Creatività Queer, in salsa fiorentina. Al festival dedicato al mondo LGTB, l’”impegno” delle arti visive ha gli occhi fotografici della sudafricana Zanele Muholi

Rendere l’arte uno strumento di denuncia e di lotta contro ogni abuso connesso a razzismo, omo e lesbo fobia, violenza verso le categorie più deboli; questo il progetto, definito “attivismo visuale”, che la fotografa sudafricana Zanele Muholi (Umlazi, Durban, 1972 – vive e lavora a Città del Capo) mette in atto sin dall’inizio della sua attività. Non […]

Zanele Muholi, foto Matthieu C.

Rendere l’arte uno strumento di denuncia e di lotta contro ogni abuso connesso a razzismo, omo e lesbo fobia, violenza verso le categorie più deboli; questo il progetto, definito “attivismo visuale”, che la fotografa sudafricana Zanele Muholi (Umlazi, Durban, 1972 – vive e lavora a Città del Capo) mette in atto sin dall’inizio della sua attività. Non a caso il Florence Queer Festival – rassegna di cinema, arte, letteratura e teatro dedicata al mondo LGTB (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), nell’ambito di 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze – per il traguardo delle decima edizione  presenta fino al 18 novembre, in collaborazione con il Museo Pecci di Prato, una mostra con alcuni dei suoi scatti più significativi: nello specifico si tratta di Faces and Phases e Being, serie che hanno per tema l’intimità – quasi impossibile – tra coppie lesbiche nere, e i cosiddetti stupri correttivi che le stesse subiscono nell’indifferenza, se non nel consenso, della comunità.
Nel corso del Festival verrà proiettato anche il film Difficult Love, realizzato dall’artista con la regia di Peter Goldsmith, a descrizione della propria pratica. La mostra evidenzia il fatto che se in Europa l’intervento artistico finalizzato al cambiamento delle condizioni sociopolitiche appare ormai come un sogno sfumato, almeno nelle sue applicazioni dirette, in un contesto più critico come quello africano, anche a causa di una conoscenza meno dibattuta e diffusa delle questioni, l’azione “militante” mantiene un valore concreto…

– Matteo Innocenti

Fino al 18 novembre 2012
Centro Pecci – Spazio CID/Arti Visive
Viale della Repubblica 277 – Prato
www.florencequeerfestival.it

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Matteo Innocenti
In linea agli studi universitari in Storia dell'Arte inizia un percorso come critico e curatore. Collabora a vari progetti editoriali, in modo particolare prima ad Exibart e poi ad Artribune. E' direttore artistico di TUM, collettivo di artisti e di altre professionalità legate al mondo dell'arte, finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione espressiva. Lavora inoltre come autore e regista per una società di video produzione fiorentina.