ma dove stanno le virtuose capacità di manager di Musei d’arte contemporanea capaci di vivere senza i soldi pubblici nella misura del 80/100%? Fate nomi e fornite dati, diversamente finiamola con queste continue invocazioni senza mai dare numeri di bilancio economico seri!!!!! per cortesia cerchiaamo di essere seri!!!!

    • Antonio

      Nessun museo è in grado di autofinanziarsi: gli incassi del Louvre coprono soltanto il 14% dei costi; i grandi musei americani sono finanziariamente autonomi perchè le fondazioni da cui dipendono hanno in dotazione importanti capitali finanziari, con i proventi dei quali (almeno fino alla crisi) finanziano l’attività museale.

  • emet

    Baratta, Bernabè…figure che almeno possiedono competenze nella gestione della risorsa arte. Ma ce ne sono anche di meno note che rispondono a criteri di “pulizia”, parola temutissima in Italia. La signora Melandri che lascia la poltrona in Parlamento per occupare di gran fretta quella del MAXXI, una cosa scandalosa: non pensi di farla franca. Ripeto: torni ad occuparsi di altro e resti fuori dal Museo. Nel backstage di questa decisione, si stanno muovendo vecchie figure ormai prossime alla fine che hanno impedito ad una generazione di specialisti del contemporaneo di fare il proprio lavoro per decenni: gente che ha rovinato il Madre, permesso di inaugurare il MAXXI con la mostra di un artista morto, fatto il salto della quaglia quando il vento del Campidoglio girava etc. etc.

  • Ilaria

    Fuori i politici dalla cultura. Abbiate pietà di questo paese.

  • Vittorio Del Piano Atelier MediterraneArtePura

    MAXXI, UN MUSEO VERSO IL BUIO…
    di Vittorio Del Piano

    Le affilate lance critiche e polemiche inviate (al Ministro tecnico… Lorenzo Ornaghi e alla “faccia abile” della sig.ra Melandri), per la scelta della presidenza alla fondazione MAXXI d
    i Roma, sembrano non abbiano “graffiato” il naso dei due personaggi. A noi piace insistere con le ns. valutazioni critiche per confermare quanto noi teniamo a cuore l’arte e l’architettura contemporanea. Il MAXXI dove va? Con le ultime due consigliere nominate, va verso il buio? L’offuscato Ministro del dicastero dei Beni Culturali tra poco non sarà ̶ più ministro molto probabilmente entro marzo 2013 – e mai più a capo dei Beni Culturali, ai quali non ha dato nessuna efficacia operativa, ora nel frattempo ha pure nominato nel Consiglio di Amministrazione altri due membri: Beatrice Trussardi e Monique Vaute (non conosciamo quali titoli di studio specifici dell’arte abbiano le signore). Stiamo perdendo credibilità a livello internazionale per la carenza di rilancio di una visione di ampio respiro culturale del patrimonio: archeologico, contemporaneo e specialistico della creatività artistica e della ricerca scientifica. L’Onorevole sig.ra Giovanna Melandri vuole scommettere sul MAXXI per restare a galla sulla scena politica urbana romana o per immettersi nell’area del mecenatismo dell’arte internazionale?