Dopo i tanti musei con ristorante, un ristorante sempre più museo. Con Cattelan, Gavin Turk, Ceal Floyer. Riapre a Modena post restyling l’Osteria Francescana di Massimo Bottura

Sui musei che “si fanno” ristorante ci capita di informarvi abbastanza di frequente, stante la grande voga della fattispecie (solo di recente, nel caso del Lu.C.C.A., e del suo “matrimonio” con l’Imbuto di Cristiano Tomei). Più raro è il caso inverso: eppure parlando della “nuova” Osteria Francescana di Massimo Bottura, in quel di Modena, stabilmente […]

Bottura con Emilio Mazzoli e Carlo Benvenuto

Sui musei che “si fanno” ristorante ci capita di informarvi abbastanza di frequente, stante la grande voga della fattispecie (solo di recente, nel caso del Lu.C.C.A., e del suo “matrimonio” con l’Imbuto di Cristiano Tomei). Più raro è il caso inverso: eppure parlando della “nuova” Osteria Francescana di Massimo Bottura, in quel di Modena, stabilmente sul podio dei migliori ristoranti italici, non possiamo che parlare appunto di ristorante che si fa museo. E qui non si tratta di un logoro eufemismo, per lodare per l’ennesima volta i piatti del superchef: no, museo proprio nel senso di contenitore d’arte.
Già, perché riaprendo dopo un velocissimo restyling che l’ha bloccata per un mesetto, l’Osteria sfoggia diverse novità, fra le quali una decisa accelerata sul fronte del contenitore d’arte contemporanea. Bottura, già avido collezionista, ha punteggiato i nuovi allestimenti – realizzati in collaborazione con il brand del lusso Bottega Veneta e con il lighting designer Davide Groppi – di un nuovo gruppo di opere della sua raccolta. Fra questi opere di Ceal Floyer, Grazia Toderi, l’installazione Tourists, con tre dei celebri piccioni di Maurizio Cattelan, Bin bag di Gavin Turk, Half a sailboat painting di Jonathan Borofsky.