Selezione delle robe da non perdere del London design Festival. Dopo l’epopea olimpica, la capitale britannica mette a segno una nuova edizione tutta da ricordare

Il 2012 è un anno scandito da importanti ricorrenze per la città di Londra che, dopo aver ospitato le Olimpiadi e celebrato in pompa magna il Giubileo della Regina, vive in questi giorni la decima edizione della design week britannica. Dalla prima edizione del 2003 ad oggi il London Design Festival è cresciuto molto e […]

Il 2012 è un anno scandito da importanti ricorrenze per la città di Londra che, dopo aver ospitato le Olimpiadi e celebrato in pompa magna il Giubileo della Regina, vive in questi giorni la decima edizione della design week britannica. Dalla prima edizione del 2003 ad oggi il London Design Festival è cresciuto molto e da manifestazione di nicchia è diventato tappa imprescindibile per tutti gli appassionati del settore. Designer e creativi di tutto il mondo affollano le vie della città che diventa la vera protagonista della kermesse. Piazze, strade, gallerie e musei sono per una settimana a completa disposizione dei designer che ripensano, trasformano e allestiscono scenari domestici. Il 2012 festeggia il primo decennio della settimana del design con un folto parterre di eventi, per sancire l’importanza acquisita in Europa e la distanza – ma c’è? – che la separa da Milano.
I consigli di Artribune? Una sosta al Central Saint Martins College of Art and Design, che ospiterà il Global forum sul design, il primo di una lunga serie e una visita alla Townhouse di Belgrave square, una casa in stile georgiano, che allestirà in ogni stanza un diverso set di design con un mix di componenti di arredo e grandi marchi. Passaggio obbligato anche a Trafalgar Square, piazza cara al festival, in cui il collettivo Think Tank Be Open inizierà la sua esplorazione dei 5 sensi, partendo dal suono, di cui vi parleremo più approfonditamente.
Come ci aveva anticipato in esclusiva, in un’intervista ad Artribune, il designer giapponese Oki Sato, in arte Nendo, ha invaso le sale del Victoria & Albert Museum con sedie bianche, leggere, eteree che si inseriscono con discreta timidezza in un contesto storico. Per lo studio giapponese un’altra dimostrazione, dopo la personale a Palazzo Visconti di Milano sempre in occasione della design week, di saper coniugare alla perfezione classico e contemporaneo. Le sorprese di Londra non si esauriscono, la Fumi Gallery ospita la mostra Protesi e Innesti Made in Italy, frutto del sodalizio italo brasiliano tra gli architetti Paolo Boatti e Manuela Verga con Marcio Kogan, insieme fanno rivivere i materiali dei cantieri edili trasformandoli in oggetti. E se in Italia siamo abituati ai classici marchi nazionali, per quanto riguarda l’illuminazione, a Londra troviamo la Philips che con il progetto del designer Dominic Harris del Cinimod Studio illumina esclusivamente con la tecnologia Led l’area di South Kensington e il tunnel di ingresso al museo. Non mancano nemmeno i marchi squisitamente inglesi come Established & Sons che si occupano di una serie di panchine, tutte in materiali differenti e disegnate da nomi importanti quali Jasper Morrison, Konstantin Grcic, Barber Osgerby e Luca Nichetto. Se questi primi spunti non dovessero stuzzicare la vostra curiosità, potete scaricare l’apposita e immancabile app del festival che, oltre a contenere tutti gli orari delle vernici, può essere anche un’utile guida per orientarsi tra i numerosi eventi della kermesse.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.