In vetrina, al Maxxi. Flavio Favelli porta al museo romano un pezzo di Puglia: e si chiude in performance in una cassa armonica

Una cassa armonica ormai in disuso recuperata nel deposito di un’azienda di Specchia, nel leccese, e collocata nella hall del Maxxi. Sarà questo il palcoscenico di una performance di Flavio Favelli, intitolata  La Vetrina dell’Ostensione V e pensata appositamente per il museo. Un lavoro che fa parte della rassegna Acting Out, progetto dedicato alla performance […]

Flavio Favelli, Palco Rettorico, 2012, Cassa armonica dipinta, neon, misure ambiente (foto Dario Lasagni)

Una cassa armonica ormai in disuso recuperata nel deposito di un’azienda di Specchia, nel leccese, e collocata nella hall del Maxxi. Sarà questo il palcoscenico di una performance di Flavio Favelli, intitolata  La Vetrina dell’Ostensione V e pensata appositamente per il museo. Un lavoro che fa parte della rassegna Acting Out, progetto dedicato alla performance italiana contemporanea organizzata dal Maxxi Arte. La Vetrina dell’Ostensione V è il più recente di una serie di lavori, iniziata da Favelli nel 2001, nella quale l’artista si mostra all’interno di una vetrina, insieme ad oggetti, arredi e persone, tra cui si intrecciano relazioni inedite e sorprendenti. Un percorso, dunque, iniziato a Bologna undici anni fa nella vetrina di un negozio sfitto di via Rialto, dove l’artista ha mostrato se stesso e i suoi abiti, compiendo dunque letteralmente un’”ostensione”.
Sarà la cassa armonica  – che durante l’estate appena trascorsa stazionava addossata al muro in una sala al pianterreno di Palazzo Risolo a Specchia – ad accogliere la nuova “ostensione” dell’artista bolognese. Nel piccolo centro salentino, tra i borghi più belli d’Italia, Favelli ha infatti allestito una mostra intitolata Luminaria Essay, utilizzando frammenti di luminarie – le strutture decorative di legno con lampadine colorate, usate nelle feste patronali – per creare grandi installazioni che hanno occupato i suggestivi spazi dell’ex convento dei Frati Francescani Neri. Alla mostra, organizzata da Cactus e curata da Artatwork, cui hanno contribuito l’amministrazione comunale specchiese e il marchio WP, seguirà a metà ottobre un intervento a Torre Maizza a Savelletri nell’ambito del progetto Masseria Art project. La cassa armonica, cui l’artista ha dato il nome di Palco rettorico, sarà al Maxxi sino al 21 ottobre.

– Lia De Venere

Mercoledì 26 settembre 2012 – ore 18.30
Via Guido Reni 4a – Roma
www.fondazionemaxxi.it


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Lia De Venere
Lia De Venere è critico d’arte, curatore e docente ordinaria di Storia dell’arte contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Bari e a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. Ha lavorato e svolto attività di ricerca presso musei e istituzioni pubbliche in Italia e in Francia e pubblicato saggi e articoli sui rapporti tra artisti e galleristi, su giovani scultori italiani, su artisti contemporanei italiani e stranieri. Ha collaborato a una monografia sull’opera di Pino Pascali, edita da Laterza (Bari 1983; nuova edizione ampliata, Electa, Milano 2010) e scritto i lineamenti di storia dell'arte in un manuale di disegno per i licei scientifici (Laterza, 1988). Oltre a numerose mostre personali in gallerie private, ha curato diverse rassegne (e i relativi cataloghi) per enti pubblici e istituzioni culturali in Italia e all’estero (Stoccarda, Bratislava, Londra). Collabora a Il giornale dell'arte e a riviste d’arte contemporanea (Segno), a Il Sole 24 Ore online e…ovviamente a Artribune.