London Updates: è di scena l’Italia, Christie’s e Sotheby’s mettono in campo i grandi maestri del Novecento. Dallo Spazialismo all’Arte Povera, una selezione d’eccezione

Subito dopo le aste serali delle due big Christie’s e Sotheby’s, l’11 e il 12 ottobre andranno in scena a Londra le Italian Sale, appuntamento che ogni anno regala grandi risultati per gli artisti del Bel Paese. Un anno fa la vendita di Christie’s aveva totalizzato ben 17.5 milioni di sterline, un record per Domenico […]

Giulio Paolini, Nesso, 1977

Subito dopo le aste serali delle due big Christie’s e Sotheby’s, l’11 e il 12 ottobre andranno in scena a Londra le Italian Sale, appuntamento che ogni anno regala grandi risultati per gli artisti del Bel Paese. Un anno fa la vendita di Christie’s aveva totalizzato ben 17.5 milioni di sterline, un record per Domenico Gnoli e il secondo prezzo più alto per Manzoni. Da Sotheby’s invece grandioso record per una Combustione di Burri  e una vendita che era arrivata a £21.6 milioni.
E arriviamo alle proposte di questa nuova tornata. Christie’s propone quest’anno un capolavoro dell’arte Povera come Metrocubo d’Infinito di Michelangelo Pistoletto del 1966, stimato £400-600.000. Si tratta di uno dei cinque esemplari di colori diversi, oggi custoditi al Dallas Museum of Art, alla Fondazione Pistoletto, al Centre Georges Pompidou, e nella collezione privata dell’artista. Il pezzo arrivato all’asta proviene invece dalla collezione di Graziella Buontempo, fondatrice di Incontri internazionali d’arte nel 1970 e ora tra i principali donatori del Maxxi. Sempre dalla sua collezione arrivano Catena di Pistoletto del 1971 (£300-400.000) e Partitura (Orfeo) di Giulio Paolini del  1976 (£30-40.000)

Pino Pascali, Il dinosauro che emerge, 2966

Top lot della vendita è un Concetto Spaziale, Attese del 1966 di Lucio Fontana, stimato £2.2-2.8 milioni. Altra opera molto importante dell’artista italo-argentino è Soffitto: decorazione in gesso dipinto e neon forms, stimata £500-700.000. In catalogo, poi, un Achrome di Piero Manzoni (£1.8-2.5 milioni) e una celebre Mappa del 1984 di Alighiero Boetti (£600-800.000).
Il 12 ottobre sarà il turno della 20th Century Italian Art Sale di Sotheby’s, con opere di pregio di Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alberto Burri, Marino Marini e Giorgio Morandi, per un totale di £14 milioni. Non mancheranno gli esponenti dell’Arte Povera, con opere che appaiono per la prima volta sul mercato dagli anni Settanta. Top lot è un Achrome di Manzoni del 1959, stimato £2.2–2.6 milioni. Seguono due lavori di Fontana, un dorato Concetto Spaziale, stimato £1.6-2 milioni, ispirato da Venezia e dalla Pala d’Oro della Basilica di San Marco nel 1961, e Concetto Spaziale, Attesa, dalla serie dei Tagli, stimato £1-1.5 milioni.
Nel gruppo dell’Arte Povera troviamo Pino Pascali, con Il Dinosauro Che Emerge, eseguita nel 1966 e rimasta fino ad oggi dentro una collezione privata (stima £400-500.000). L’opera rappresenta un raro esempio delle famose finte sculture, la cui gemella appartiene alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Quindi Nesso di Giulio Paolini, una scultura del 1977, di cui due edizioni appartengono allo Stedelijk Museum e al San Francisco Museum of Modern Art (£100–150.000), e Nazione Italica di Luciano Fabro, del 1969, stimata £400-500.000.
Infine, due grandi capolavori classici: una Natura Morta del 1957 di Giorgio Morandi, stimata £800 – 1.2milioni, e Combustione Plastica di Alberto Burri, per £1.5–2 milioni.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.