Esplorando i cinque sensi. Il London Design Festival porta il pubblico tra le meraviglie del suono. È una delle tappe di “Be Open”, progetto dedicato alla percezione

Il design e i cinque sensi. Una intreccio che coinvolge la percezione a 360 gradi. La vista innanzitutto, che costituisce la prima forma di conoscenza con un oggetto, e poi subito il tatto, guidato sempre da un gesto intuitivo. Ma anche l’olfatto, che preserva la memoria della materia, ha un suo ruolo importante, così come […]

Be Open - Londra, Trafalgar Square

Il design e i cinque sensi. Una intreccio che coinvolge la percezione a 360 gradi. La vista innanzitutto, che costituisce la prima forma di conoscenza con un oggetto, e poi subito il tatto, guidato sempre da un gesto intuitivo. Ma anche l’olfatto, che preserva la memoria della materia, ha un suo ruolo importante, così come il gusto, che grazie ai sempre più numerosi progetti di food design, sempre più spesso è chiamato in causa. Ma è possibile toccare anche l’udito?
Una giovanissima fondazione, la cui presentazione risale allo scorso salone del mobile milanese, ha provato a esporre il design del suono. Si tratta del Think-tank Be Open, nato dalla mente della facoltosa imprenditrice russa Elena Baturina, per promuovere tutte le idee creative che guardano al futuro.
Be open, ovvero “essere aperti”, spiega già nel nome l’obiettivo che la fondazione si pone nei confronti del mondo della progettazione: “Ci impegniamo su tutti i fronti – le arti, la scienza, l’istruzione e i mezzi di comunicazione – perché riteniamo che le scoperte più innovative abbiano origine dall’incontro di tutte queste discipline”, spiega Baturina.
Ed è con questi presupposti che Be Open ha ideato un progetto a dir poco ambizioso, della durata di un anno, in co-produzione con il “London Design Festival”: un percorso in più tappe che consentono, di volta in volta, di esplorare un senso. Si parte quindi da Londra, con un’imponente installazione realizzata in piazza Trafalgar Square, in cui vivere un’esperienza esclusivamente sonora.

Be Open – Londra, Trafalgar Square

Fondamentale il ricorso all’hi-tech: Arup, leader dell’ingegneria acustica, ha fornito la tecnologia necessaria a costruire un ambiente innovativo, all’interno del quale poter ascoltare le composizioni di cinque artisti sonori. In programma uno al giorno, i brani coprono tutta durata dell’evento.
Ma Sound Portal non è che l’attrazione principale di un programma ben più ampio che ruota sempre intorno alla scoperta sensoriale. Presso il V&A e Hospital Club si può seguire il Sound Design Talks, una sua serie di conferenze con ospiti del calibro di Tom Dixon; prevista anche la premiazione dei “Be Open Awards”, che selezionerà le proposte vincitrici dei migliori creativi, e per finire un mercato temporaneo ospitato al Dock, sempre di Tom Dixon, esporrà dei progetti di design sensoriale.
Be Open farà tappa anche a Milano nel 2013, in occasione del prossimo Salone del Mobile, dove esplorerà la dimensione del gusto, per poi chiudere il ciclo nuovamente a Londra. Lasciando risvegliare un senso dopo l’altro, non ci resta che attendere: chissà che Be Open non arrivi a scoprire anche il sesto…

– Valia Barriello

London Design Festival 2012
17-23 settembre
www.londondesignfestival.com
www.beopenfuture.com

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.