Nicola Zingaretti scalda i muscoli per la campagna elettorale al Comune di Roma girando per studi d’artista. Ecco la foto story dell’art-tour a San Lorenzo. Da Pietro Ruffo a Marco Tirelli

Blitz pomeridiano per Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma col pallino della creatività, negli studi degli artisti contemporanei a San Lorenzo. Organizzato dalla Fondazione Pastificio Cerere e condotto dal direttore artistico della fondazione, Marcello Smarrelli, e dal presidente Flavio Misciattelli, il tour è partito dalla mostra di Sam Pulitzer, attualmente in corso in fondazione, […]

Blitz pomeridiano per Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma col pallino della creatività, negli studi degli artisti contemporanei a San Lorenzo. Organizzato dalla Fondazione Pastificio Cerere e condotto dal direttore artistico della fondazione, Marcello Smarrelli, e dal presidente Flavio Misciattelli, il tour è partito dalla mostra di Sam Pulitzer, attualmente in corso in fondazione, per poi proseguire negli studi all’interno del pastificio e subito fuori: Pietro Ruffo, Maurizio Savini, Margherita Moscardini, Giuseppe Gallo (studio pieno di lavori nuovissimi e ottimi) e chiusura sullo strepitoso terrazzo di Marco Tirelli a dominare tutto il verace quartiere di San Lorenzo.
Dopo essersi intrattenuto con tutti gli artisti facendosi raccontare lavoro e ricerca, Zingaretti – pronto alla campagna elettorale per il Comune di Roma nei prossimi mesi – si è soffermato anche a parlare di architettura e urbanistica colpito dalla qualità costruttiva dello storico pastificio: “non conta ridurre le cubature previste per poi vantarsi di aver consumato meno territorio quando quel territorio consumato, seppur minore, è occupato da un costruito di qualità scadente e privo di un giusto mix di funzioni”. Insomma, non ha senso quanto si costruisce, ma l’importante è farlo bene. Un proposito fortemente anti-ideologico che si ripromette di essere uno dei punti del suo programma? Qui photogallery, anche per vedere “chiccera” nell’art tour di martedì 25 settembre a Roma.

www.pastificiocerere.com


  • Antonio

    Il fatto che un politico inizi, di fatto, la sua campagna elettorale occupandosi di arte e cultura suscita interesse: spero sia di buon auspicio.

  • giovanni

    Finalmente una bella notizia dal mondo della politica.
    Avanti così!

  • Lorenzo

    ho visitato recentemente la fondazione pastificio cerere e sono rimasto colpito dall’aria che vi si respira; si tratta sicuramente di una delle realtà più interessanti nel panorama romano. Il fatto che Zingaretti se ne sia interessato è un segnale positivo in giorni scuri come questi!

  • Annagrazia

    Zingaretti è interessato a tutti gli eventi culturali della capitale, non avrebbe se no sviluppato il progetto Valentini contemporary che ospita nel palazzo della provincia opere di artisti contemporanei di Roma, così come la sua attitudine a presenziare agli opening di alcune selezionatissime gallerie romane di arte contemporanea, così come il manuale roma creativa che ha svolto e sta svolgendo una mappatura delle realtà creative a roma.
    VIVA ZINGARETTI.

    • Paola

      é bello rendersi conto che l’arte interessa anche ai nostri politici, sicuramente è segno di intelligenza, verso un futuro in cui (si spera) i soldi non vengano solo usati per soddisfare vizietti personali di chi governa!

  • Nadia

    quando arte e politica si incontrano…e se l’interesse per la cultura occupa un ruolo di primo piano in un programma politico, potremmo anche confidare in un impegno serio per una ripresa – anche economica – delle attività culturali di livello della città!

  • mattia

    Pensare che l’Italia era il paese in cui le classi regnanti si circondavano di artisi, poeti, filosofi… le corti sono rimaste, ma ormai sono frequentate solo da uomini con la faccia da maiale…

  • Annagrazia

    Si ora basta però piangersi addosso e parlare sempre di cosa eravamo e della crisi.

  • eraclito

    ma savini s’è tinto i capelli? sembra caccamo.

    • JAvier

      Confermo che, dal vivo, la somiglianza tra Maurizio Savini e Felice Caccamo è spaventosa. Ci manca solo ‘o Guolfo e’ Napule sullo sfondo e abbiamo fatto bingo!

  • ” Questa è una visita che ho voluto fare per vedere con gli occhi quella che è una delle perle di questa città – ha commentato Zingaretti alla fine della visita – L’ex-pastificio è un luogo incredibile che ospita artisti e che con la sua attività costituisce un patrimonio ricchissimo per Roma. E’ inoltre la dimostrazione che la cultura è ricchezza, coesione sociale ma anche un’opportunità per crescere ”.

  • Silvana

    Il Pastificio è un luogo magnifico e finalmente carico di nuove energie, speriamo che questa visita di Zingaretti sia un nuovo inizio per Roma che da anni sembra poter diventare la “capitale” anche dell’arte. Come inizio mi sembra ottimo!
    vedremo il seguito.

  • Alt

    Ma avete visto che facce ha in queste foto???
    Pare proprio che non gliene freghi niente!!!

  • Vincenzo

    Zingaretti è venuto male in foto? Zingaretti ha una faccia disinteressata? Chissenefrega!
    Non è questo il punto! Non ci si aspetta che tutti, compresi i politici, siano interessati di arte, cinema, teatro, moda, lettura, musica, buona cucina. Il punto è che da un poitico ci si aspetta che comprenda l’importanza sociale e culturale che l’arte ha per una città o una nazione e ne veicoli il messaggio facendosi promotore di iniziative come questa in prima persona.
    Quindi bravo Zingaretti ma soprattutto bravi “quelli” del Pastificio Cerere.

    P.S. E poi non mi sembrava così disinteressato. Anzi!

  • giovanni

    …e bravo Vincenzo!

  • Anton Giulio Onofri

    In un certo senso, è negli anni ’80 che proprio dal Pastifico Cerere iniziò una specie di riscatto culturale per Roma, che con gli artisti di San Lorenzo dimostrò di voler ribadire una sua vocazione al contemporaneo che risultava, all’epoca, un po’ addormentata. Ed è bello che ancora da qui Zingaretti abbia deciso di ripartire per l’auspicabile riscatto etico, sociale, morale (tre qualità tutte contenute nella stessa idea di ARTE) della nostra disgraziatissima Capitale, ridotta come l’hanno ridotta… Forza Cerere!

  • anna valeriani

    no…..a parte che dall’espressione, è chiaro che non ci capisce niente, solo un lecca, ma i sinistri appaiono e poi scompaiono intellettualm…. Vogliamo persona che conosca la periferia profonda, ignorata, senza i piaceri della luce, caccolosa, ma che contiene milioni di persone e la loro faticosa vita….. per essere sindaco a Roma.

  • giovanni

    Sono sicuro che l’ufficio stampa di Zingaretti e lui stesso leggeranno queste riflessioni e questi commenti. Questa news di Artribune mi sembra una buona occasione per dire al candidato sindaco cosa vorremmo da lui. Quindi diamoci sotto…. Sarebbe bello avere anche il punto di vista di Massimiliano Tonelli.

    • Massimiliano Tonelli

      Purtroppo sono profondamente disilluso. La città di Roma è ridotta in uno stato tale per cui, a mio avviso, solo un commissariamento pesante, lacrime e sangue, potrebbe tentare di invertire una rotta che va da una parte verso l’Africa e dall’altra verso i Balcani con un pizzico di Medio Oriente.

      Tutto ciò premesso, la mia opinione sul’attitudine zingarettiana verso la creatività non può che essere positiva. Il riscatto di tutti i sistemi urbani -non solo di Roma, dunque- passa attraverso la capacità di questi ultimi di attrarre quella che Richard Florida chiama ‘classe creativa’. Per attrarre classe creativa in città, questo Zingaretti dimostra di averlo capito, occorre dare spazi appetibili alla classe creativa spessa. L’exploit di Berlino negli anni Novanta e fino ad oggi ci deve insegnare molto. In una città come Roma, invece, dove la speculazione e la criminalità organizzata (ebbene sì!) tengno artatamente alti i prezzi degli immobili e delle locazioni la classe creativa scappa via.

      Se le elezioni, il prossimo anno ma speriamo prima, saranno uno scontro tra Alemanno e Zingaretti, stante l’ignomignoso e umiliante governo di Alemanno non ci potrà essere alcun dubbio su quale candidato sostenere. La presenza di Alemanno farà prescindere qualsiasi giudizio di merito su Zingaretti: anche chi non è convinto di lui dovrà votarlo per evitare alla città altri cinque anni di massacro. Occorre considerarlo, sic stantibus rebus, come “già vincitore”, non è possibile ne pensabile ipotizzare altri sentieri plausibili.

      Essendo un ‘già vincitore’, come giustamente dici Giovanni, è giusto chiedergli conto e fargli sapere cosa si vuole. Sappiamo che nei prossimi giorni Zingaretti presenterà una piattaforma di condivisione in cui il programma elettorale diventerà un wiki dove tutti potranno inserire progetti e proposte. Ovviamente anche nel campo della cultura e della creatività che sono poi il fulcro della candidatura di Zingaretti. Vedremo che cosa ne uscirà fuori.

      A proposito di creatività: ho invitato lo staff di Zingaretti -per fortuna composto da giovani e giovanissimi disposti ad ascoltare- di impostare in maniera creativa anche la campagna elettorale. Non si può immaginare Roma come smart-city, puntare tutto sulla creatività e poi continuare ad imbrattare abusivamente con manifesti, colla e racket degli attacchini (a Roma, purtroppo, tutto, grazie al lassismo ed alle connivenze, si trasforma in mafia: pure gli attacchini). Erano interessati, vedremo…

  • dan costello

    Zingaretti è ringiovanito

  • maria luisa

    Zingaretti non è ripartito dal Pastificio Cerere. SONO 3 ANNI che Zingaretti promuove iniziative pro cultura a Roma, solo che tutti se ne sono accorti ieri perchè da poche settimane ha depositato la sua candidatura al Comune. E da qui le leccate…..
    Secondo voi chi l’ha promossa la mostra NY Minute? E il progetto Roma Provincia Creativa? E il finanziamento di alcuni progetti di mostre?

    Come al solito si vede solo quello che si vuole vedere.
    Guardate cosa ha fatto alla Provincia in questi ultimi 3 anni piuttosto. Che sia andato al Pastificio è solo il prosieguo di questo processo…

    La maggiorparte di questi commenti saranno stati scritti da Smarrellone Leccone o dai suoi assistenti del Pastificio…

  • Giovanni

    A maria lui quant’è brutta l’invidia

  • enzo

    però c’ha ‘na faccia perplessa…

  • Luigi

    La cosa grave è proprio partire dal pastificio. Niente di nuovo dal fronte!