Warhol revolution. La Fondazione americana vende tutto, e si butta sulla formazione. E a sorridere è Christie’s…

Dopo aver smesso di emettere autentiche due anni fa, la Andy Warhol Foundation annuncia di voler svuotare i propri magazzini beneficiando Christie’s dell’esclusività per la vendita. Nell’arco di un paio di anni, infatti, la casa d’aste utilizzerà più piattaforme per vendere queste opere, dalle aste stesse alle vendite private, alle aste online. Molte di queste […]

Steven Murphy, CEO di Christie's (foto Christie’s)

Dopo aver smesso di emettere autentiche due anni fa, la Andy Warhol Foundation annuncia di voler svuotare i propri magazzini beneficiando Christie’s dell’esclusività per la vendita. Nell’arco di un paio di anni, infatti, la casa d’aste utilizzerà più piattaforme per vendere queste opere, dalle aste stesse alle vendite private, alle aste online. Molte di queste opere non sono mai apparse in pubblico, e la loro vendita permetterà al pubblico dei collezionisti di accedere a capolavori dalla provenienza assicurata. A partire dal prossimo 12 novembre troveremo queste opere nei cataloghi di Christie’s, mentre le aste online inizieranno da febbraio 2013, con vendite private su base continuativa. Il gigante londinese lancerà inoltre ad ottobre un sito web promozionale dedicato all’operazione, sul quale verranno officiate le aste online.
Ma non solo vendite per rimpolpare le casse. La Andy Warhol Foundation for Visual Arts, che quest’anno compie 25 anni, donerà opere significative ai musei. Fondata nel 1987, nel corso degli anni ha destinato più di 250 milioni di dollari in borse di studio a centinaia di musei e organizzazioni non-profit a livello nazionale, attraverso sovvenzioni a singoli artisti e scrittori attraverso l’Andy Warhol Museum.
Abbiamo scelto di celebrare il 25mo anniversario della Fondazione ampliando la portata delle nostre vendite d’arte al fine di aumentare i nostri fondi da destinare ai premi – ha dichiarato Michael Straus, presidente del Consiglio della fondazione -. L’entusiasmo di Christie’s per questa impresa, la sua profonda esperienza con il lavoro di Warhol, e il suo spirito di innovazione si combinano per renderla il partner ideale per questa avventura”. Steven Murphy, CEO di Christie’s, ha dichiarato: “È un grande onore per Christie’s esser stata scelta dalla Fondazione Warhol per questa singolare iniziativa. Impegnandoci con i collezionistii attraverso i tre mezzi d’asta, vendita privata e on-line, porteremo l’opera di Andy Warhol sia a coloro che già acquistano capolavori che ad un nuovo pubblico, ovunque e in ogni parte del mondo, che non ha mai immaginato prima di poter possedere un Warhol”.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Angelov

    E’ abbastanza comprensibile che in una nazione, dove nell’ambito della cultura, una sola fondazione è stata capace di rinvestire 250 milioni di dollari in nuove iniziative culturali, nell’ambito della scienza e tecnologia, siano arrivati a camminare sulla Luna, e quasi su Marte.