Uno è ispirato a Maria Maddalena, uno alla mitologia greca, un altro riproduce l’odore dei libri. Parliamo di profumi, o meglio di “Fragranze”. Un report da Pitti

L’essenza della contemporaneità. Quale liaison tra profumi e arte contemporanea? Siamo andati a Fragranze, il salone-evento internazionale della profumeria artistica, presentato da Pitti Immagine, quest’anno alla sua decima edizione, curata da Alessandro Moradei. Prima impressione: il mondo elitario dei nasi eccellenti ha molte più affinità con le arti visive di quanto ci si potrebbe aspettare. […]

Paper Passion Steidl

L’essenza della contemporaneità. Quale liaison tra profumi e arte contemporanea? Siamo andati a Fragranze, il salone-evento internazionale della profumeria artistica, presentato da Pitti Immagine, quest’anno alla sua decima edizione, curata da Alessandro Moradei. Prima impressione: il mondo elitario dei nasi eccellenti ha molte più affinità con le arti visive di quanto ci si potrebbe aspettare. Senza fermarsi alla facile metafora delle note di testa e di coda miscelate come fossero una palette di colori.
L’arte olfattiva infatti si nutre di cultura, esperienza e passione, in un rigoroso procedimento concettuale che va ben oltre il piacere sensoriale. Ecco alcune proposte tra i 213 marchi internazionali presenti: si parte da Laura Tonatto, di Torino, che ha dato un profumo a “Il suonatore di liuto” di Caravaggio per l’Ermitage di San Pietroburgo. Poi, Julian Bedel, cofondatore di una società per l’architettura sostenibile, che ha con Amalia Amoedo ha creato un laboratorio per la riscoperta delle spezie del Sudamerica, avvalendosi della collaborazione di un equipe di biologi: ne sono venuti fuori 53 profumi, ognuno legato al nome di un poeta o di uno scrittore argentino; il nome dell’azienda produttrice, Fueguia 1833, è preso in prestito dal nativo incontrato da Darwin e Fitz Roy durante il viaggio che ispirò la teoria dell’Origine della Specie.

Paper Passion Steidl

Proseguendo, Nico Uytterhaegen è un brand belga che applica lo stesso concept per la sua linea di profumi e per le sue creazioni fashion in pelle: “Nonsense“, summa di dieci sensi diversi, dedica alcune fragranze alla mitologia greca. Le confezioni originali si distinguono anche nella forma: il flacone di Bois d’Ascèse, della poliedrica fashion designer australiana Naomi Goodsir, ha una mosca dipinta con profusione di dettagli iperrealistici.
Le bottiglie dei profumi della parmense nu_be sono contenuti in un parallelepipedo di polistirolo, che per aprirsi deve necessariamente essere spezzato: le cinque fragranze della serie si ispirano ai cinque elementi primordiali, Idrogeno, Elio, Litio, Carbonio e Ossigeno.
Non solo moda e design, dunque. Lo sconfinamento verso la dimensione visiva si rivela anche nell’adozione di pratiche proprie dell’arte: così è per Mendittorosa, con le opere scultoree di Alessandro Reggioli, appositamente create per accompagnare i suoi prodotti. Angelo Orazio Pregoni di O’Driù presenta le sue fragranze con performance artistiche, in quel connubio strettissimo tra odore e vista rappresentato da NouseArt: tra quelle che abbiamo provato, ci ha stupito Allegradonna che è prodotta in 33 esemplari e mezzo, di cui il mezzo è completato da una treccia di capelli rossi, evocando l’immagine della Maddalena del Cristo.
Profumi dalle origini elaborate e curiose, come le creazioni di Laboratorio Olfattivo legate ai viaggi, storici e geografici: per esempio, Cozumel nasce dai ricordi personali di un viaggio in Messico, e Alkemi riprende la mirra trovata nelle tombe dei faraoni. Ancora, Iniezione Di Morfina della casa Peccato Originale si lega ad alcune ricette antiche per preparazioni galeniche, rinvenute nella farmacia di famiglia di Silvia Monti Santini. Infine, come non citare Paper Passion di Gerhald Steidl e di Geza Schoen? Profumo che riproduce l’aroma del libro appena stampato, in un packacing curato da Steidl, casa editrice specializzata in fotografia, e dal maestro Karl Lagerfeld, capo esecutivo della maison Chanel.

– Claudia Rossini