Dal Vesuvio alle Torri pendenti. La collezione di Ernesto Esposito in trasferta al MAMbo, Artribune anticipa immagini e video-blitz

Stravagante già dalla conferenza stampa, la mostra che apre domani al MAMbo, a Bologna. E come altro poteva essere la presentazione al pubblico della collezione di Ernesto Esposito? Anche per chi non lo conosce, dalle prime battute il collezionista partenopeo sfodera tutta la sua genuinità descrivendo l’approccio che lo guida in questa sua avventura tra […]

Stravagante già dalla conferenza stampa, la mostra che apre domani al MAMbo, a Bologna. E come altro poteva essere la presentazione al pubblico della collezione di Ernesto Esposito? Anche per chi non lo conosce, dalle prime battute il collezionista partenopeo sfodera tutta la sua genuinità descrivendo l’approccio che lo guida in questa sua avventura tra aneddoti e leggende. Il percorso è ricco di personalità consolidate dell’arte del Novecento, di grandi maestri, ma non rinuncia e anzi sembra dare maggiore spazio alla contemporaneità e ai più giovani.

Il direttore del museo Gianfranco Maraniello dice di essersi concesso una trasgressione dopo anni di “rigidità” linguistiche (il percorso di rilettura dell’istituzione museale portato avanti già dallo spostamento nella nuove sede) e, come conferma anche la curatrice Caroline Corbetta, l’allestimento è una testimonianza dello sguardo appassionato di una persona che ha fatto dell’arte la sua vita. Noi, come sempre in prima linea, vi regaliamo una carrellata di immagini e un breve video in cui è sensibile anche la parte sonora…

– Claudio Musso

Cara Domani. Opere dalla collezione Ernesto Esposito
Dal 28 settembre al 2 dicembre 2012
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni, 14 – Bologna
www.mambo-bologna.org


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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente. La sua attività curatoriale e di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Attualmente è Dottorando presso il Dipartimento delle Arti Visive dell'Università di Bologna, dove ha precedentemente conseguito la laurea specialistica in Storia dell'Arte. Collabora con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Scrive per Artribune e Digicult. Di recente ha curato la sezione Urban Art Media Drifts del LPM - Live Performers Meeting (Roma - Minsk). Nel 2010 è stato invitato come lecturer alla AVANCA | CINEMA International Conference Cinema– Art, Technology, Communication (Avanca, Portogallo) e alla VIII MAGIS – International Film Studies Spring School (Gorizia, Italia).
  • massimo mattioli

    Da vedere, anche se fosse solo per l’installazione di Jonathan Monk. Un momento di grazia raro…

  • Il museo ai tempi della crisi.

    Sembra un po’ il meglio di Arte Fiera, e alcune opere sono sicuramente di valore, come precipitati di atteggiamenti-modalità di valore. Perchè ricordiamo che l’atteggiamento-modalità è gratuito per tutti, mentre i suoi testimoni-opere hanno un prezzo. Non so oggi quanto sia interessante questa fiera di feticci. Puzza un po’ di vecchio.

    Mostra a costo quasi zero: tutte opere in italia, tanta roba e di ogni tipo. Una mostra ai tempi della crisi. Il Museo che invita il collezionista. Il centro di queste opere è altrove. E queste mostre testimoniano come una certa concezione di artista non esista più e sia profondamente in crisi. Chissà quando se ne accorgeranno coloro che si fanno chiamare artisti.

    LR

  • mario conti

    Sui contenuti della mostra/collezione rimango – come la moglie di Sordi nelle Vacanze Intelligenti – perplesso.
    Sono invece certo della qualità delle foto con cui la illustrate: ma insomma… Siete una testata d’arte e comunicazione “estetica” in senso lato; bella, moderna, non convenzionale. Vabbè che non siete neanche snob (e mi piace), ma tutti questi mossi, sfocati, giallastri… A meno che non sia un raffinato esercizio di stile per uniformarsi allo spirito e all’elusività delle opere esposte; in tal caso mi scuso, sono uno che azzarda giudizi ma in realtà non riesce a discostarsi dal nazional-popolare.
    Non vogliatemene, vi seguo lo stesso con simpatia e attenzione.