Tutti i nomi di Moroso. Giuria, comitato scientifico e artisti. In dirittura d’arrivo la terza edizione di un premio per l’arte contemporanea, nato nel mondo del design

Nel 1952 Agostino Moroso, insieme alla moglie, fondava a Udine la sua azienda di divani, poltrone, complementi d’arredo. Approccio artigianale, qualità altissima e una forte vena creativa nella fase progettuale: queste le linee guida di un’avventura imprenditoriale destinata al successo. Moroso divenne presto un marchio di rilievo nel vitalissimo panorama del made in Italy. Dagli […]

L'artista Anna Galtarossa per Moroso

Nel 1952 Agostino Moroso, insieme alla moglie, fondava a Udine la sua azienda di divani, poltrone, complementi d’arredo. Approccio artigianale, qualità altissima e una forte vena creativa nella fase progettuale: queste le linee guida di un’avventura imprenditoriale destinata al successo.
Moroso divenne presto un marchio di rilievo nel vitalissimo panorama del made in Italy. Dagli anni Ottanta la seconda generazione della famiglia cominciò un entusiasmante percorso di ricerca nell’ambito del design d’autore, continuando a  portare in alto il nome dell’azienda, oggi diventa leader nel settore degli imbottiti, con un posizionamento importante sulla scena internazionale. Tante le collaborazioni con nomi di punta del design europeo, americano, asiatico: da Ron Arad a Carlo Colombo, da Enrico Franzolini a Marc Newson, da Toshiyuki Kita a Patricia Urquiola.
A sessant’anni dalla nascita del marchio, e in occasione del lancio della terza edizione del premio “Moroso per l’Arte Contemporanea”, arrivano adesso i nomi di tutti i protagonisti: Comitato Scientifico di selezione, giuria di selezione e artisti invitati. In giuria ci sono dunque Andrea Bruciati, ideatore del Premio, Patrizia Moroso, art director Moroso, e una grande star internazionale, l’artista danese Olafur Eliasson. Le selezioni sono state invece affidate a un comitato, composto da 12 professionisti della carta stampata, provenienti da altrettante redazioni specializzate sui temi delle arti contemporanee: Michele Bonuomo per Arte, Daniela Bigi per Arte e Critica, Eugenio Viola per Artforum, Marco Enrico Giacomelli per Artribune, Ilaria Marotta per Cura, Adriana Polveroni per Exibart, Marco Tagliaferro per Flash Art, Barbara Casavecchia per Frieze, Alessio Ascari per Kaleidoscope, Franco Fanelli per IL GIORNALE Dell’arte, Chiara Leoni per Mousse, Luca Lo Pinto per Nero.

Le installazioni di Francesco Simeti e Andrea Sala per lo showroom di Moroso – Milano, Salone del Mobile, 2004

Sono loro ad avere individuato i 36 artisti in lizza. Eccoli: Alek O., Alessandro Agudio. Alis I Filliol. Salvatore Arancio. Davide Balliano, Riccardo Serena, Carola Bonfili. Sergio Breviario. Rossana Buremi. Manuele Cerutti, Gabriella Ciancimino. Diego Cibelli. Eva Frapiccini, Linda Pregni Nagler, Giulio Frigo. Stefania Galegati. Laura Giardino. Paolo Gonzato. Renato Leotta. Nicola Martini. Matteo Nasini. Luana Perilli. Alessandro Piangiamore, Roberto Pugliese. Moira Ricci. Davide Rivalta. Andrea Romano. Andrea Sala, Alice Schivardi. Marco Maria Giuseppe Scifo. Davide Stucchi. Elisabetta Tagliabue. Eugenio Tibaldi, Luca Trevisani, Nadir Valente, Nico Vascellari.
L’iniziativa, concepita per documentare, valorizzare e sostenere i talenti che vivono e lavorano principalmente in Italia, si struttura attraverso l’assegnazione di un premio a tre vincitori, l’organizzazione di una mostra (in programma per il prossimo marzo, nell’attesa di conoscere la sede) e una pubblicazione.
Una sensibilità, quella di Moroso per il mondo dell’arte, che ha radici solide. Già nel 2004 l’azienda portava avanti una collaborazione con Tobias Rehberger, Michael Liti, Francesco Simeti e Andrea Sala, chiamati a ripensare, con installazioni di forte impatto, lo showroom Moroso di Via Pontaccio, in occasione del Salone del Mobile; molte poi le collaborazioni con grandi musei e centri d’arte, quali il Palais de Tokyo, il MoMA di New York e il Grand Palais a Parigi, mentre da anni viene rinnovata una sponsorship a favore della Biennale di Venezia, per le esposizioni d’arte e architettura.

– Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • artu

    ma adesso spiegatemi che senso ha mettere sotto medesima valutazione artisti di 40 anni con artisti di 23. premesso che condivido in pieno il lavoro di alcuni di loro e premesso che non è un concorso liberamente aperto, con che criterio aprioristico sono stati scelti gli artisti partecipanti ?

    • diego

      Forse in base al lavoro/progetto presentato?