Un Goya, e non saperlo. Aprono il testamento, e scoprono di avere un raro dipinto giovanile dell’artista: che ora va in asta da Koller a Zurigo

È rimasta nascosta in una collezione privata per oltre 80 anni, la famiglia del collezionista ha saputo di esserne in possesso solo dopo la lettura del testamento. Parliamo di un’importante opera di Goya, che il 21 settembre sarà messa in vendita dalla casa d’aste Koller di Zurigo. Il dipinto, databile fra il 1770 e il […]

Il dipinto del giovane Goya

È rimasta nascosta in una collezione privata per oltre 80 anni, la famiglia del collezionista ha saputo di esserne in possesso solo dopo la lettura del testamento. Parliamo di un’importante opera di Goya, che il 21 settembre sarà messa in vendita dalla casa d’aste Koller di Zurigo. Il dipinto, databile fra il 1770 e il 1780 e raffigurante la scena biblica di Lot e le sue figlie, di dimensioni 91×125 cm, è stimato tra i 482 e i 643mila euro (SwFr 600-800mila). Goya lo dipinse quando era appena trentenne, al suo rientro in Spagna dopo un viaggio in Italia, subito impegnato con commissioni per chiese e monasteri, e dal 1776 con le decorazioni dei palazzi reali di El Pardo e El Escorial.
Fino agli anni Venti è appartenuto ad una collezione di Bilbao, per poi esser venduto alla famiglia attualmente proprietaria, al di fuori della Spagna. Le opere di Goya che passano sul mercato sono rarissime, soprattutto per i dipinti della prima produzione del maestro spagnolo. Per la sua importanza, se si trovasse ancora in Spagna, difficilmente ne sarebbe stata concessa la licenza di esportazione.

– Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.