Venezia Updates: per la Biennale 2014 si affaccia (via Twitter) il nome di Rem Koolhaas. E intanto Wolf D. Prix di Coop Himmelb(l)au stronca Chipperfield: “solo una passerella di celebrities”

Neanche il tempo di tagliare il nastro dell’inaugurazione della sua Biennale, e già il mondo dell’architettura pensa al dopo Chipperfield. Ma non paiono essere, almeno per ora, motivazioni critiche a spingere i rumors: anche perché gli stessi vengono dall’entourage dell’archistar inglese, ovvero dall’assistant director Kieran Long. Che in un post affidato a Twitter si è […]

Rem Koolhaas

Neanche il tempo di tagliare il nastro dell’inaugurazione della sua Biennale, e già il mondo dell’architettura pensa al dopo Chipperfield. Ma non paiono essere, almeno per ora, motivazioni critiche a spingere i rumors: anche perché gli stessi vengono dall’entourage dell’archistar inglese, ovvero dall’assistant director Kieran Long. Che in un post affidato a Twitter si è detto certo che l’edizione 2014 della kermesse lagunare sarà diretta da Rem Koolhaas, il boss di OMA appena annunciato vincitore del RIBA Jencks Award, che gli sarà consegnato – ennesimo riconoscimento di una travolgente carriera – in novembre. Un salto verso la direzione quasi ovvio, dopo due edizioni della Biennale nelle quali lo studio olandese ha guadagnato collocazioni centralissime nel Palazzo delle Esposizioni ai Giardini.
Ce ne sono eccome, invece, di motivazioni critiche, nel pesante attacco sferrato a Chipperfield e alla sua mostra da Wolf D. Prix, cofondatore del viennese studio Coop Himmelb(l)au: nessuna discussione critica aperta sui temi dell’architettura contemporanea, troppa importanza data alle celebrità. Questo il succo di un suo comunicato, (banalmente) intitolato The Banal, nel quale accusa gli architetti invitati di “giocare”, mentre la professione soffre per l’impotenza e l’irrilevanza di fronte a politici, investitori e burocrati. “Piuttosto che mostre noiose, sarebbe stato utile uno sguardo dietro le quinte del processo decisionale”, afferma, affondando poi il coltello contro un Chipperfield che “incoraggia la cooperazione con le autorità, piuttosto che la resistenza”.

Rem Koolhaas

 

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • diego

    Non poteva essere diversamente. Attualmente è il più visionario di tutti.