ContemporaryArt Torino + Piemonte si presenta in un Bunker. La creatura del collettivo artistico Urbe entra nel cartellone di eventi celebrati a novembre

Sceglie sempre delle location mirate, ContemporaryArt Torino+Piemonte, per presentarsi alla stampa. L’anno scorso era una scuola materna, per puntare l’attenzione sulle numerose attività didattiche in programma. Quest’anno un reperto di archeologia industriale, rivitalizzato dai giovani creativi di Urbe – Rigenerazione Urbana, quelli dell’ex fabbrica Aspira, per dimostrare cosa può fare la creatività che nasce dal […]

Conferenza stampa di ContemporaryArt presso Bunker

Sceglie sempre delle location mirate, ContemporaryArt Torino+Piemonte, per presentarsi alla stampa. L’anno scorso era una scuola materna, per puntare l’attenzione sulle numerose attività didattiche in programma. Quest’anno un reperto di archeologia industriale, rivitalizzato dai giovani creativi di Urbe – Rigenerazione Urbana, quelli dell’ex fabbrica Aspira, per dimostrare cosa può fare la creatività che nasce dal basso: un esempio di temporary use dello spazio di via Paganini 0/200, utilizzato da un collettivo di artisti in accordo con dei privati. Questa volta l’area riqualificata si trova in Barriera di Milano, presso l’ex-scalo merci Vanchiglia, ribattezzato Bunker da quest’estate: fino all’11 novembre ospiterà mostre, performance, spettacoli teatrali, attività di quartiere, concerti e arte urbana.
Un progetto – ContemporaryArt – che mette insieme quello che c’è di contemporaneo in vari settori: dal cinema (quest’anno cade il trentennale del Torino Film Festival), al design (Artò al Lingotto Fiere, Operae alla Cavallerizza Reale, Paratissima Design a San Salvario mentre Paratissima C’est MOI sarà alle arcate dell’ex MOI), alla musica (Club To Club in varie location, Movement a Torino Esposizioni, già in corso per non creare troppe sovrapposizioni da sovraffollamento), passando per le imprescindibili fiere (Artissima all’Oval, The Others all’ex Carcere Le Nuove, Photissima all’ex Manifattura Tabacchi). Il programma (disponibile sul sito) è completato da una trentina di mostre (Salvatore Scarpitta alla Gam, Bob Wilson a Palazzo Madama, Arnaldo Pomodoro a Palazzo Reale, Degas alla Promotrice) con ingresso gratuito o ridotto il 10 novembre, nel corso della Notte delle Arti Contemporanee. E continua l’alleanza con altre città, in primis Milano e Genova, che consiste nella promozione congiunta dei rispettivi calendari. Dalla prossima edizione, invece, potrebbero far parte di ContemporaryArt anche Lione e Gerusalemme: “stiamo studiando un tipo di collaborazione – ha spiegato Braccialarghe – che preveda di indire un bando di giovani artisti in ciascuna delle due città per realizzare due nuove luci d’artista da far circuitare in una specie di pool”. Sempre a proposito di Luci d’Artista, sabato 3 novembre alle ore 17.30 in piazza Carignano inaugura la quindicesima edizione che illumina vie e piazze torinesi fino al 13 gennaio 2013, con una serata a cura di Club To Club: un video mapping di ToDo sulla facciata di Palazzo Carignano, accompagnato dalle musiche aleatorie del dj Marco Foresta e del sound designer Enrico Ascoli. Alle diciotto installazioni che saranno riposizionate (il Vento Solare di Luigi Nervo da piazzetta Mollino sarà spostato alle Porte Palatine) si aggiungono due nuove creazioni realizzate da Martino Gamper e Valerio Berruti. Berruti ha creato una videoanimazione a tema infantile intitolata Ancora una volta, visibile in via Accademia delle Scienze. Mentre Gamper ha ideato una bicicletta dalle ruote luminose perfettamente funzionante e utilizzabile, tramite iscrizione al sito di noleggio TOBike, da chi vorrà muoversi per la città a cavallo di una luce d’artista.

– Claudia Giraud

www.contemporarytorinopiemonte.it

  • francesco

    ci mancavano le luci d’artista di berruti! è inconcepibile e offensivo nei confronti della città di torino. torinesi ringraziate alfieri se ciò accade. vero?

  • Barbara Bordon

    E’ bene che il Comune di Torino promuova iniziative di giovani che si autofinanziano non intaccando i fondi pubblici. Dovrebbe farlo più diffusamente: la dipendenza della cultura dal finanziamento pubblico, oltre a limitare fortemente l’iniziativa privata, la sta portando a morire dall’interno. Mi lascia perplessa l’accentramento in un unico polo della cultura contemporanea: sa molto di struttura di regime. Trovo riprovevole che la Città abbia tagliato i propri fondi a realtà come il MAU (www.museoarteurbana.it) che, con cifre esigue rispetto a nuclei come il PAV, da 17 anni arricchisce la Città con le opere create in Borgo Vecchio Campidoglio.

  • filippo

    Offensivo Berruti? Non capisco perchè, lasciamo almeno che l’opera venga installata prima di giudicare. Poi può piacere o meno, ma offensivo mi pare troppo.
    Forse offensiva è un’opera che si può comprare su amazon: http://www.amazon.co.uk/gp/aag/main?ie=UTF8&seller=A18IL0CIKU8XDQ