La riscossa Argentina? Si misura anche a suon di nuovi musei e centri d’arte. Quattro in pochi anni, tutti privati: il MACBA di Buenos Aires apre con la collezione d’arte cinetica e Op Art del banchiere Aldo Rubino

Per la terza volta in undici anni un collezionista argentino prende l’iniziativa di aprire un museo per rendere pubblica la propria raccolta. Sembrerebbe che anche nella patria del polo e della soia,  l’iniziativa privata ed indipendente stia prendendo il sopravvento, in materia di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. A confermare questa tendenza centri d’arte […]

Per la terza volta in undici anni un collezionista argentino prende l’iniziativa di aprire un museo per rendere pubblica la propria raccolta. Sembrerebbe che anche nella patria del polo e della soia,  l’iniziativa privata ed indipendente stia prendendo il sopravvento, in materia di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. A confermare questa tendenza centri d’arte come il Malba di Buenos Aires, con la collezione Costantini, il Museo Colecciòn de ArteFortabat, il Faena Art Center, e adesso il MACBA, in altre parole Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires.
Nel nuovo Distretto delle Arti di Buenos Aires, San Telmo, i sette piani dello spazio espositivo dell’appena inaugurato MACBA si presentano con una struttura architettonica razionalista di vetro e cemento, appositamente disegnata per ospitare il museo. Quattro piani, circa 1500 metri quadri, saranno dedicati a mostre d’arte contemporanea, mentre il resto ospita la collezione permanente composta di 150 opere tra cui lavori di Vasarely, Carlos Cruz Diez, Julio Le Parc ed altri noti artisti nord e sudamericani.
La mostra Global Exchange, che ha inaugurato il museo – nella gallery un po’ di foto dell’opening -, è stata curata da Joe Houston, curatore della collezione Hallmark di Kansas City (USA), e mette in risalto il carattere internazionale della raccolta, con una selezione di 50 opere suddivise in quattro temi che indagano la geometria, il colore, l’arte cinetica e le nuove traiettorie. Tra gli artisti rappresentati si trovano gli italiani Toni Costa e Alberto Biasi, l’americano Kenneth Noland, l’inglese Sarah Morris , la spagnola Sara Brun e Sumiko Sakai. Il MACBA possiede, inoltre, opere di noti artisti argentini e brasiliani come Guillermo Kuitca, Marta Minujin, Rogelio Polesello, Gyula Kosice, Lothar Charoux, Joao José Costa da Silva e Marcos Coelho Benjamim. Il programma per il 2013 prevede una mostra che arriverà dall’Italia e approfondirà l’ esperienza milanese dell’Arte Programmata degli anni ’60.

– Carla Guascone

MACBA
Av. San Juan 328
Buenos Aires – Argentina
www.macba.com.ar


  • Antonio

    Tutto bello…Ma con 12 milioni di baraccati il no-profit argentino dovrebbe occuparsi di problemi più urgenti.

  • Daniela Arizio

    La atuale política argentina, promuove la mancanza dell´educazione, per muovere suoi interessi per usare un popolo ignorante.
    Per fortuna, ci sono persone che non pensano cosí, e che anno la posibilitá di aportare alla cultura per la gente e non per se stesso.
    Abito in Argentina, e ringrazio al Sr. Aldo Rubino per sommare cultura partendo dalla propia tasca.
    Daniela Arizio