Primo Sienafestival. Acrobazie sceniche, tra evocazioni barocche e sperimentazioni contemporanee. Un cartellone che mixa musica, danza, teatro, fotografia

“Sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa, che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà”. Così rifletteva Michelangelo Antonioni in Architetture della visione, e così, con queste stesse parole, si […]

Daniele Timpano, Aldo Morto - foto di Michele Tomaiuoli

Sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa, che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà”. Così rifletteva Michelangelo Antonioni in Architetture della visione, e così, con queste stesse parole, si potrebbe introdurre la prima edizione di “Sienafestival”. Un evento dedicato alle arti performative, che, fino al 14 ottobre 2012, in vari spazi della città e della Provincia di Siena, unisce musica barocca e teatro contemporaneo, film ed esposizioni fotografiche, premi per il teatro emergente e di ricerca, iniziative collaterali e progetti didattici: strumenti per ripensare la (in)dicibilità del reale, con alcuni appuntamenti di assoluto interesse. Christina Pluhar, alla testa del suo ensemble L’Arpeggiata, indagherà le antiche e occulte radici comuni fra danze barocche e musica tradizionale del Sud Italia, con il concerto La Tarantella: dalle testimonianze rinascimentali agli esempi tratti dai libri di Athanasius Kircher, le arcaiche formulae sonore incontreranno ciò che di esse resta ancora oggi nelle serenate e nelle danze di trance della musica popolare. Nella sezione teatro debutta in prima nazionale Il principe Amleto di Danio Manfredini, in cui per la prima volta l’artista si confronta esplicitamente con un testo del repertorio classico.

Poi, un irriverente rituale coreutico, che un è discorso dissacrante su noi stessi: è Il Sacro della Primavera di Balletto Civile, liberamente tratto da Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij, in cui la musica per il balletto del compositore russo viene mescolata al resto dei suoni del mondo. Daniele Timpano presenta Aldo morto: partendo dalla vicenda del sequestro-Moro, l’autore si confronta con l’impatto che il tragico episodio ebbe nell’immaginario collettivo. Infine, fotografia: tra gli altri si distinguono il progetto “Foto for Fake”, indagine sulla fotografia come strumento di certificazione del reale e al contempo di legittimazione di immaginari collettivi, e la mostra “Franco Fortini. Racconti dalla Cina. Fotografie di un viaggio (1955-1971)”; narrazione del viaggio ufficiale che Fortini, assieme ad altri intellettuali, compì nella Repubblica Popolare Cinese. Occasione non tanto per ritrovare quel poco che della Cina si conosceva allora, quanto per scoprire i presupposti di un nuovo futuro.

 – Michele Pascarella

www.sienafestival.it