Caro amico ti scrivo… Oggi si chiama Spam: come il progetto di neo mail-art, che apre alla Fondazione Pastificio Cerere per la Giornata del Contemporaneo

Un mezzo economico, leggero e a suo modo poetico. Per “favorire l’interazione dei linguaggi artistici contemporanei e la sperimentazione di nuove modalità d’intervento e partecipazione, stimolando un dialogo aperto fra artisti, pubblico, addetti ai lavori e non”. Questi gli obbiettivi di pastificio_lab, progetto ideato dal direttore artistico Marcello Smarrelli alla romana Fondazione Pastificio Cerere. Ed […]

Un mezzo economico, leggero e a suo modo poetico. Per “favorire l’interazione dei linguaggi artistici contemporanei e la sperimentazione di nuove modalità d’intervento e partecipazione, stimolando un dialogo aperto fra artisti, pubblico, addetti ai lavori e non”. Questi gli obbiettivi di pastificio_lab, progetto ideato dal direttore artistico Marcello Smarrelli alla romana Fondazione Pastificio Cerere. Ed il “mezzo economico”, al centro del secondo appuntamento, è la cartolina: cartoncini formato 10×15 cm consegnati ad una serie di artisti, che le hanno trasformate in opere d’arte e rispedite presso la sede dell’Associazione Culturale sguardo contemporaneo. Da qui nasce la mostra dal titolo Spam!, che inaugura allo Spazio Cerere in occasione dell’VIII Giornata del Contemporaneo: ed Artribune ve ne anticipa nella gallery un bel blocco…

  • giada

    Wow che belleeee!!!

  • luigi martini

    cara giada, su che base tale conciso e profondo giudizio critico? sempre che un’opera d’arte si possa definire “BELLA”, wow!!!!

  • Da archivista interessato da tempo a far conoscere il mondo della Mail Art e gli artisti che ne fanno parte, visionando queste opere noto che non vi è nessun Mail artista che opera costantemente nel circuito dell’arte postale.

    E’ un caso o sarà stato voluto?

    • Le ipotesi prospettate dagli artisti votati allle regole del mercato e al sistema ufficiale dell’arte contemporanea strizzano l’occhio alla Mail Art. Non so se dobbiamo proccuparci della cosa o convincerci che siamo davvero alla frutta?