Alberto Salvadori si racconta. Una mini-intervista al direttore del Marino Marini di Firenze, in esclusiva per Artribune. Ecco i prossimi due anni del Museo

Spazio ai giovani artisti italiani e internazionali, costante collaborazione con le istituzioni culturali della città, impegno nella nell’educazione ai valori artistici. Il tutto con l’obiettivo di rendere il museo un luogo non solo di conservazione, ma in primo luogo di produzione dell’arte: “un piccolo hub in cui artisti e curatori da tutto il mondo realizzeranno […]

Letizia Renzini, Il ballo delle Ingrate - locandina

Spazio ai giovani artisti italiani e internazionali, costante collaborazione con le istituzioni culturali della città, impegno nella nell’educazione ai valori artistici. Il tutto con l’obiettivo di rendere il museo un luogo non solo di conservazione, ma in primo luogo di produzione dell’arte: “un piccolo hub in cui artisti e curatori da tutto il mondo realizzeranno progetti pensati appositamente per il luogo”. È l’idea sostenuta da Alberto Salvadori, direttore artistico del Museo Marino Marini di Firenze, nel presentare il calendario delle attività per il biennio 2012/2014.
Non solo programmazione, però. Perché prima di Natale un nuovo gioiello si aggiungerà alla già ricca collezione del Museo: la Cappella Rucellai, con il prezioso Sacello di Leon Battista Alberti, finalmente visibile per il pubblico da Dicembre. E mentre nella cripta continua la collettiva curata da Paola Bortolotti, Osservazione della natura in stato di quiete (visitabile fino al 3 novembre), nel nuovo spazio ricavato all’ingresso davanti al book shop, venerdì 19 ottobre inaugurerà Sturm und Drang, personale della giovane artista Eugenia Vanni.

Dal 7 al 9 novembre, poi, sarà la volta di un progetto realizzato in collaborazione con Florens 2012, Il ballo delle ingrate, opera multimediale di Letizia Renzini(accompagnata dalla soprano Sabrina Meyer). Sabato 17 novembre la mostra Ricordi per moderni di Yuri Ancarani inaugurerà “Early One Morning“, programma espositivo dedicato al tema della scultura, che coinvolgerà nei mesi successivi Andrea Kvas, Matthew Brannon, Nicola Martini, Deimantas Narkevicius e Justin Matherly, con la collaborazione dei curatori Luigi Fassi, Barbara Casavecchia, Andrea Viliani, Simone Menegoi. Ognuno degli artisti sarà ospitato per alcune settimane dal museo, per produrre in loco le opere da esporre.
A gennaio 2013, invece, sarà la volta della collettiva “The Player”. Il progetto, primo di una serie, porterà a Firenze un insieme di opere selezionate dalle migliori collezioni private italiane, per costruire di volta in volta un piccolo “museo che non c’è”.

– Simone Rebora

www.museomarinomarini.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.