Chiamata per l’Arte. Si avvicinano gli stati generali convocati dall’Amaci al Maxxi, ecco l’appello di Giacinto Di Pietrantonio

  Artribune– per non smentirsi – ve l’aveva annunciato per prima, già lo scorso 5 settembre: l’Amaci (l’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani) non resta a guardare. A guardare la crisi dei musei, i centri d’arte chiusi, i professionisti in fuga verso l’estero. E a deciso di farsi sentire in forze, organizzando una specie di […]

Giacinto Di Pietrantonio

 

Artribune– per non smentirsi – ve l’aveva annunciato per prima, già lo scorso 5 settembre: l’Amaci (l’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani) non resta a guardare. A guardare la crisi dei musei, i centri d’arte chiusi, i professionisti in fuga verso l’estero. E a deciso di farsi sentire in forze, organizzando una specie di stati generali al Maxxi, un barcamp dove ci saranno, a dire la loro, tutti gli “attori”, dai critici agli storici dell’arte, docenti, giornalisti, grafici, designer, curatori, studenti, amministratori, imprenditori. Il titolo sarà Chiamata per l’Arte, l’appuntamento il 29 settembre, in Piazza Boetti. Ve l’avevamo annunciato, appunto: ma ora arriva l’accorato invito che tramite Artribune vi vuole rinnovare – alla sua maniera, con il suo approccio unico – Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Gamec di Bergamo ed attivissimo animatore della stessa Amaci. A lui la parola…

Ehi Tu! Si, dico proprio a te! Sai che l’Amaci (associazione musei d’arte moderna a contemporanea italiani) ha indetto una Chiamata per l’Arte a Roma sabato 29 settembre dalle ore 12 alle ore 18 presso la piazza del Maxxi in via Guido Reni per un’assemblea aperta a tutti gli addetti ai lavori dell’arte?
Ci incontriamo per una manifestazione di artisti, galleristi, curatori, direttori di musei, critici, giornalisti, collezionisti, trasportatori, assicuratori, restauratori, artigiani, architetti, conservatori, comunicatori, educatori, grafici, designer, studenti, amministratori locali, rappresentanti di imprese, associazioni e cooperative, e tutti quanti operano a vario titolo e a ogni livello nel settore dell’arte contemporanea nel nostro Paese per una giornata di mobilitazione, per discutere della gravità della situazione che tutti insieme ci troviamo a dover affrontare.
Ora lo sai, e quindi non puoi mancare! Vieni a dire cosa pensi della situazione critica in cui versa l’arte, il comparto del contemporaneo, e più in generale l’intero settore della cultura nel nostro Paese. In che modo pensi che possiamo intervenire per uscire da questa situazione di crisi. Quale l’apporto costruttivo e concreto alla sopravvivenza e alla crescita di un settore per troppo tempo lasciato in balia di se stesso”.

Sabato 29 settembre 2012 – dalle 12.00 alle 18.00
Maxxi – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo – Roma
www.amaci.org

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  • Ottima idea. L’italia rispetto la scena internazionale può giocare da late comer a patto che gli addetti ai lavori non continuino a pretendere che l’italia sia come new york, londra o la nuova cina. I limiti possono veramente spingere verso percorsi virtuosi. Ma bisogna abbandonare esterofilia, snobbismo e complessi di inferiorità.

    Ma bisogna essere concreti. Da questa primavera stiamo organizzando Kremlino un proposta trasversale (e non contro) la prossima Biennale di Venezia. Un open call con una selezione che prevede un dialogo con le proposte pervenute:

    http://www.kremlino.blogspot.it/

    Vorranno partecipare i MUSEI AMACI? O stanno fermi e chiusi ad aspettare finanziamenti che non arriveranno mai? Forse se si lavora sul contenuto, anche dall’estero potrebbero arrivare sostegni (non oggi certo).

    Perchè il problema del contemporaneo in Italia è un problema di assenza e mediocrità dei contenuti da una parte, e di analfabetismo e assenza del pubblico dall’altra. E molti operatori che si incontreranno a ROMA hanno mantenuto e mantengono COLPEVOLMENTE questo distacco e questo analfabetismo del pubblico (vettese, di pietrantonio, maraniello, pietromarchi, ecc ecc). Spesso questo DISTACCO vive sulla presunzione che tutto debba essere immediato e diretto (quando qualsiasi disciplina implica un minimo di impegno e approfondimento). E sul fatto che il pubblico venga considerato scemo.

    I laboratori didattici non servono a nulla organizzati come oggi in italia, scopiazzando malamente l’estero. Ci vogliono nuove strategie sul pubblico (e questo negli anni porta denaro pubblico e privato) e CONTENUTI.
    Io propongo Kremlino come contenitore, semmai anche come Padiglione Italia 2013.

    LR

  • f

    luca rossi sei il prezzemolo in ogni minestra, tu non c’entri nulla con amaci, amaci rappresenta il sistema quello che dici di odiare ma nel quale vuoi disperatamente entrare in qualche modo. quanto mi piacerebbe sapere chi sei, chi è il povero sfigato che sta dietro a questa macchietta.

    • Angelov

      Caro f. hai ragione: è proprio uno sfigato, per farsi offendere così impunemente.
      Ma del resto, l’accapigliarsi non è quello che ci si aspetterebbe, da chi presume di navigare nella Cultura, e di insegnarla agli altri.

      • Ragazzi, se questo è il problema: certo sono uno sfigato. Ora torniamo all’argomento della notizia? Grazie :)

        LR

        • Angelov

          Il mio commento non era rivolto a te.

  • Francamente l’Amaci esiste da qualche anno è non è mai riuscita a parlare con un ministro della cultura; intanto i musei chiudono mentre l’Amaci chiede spazi pubblicitari gratuiti alle riviste…in italia NON esiste alcun sistema: esistono pochi operatori solidali ma non collaborativi che cercano di tirare avanti e gestire cattedrali nel deserto (mambo, maxxi, gamec, madre ecc ecc).

    Penso che voler entrare in questo “non sistema” sia da sfigati. La cosa “figa”, per usare il tuo vocabolario, sarebbe contribuire a rendere questo “non sistema” “figo”. Personalmente cerco di proporre una mia critica ed anche una via alternativa.

    LR

    • Giacinto Di Pietrantonio

      Cari tutti,
      mi fa piacere che questo mio appello abbia generato una discussione così vivace, tuttavia il mio è un appello perché veniate a Roma Sabato a dire queste cose. La manifestazione indetta dall’Amaci non è fatta solo per i musei, anche se è stata proposta dall’amaci, ma è rivolta a tutti gli operatori del mondo dell’arte e non è solo una questione di tagli, ecc come specifichiamo nel comunicato stampa da giorni inviato, ma è una manifestazione che vuole creare e discutere di nuove proposte, modalità, eccetera. Non è un caso che nel cs abbiamo anche scritto di inviarci proposte e quant’altro da mettere all’ordine del giorno. Difatti, alla manifestazione abbiamo invitato autori di varie discipline per parlarne, ma è anche aperta al contributo di chi vorrà iscriversi e prendere la parola per raccontare problemi e soprattutto fare delle proposte, naturalmente entro i tempi che ci siamo dati e cioè dalle ore 12 alle ore 18 di sabato 29 settembre nella piazza del MAXXI.
      Vi aspettiamo!

  • luigi martini

    La situazione sulla quale anche l’iniziativa di Amaci cerca di interrogarsi ha radici lontane, chiama tutti alle proprie responsabilità, e chi ha giocato e gioca ruoli dirigenti, più deve interrogarsi sulle cause del dissesto, sullo scontro prodotto fra diversi filoni della ricerca, sull’affermazione di lobby che invece di aprire al confronto fra tutti i linguaggi hanno reso asfittico il nostro paesaggio culturale e artistico. In questo contesto s’è giocato il confronto con la politica e le istituzioni, alla ricerca di soldi e funzioni. In questo contesto s’è definito il rapporto, da parte nostra, con le istituzioni dell’arte a livello internazionale fin dal secondo dopoguerra, in posizione subalterna. Bisogna esserci il 29 per ragionare fra di noi, senza preclusioni, aperti alle valutazioni sulle responsabilità che il mondo dell’arte contemporanea italiana ha avuto e ha nel determinare questo stato delle cose. il confronto democratico nella progettazione espositiva e funzionale dei vari musei, così come sulle politiche per l’arte inseguite nei rapporti con la politica e le istituzioni da parte del nostro mondo; questa è la premessa fondamentale per costruire la forza per chiedere alla politica e allo stato una vera politica culturale. Se si cercherà di rinsaldare le nuove aristocrazie cresciute in tale contesto si sarà persa una buona occasione. L’ultima? Forse no, ma certamente utile. Per questo, a tutti, buon 29 settembre anche con proposte per il governo che verrà fra sette-otto mesi.

  • Lorenzo Marras

    A me pare che questa iniziativa del Prof. Di Pietrantonio (lodevole quanto si voglia e va bene) sia l’ennesima nonche’ inpotente “funzione” della “palla al centro” e via come prima dopo averle cosi’ tanto buscate da una “realta’” sempre piu’ inprevedibile ed insolita.
    Non me voglia il Professore se le dico che fare il solito punto della situazione dopo che i buoi sono scappati dalla stalla (e non mi riferisco solo al fatto che la cassa è chiusa , tengo a sottolinearlo) non porta altro che ai soliti punti ciechi: questo per dire che una “chiaccherata” tra “compari” non fa mai primavera , ecco, giusto per capire dove si voglia a parare.
    La cosa sorprendente è che L’AMACI non si rende conto che si rivolge ai soliti (noti, funzionali e cosa piu’ saliente di tutto , che non disturbino che di questi tempi è quanto mai un requisito ferreo).
    L’AMACI come istituzione si sta rendendo sempre piu’ conto che sta facendo la guardia ad un barile di benzina sempre piu’ vuoto e vuole “RIPENSARSI” in una posizione “DA FUORI.”
    A quanto pare stare dentro non è strategicamente piu’ conveniente e bisogna dare una rinfrescata agli strumenti di egemonia finora utilizzati. chissa’.

  • Giacinto

    Caro Sudente
    Qui è il professore che parla, ma che in tempo di crisi e con i tagli rilancia, perchè a Bergamo Gamec, inauguriamo 3 mostre tra il 27 e settembre e il e il 6 ottobre, più una quarta il 20 novembre per un totale di un centinaio di autori. Quindi non è solo una questione di crisi economica, perché alcuni con meno soldi fanno anche di più e mi spiace che non lo capite e che continuate a fare piccole polemiche, perché l’incontro di sabato è a 360° in cui noin si parla solo di soldi, o di come la realtà dell’arte italiana tutta, non solo quella dei musei, è penalizzata, ma di tante altre cose. A Roma non si va per chiedere soldi allo stato questo lo sappiamo anche noi che non ce ne sono, ci incontriamo con chi a voglia di esserci ,
    per ripensare e ripensarci da dentro e da fuori. cari saluti a tutti e spero di vedervi e sentirvi sabato.

    • Arkadij

      Prufesso’ scusate. Ma vuje site prufessore o fate ‘o prufessore ?

  • Lorenzo Marras

    Professo’ buona sera e grazie per il gradito attributo di cui mi fa dono ma lei, sa bene che a volte gli studenti si comportano da inpertinenti (per inesperienza eh, si intende) e siccome si parlava di rilanci debbo farLe osservare che per farli bisogna avere gli assi a posto.
    E glielo dico Professo’ perche’ non è di buon auspicio quando si organizza un incontro , tacciare presunte avverse considerazioni come inutili polemiche.
    Non sta bene , allorquando sopratutto , il sottoscritto ha fatto debite precisazioni tra parentesi; essi’ Professore devo sussurrargli per la seconda volta che ho scritto : “””””e non mi riferisco solo al FATTO che la CASSA è chiusa””” ammettendo in tale guisa che l’aspetto Finanziario è solo una delle diverse faccie di cui è composto il variegato Istituto Museale (L’amaci rappresenta la sintesi dell’istituzione , o cosi’ mi sembra).

    Non è un caso il ricorso che ho fatto del bidone di benzina mezzo vuoto che ai piu’ puo’ sembrare una banale battuta ma che in realta’ vuole esplicitamente puntare il dito sull’inoppugnabile dato che l’oggetto ARTE è stato defitivamente assorbito dalle competenze che i vari operatori dell’istituto , dai vertici fino agli addetti alle pulizie hanno (anche incosapevolmente) portato a compimento.
    La puo’ chiamare come vuole ma sta di fatto che giunti come siamo ad una fase , possiamo definirlA “para-industriale” della funzione museale non possiamo che prendere atto che cio’ che non è piu’ possibile è Fuori uscire da questo disastro .
    di nuovo caro Professore.

  • nicola davide angerame

    Caro Giacinto,
    non ci potrò essere ma mi sarebbe piaciuto. Mi pare che uno dei problemi da sollevare sia il rapporto tra professionisti dell’arte e politica non soltanto in termini di sovvenzioni (doverose e giuste). Serve operare con idee e progetti, da parte di Amaci e non solo, affinché gli amministratori, anche quelli dei centri minori, adottino in modo sempre più naturale e automatico un atteggiamento di ascolto del merito dei progetti. Credo che il mondo dell’arte debba trovare il modo di promuovere una cultura amministrativa di cui iniziano a vedersi dei segnali incoraggianti anche in Italia: una cultura amministrativa che analizzi, con criteri trasparenti, progetti e professionalità al fine di indirizzare i pochi denari rimasti verso la massima qualità ottenibile (che spesso non è la più dispendiosa) in una visione definitivamente meritocratica. Da qui, da una corretta politica del contemporaneo diffusa a livello di cultura (prima ancora che di singoli centri o musei), si potrà ripartire per guadagnare il terreno perduto, visto che in Italia gli ingegni non mancano (ancora del tutto). Buon lavoro

  • Giacinto

    Bene, che c’è una crisi e che bisogna fare qualcosa è chiaro a tutti. Infatti la giornata di sabato è un incontro per capire tutti insieme cosa fare non solo i musei e dei musei, ma tuttte le professioni, categorie, ecc, ecc. ecc. dell’arte.
    Per cui va bene criticare, criticare, criticare, in quanto le critiche sono sempre utili, ma alla fine c’è bisogno di proposte concrete, perché se ci fermiamo solo alle critiche queste da solo non aiutano tutti noi più di tanto.

  • Angelov

    Perché non estendere questi incontri anche in altre città in futuro, oltre che a Roma?
    Bologna e Torino ad esempio?
    Molti problemi sono sorti anche da questa incapacità di decentrare sempre dalla Capitale la quale, benché sia una città bellissima, a volte fa tornare alla mente quello che scrisse un poeta americano: “Più i luoghi sono meravigliosi, più chi li abita è vile”.
    Se invece la ragione è invece quella che a Roma ci sono i ministeri competenti e quant’altro, allora è giusto chiedere l’elemosina non per interposta mano.
    Tutto il mio appoggio incondizionato, comunque.

  • Lorenzo Marras

    Una cosa è discutere di una crisi di settore ammetendo implicitamente che si riduce la questione ARTE ad un oggetto , ovvero, alla tutela degli interessi im-mediati che Vi ruotano intorno (ne’ piu’ ne’ meno di una questione che analogamente gli Ortolani riguardanti problemi della propria categoria).

    Un altra cosa, e mi stupisce che il Di Pietrantonio faccia , Lui si finta di non capire quanto si scrive, è porre in discussione piu’ che nuove DIVERSE modalita’ di pensare L’ARTE o , per fare capire, di come la medesima possa liberarsi dai linguaggi che tradizionalmente l hanno relegata nel limbo che tutti conosciamo – Operatore – Curatore – Galleria – Museo – Case d’asta eppoi collateralmente Critica e Giornalismo specializzato (riviste).

    Sono due cose diverse ed allora sincerita’ per sincerita’ Di Pietrantonio di cosa vuole parlare ?

    • Savino Marseglia

      Caro Lorenzo, da tutto ciò consegue che il concetto di “Arte” (così come concepito nell”Olimpo esclusivo dell’Arte) è un oggetto mummificato, perfettamente adeguiato a far da fondammento ai vari interessi economici e politici che ci ruotano attorno.
      saluti

  • Lorenzo Marras

    chiedo scusa ai lettori per errori di ortografia e sintassi contenuti nel mio commento e tuttavia confido che la sostanza dell’intervento sia esposto con chiarezza.

  • TORNATE A SCUOLA

    “..ci incontriamo con chi a voglia di esserci..”
    “..in tale guisa che l’aspetto Finanziario è solo una delle diverse faccie..”

    Il maggiore problema di questo settore, in questo paese, sono coloro che vengono chiamati “professori” e che non sanno neanche scrivere un intervento.
    Nei suoi commenti ci sono strafalcioni sintattico-grammatici da vergognarsi “professore”.
    QUESTO E’ IL PROBLEMA.

    Tornate a studiare “professore” che è arrivato il momento di far parlare gli studiosi VERI, non i tecnici che hanno trovato nell’arte uno spiraglio fecondo per il loro fallimento intellettuale.

  • Lorenzo Marras

    scusi gentile censore faccia attenzione anche Lei:
    “””sintattico-grammaticali””””” riferito a strafalcioni.
    Ma è scusabile perche’ in fondo i commenti possono essere fatti da tutti e non solo da chi tiene cattedra; A meno che Artribune stabilisca espressamente che per accedere al commentario è necessario avere i requisiti lessicali appropriati.
    Ma non penso sia cosi’, conosco la tradizione di comprensione e non discriminatoria di questa rivista.

  • nicola davide angerame

    Chiedere alla politica (in ogni sede, in ogni modo, ad ogni livello) di mettere a capo degli assessorati alla cultura soltanto persone che nella cultura hanno lavorato con esiti riscontrabili. E che non siano mai stati condannati. Una proposta concreta per creare una cultura della cultura.

  • Lorenzo Marras

    Ma cosi’ la “POLITICA” abdica al suo ruolo di sintesi ed indirizzo generale che caratterizza la sua originaria vocazione.
    La “POLITICA” ascolta e tiene nella dovuta considerazione le indicazioni che le provengono da coloro che lavorano nel campo di intervento , ma,….ma costoro, sia ben chiaro, non rappresentano interessi GENERALI che solo la “POLITICA” è in condizione di rappresentare in tutte le varie sfumature.
    Aggiungo che trovo assai opinabile la locuzione “CULTURA” usata da Angerame perche’ a giudicare dal suo intervento appare chiaro a cosa essa voglia essere ricondotta, ovvero sia ad una faccenda di esperti.

    • Arianna

      Lorenzo, ti faresti operare al cuore da un dentista?
      Perchè tutti allora possono fare gli assessori alla cultura o i ministri dei beni culturali? Forse è necessario essere esperti, non credi? Che non significa necessariamente elitari…

  • Lorenzo Marras

    Arianna hai un bellissimo nome. Complimenti.
    A parte i convenevoli la domanda che mi poni non è corretta e non è corretta perche’ non hai letto con attenzione cio’ che ho scritto.
    Ho scritto di “POLITICA” che fa scelte le cui ricadute si dispiegano sulla generalita’ . Scelte naturalmente guidate da Prudenza , Giustizia e fammelo dire anche VERITA’ verso chi poi beneficera’ delle azioni delle medesime.
    Insomma una sguardo a 360 gradi e non orientano ad una PARTICINA che tu hai adombrato con il tuo “infelice” esempio.
    Non è il caso perche’ è ovvio che per farmi operare al cuore scegliero’ un chirurgo cardiologo.
    Certo che gli esperti devono essere ascoltati, ma ci mancherebbe, è un DOVERE ma non necessariemente essi posseggono , solo in virtu’ di questo, una visione “POLITICA” che è una visione di INSIEME.
    Per le Elite non ho nessun problema , nel senso che non hanno mai rappresentato per il sottoscritto un peso; insomma possono tranquillamente pascolare nel loro giardinetto alternativo.

    Contenta piccola Arianna ?
    ciao.

    • Arianna

      Se gli interessi generali di cui parli sono quelli tutelati dalla politica dei Fiorito (solo per fare un esempio dalla cronaca di questi giorni, senza altre intenzioni), mister preferenze della Regione Lazio eletto con oltre 30.000 voti, allora credo che ci sia qualche problema. Se lo sguardo a 360° è quello che dal Lazio alla Lombardia serve per dirottare fondi dalla Sanità e dai Trasporti a tasche private, allora sono sempre più convinta ci sia qualche problema. L’Italia parte da questa realtà, non dimenticarlo…
      La cultura, purtroppo, nel nostro Paese è tristemente considerata moneta di scambio, politicamente parlando è una poltrona da occupare per dare il contentino a chi non ha titoli o meriti o altri “requisiti” per ben più alti incarichi: un esempio per tutti è il Ministro Ornaghi, l’unico NON tecnico in un governo di tecnici.
      I fari di cui tu parli (prudenza, giustizia, verità) sono sacrosanti e dovrebbero guidare le azioni di chiunque, a maggior ragione di coloro che si occupano della cosa pubblica. Per come la metti tu, però, sembra che solo i politici di professione siano i detentori di quei valori, ma gli esempi che ci circondano, a tutti i livelli, smentiscono la tua teoria. Allora, forse, meglio affidarsi a chi ha le giuste competenze e magari, proprio per questo, può dare un contributo più preciso alla risoluzione dei problemi, può avere una maggiore capacità di lavorare in prospettiva e in sinergia perchè interessato al risultato e non soltanto alla poltrona che occupa. E magari non finisce per sostituire una valvola cardiaca con un molare…
      A bientot!

      • Lorenzo Marras

        Arianna carissima ho scritto ripetutamente “POLITICA” in caratteri visibili e rinforzati con la dovuta ripetizione.
        Non ho invece, ed apposta, scritto della sua rappresentanza ovvero del suo termine che la rende , come possiamo dire, autentica ed effettiva nel suo dispiegarsi.
        E questo termine non puo’ essere ridotto sicuramente al “particolare” “Fiorito” che tu hai menzionato ma a cio’ che oggi purtroppo fatica a venire fuori e porta il nome di : ” COMUNITA'” .
        Senza Comunita’, senza autentica comunita’ (dunque non solo posta teoricamente ma esperita) non è pensabile ne’ possibile nessuna “POLITICA” che si dispieghi come tale .
        Tuttavia cara, quando e giustamente andrai sabato al convegno promosso, ricorda che anche di “cultura” non è possibile discorrere separandolo dal suo attore che la rende possibile : appunto…la COMUNITA’ e non dunque un delizioso giardinetto dato per sempre e comunque.
        Nuovamente, ciao.

  • filippo

    ancora?! ma basta per piacere…il problema di fondo non risolvibile è la mancanza cronica di fondi da destinare alla cultura…se li sono mangiati-sperperati in operazioni assurde-sprecati…e vogliamo ancora organizzare queste tavole che non servono veramente a nulla? gli unici due che davvero dovevano essere presenti avrebbero dovuto essere il ministro delle finanze ed il ministro dei beni culturali…gli unici interlocutori veramente necessari…cosa produrrà di CONCRETO un’operazione del genere?? l’ennesimo grido d’accusa sullo stato dell’ arte(cultura) in Italia? ma per favore…sapete cosa se ne fanno delle carte?! come disse totò…” e ci si pulisca il culo…” bisogna finalmente rendersi conto che in Italia non ci sono soldi…le idee sono assolutamente prive di contenuti, contenitori del nulla più assoluto. A parte pochissime realtà pubbliche e private che però sono dei topolini rispetto agli elefanti stranieri, la realtà è desolante…

    • Arianna

      Caro Filippo, già che ci sono rispondo anche a te. Hai ragione, la realtà è desolante. Ma secondo te perchè? Perchè in Italia manca completamente la cultura della cultura, della partecipazione: siamo delle pecore che accettano tutto, finchè non siamo toccati nel nostro portafogli privato. Ma fino a quel momento non muoviamo un dito, non diciamo una parola. Siamo dei pusillanimi, non abbiamo il coraggio delle nostre idee, abbiamo paura a far sentire la nostra voce. Se tutti ragionassero come te, se in passato tutti avessero ragionato come te, non ci sarebbero state battaglie per i diritti civili, per il diritto di voto, per la libertà di espressione, perchè nulla di tutto questo – a ragionare come te – avrebbe prodotto risultati concreti, ma solo carte bianche…
      Bene, secondo me invece la manifestazione di sabato è già un risultato concreto: io ci andrò, perchè ho voglia di confrontarmi, sono stanca di sentire lamentele e parole vuote, di imbattermi in luoghi comuni da osteria. Sono stanca che la cultura venga discriminata, penalizzata, messa in ultima fila; che l’arte contemporanea non venga mai presa in considerazione, e che i primi a sminuirla siano proprio quelli che in teoria dovrebbero occuparsene.
      Mia nonna mi ripeteva sempre: non aver paura di niente, abbi paura solo degli ignoranti. E per ignoranti lei stessa intendeva “coloro che ignorano”, che non sanno di cosa parlano, che se ne fregano, che non hanno una visione. E credo che tu ignori profondamente i problemi che stanno alla base della situazione che viviamo oggi e che sicuramente non possono essere liquidati con la frasetta “i soldi sono finiti”. Il problema non è la mancanza di fondi, semmai è la mancanze di idee e quindi di strategia.
      Sono stanca di questo qualunquismo e sabato sarò in prima fila perchè voglio dare il mio contributo a cercare delle soluzioni. La carta di cui parlava Totò era bianca, io voglio contribuire a scriverci sopra un nuovo capitolo della nostra storia.

      • filippo

        ignorante e qualunquista, se permetti, lo vai a dire ad altri…sono 12 anni che opero in una delle primarie gallerie d’arte italiana che si occupa di storico e contemporaneo, ogni santissimo giorno siamo in trincea per promuovere l’arte italiana nel mondo, artisti che fino a 10 anni fa non voleva nessuno e adesso invece sono sulla bocca di tutti, le nostre mostre sono eventi culturali con tagli specifici ad indagare un particolare aspetto dell’opera realizzata dall’artista…QUINDI penso di avere il dovere ( e un pochino di diritto…) a dire che PURTROPPO bisogna prendere atto che in questo momento dove i musei sono senza fondi, che dall’inizio dell’anno hanno chiuso molte gallerie (non solo piccole ma anche medie, e siamo solo all’inizio…) fare tavole rotonde non serve…bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare a muso duro e testa bassa, concentrati solo sull’obiettivo finale che è quello della promozione dell’arte italiana. Punto. Tutto il resto sono parole in libertà e….e soprattutto a chi vi rivolgerete se manca un referente istituzionale di peso??

      • filippo

        lascia perdere, davvero…piuttosto vai a vedere la mostra di vermeer…ribadisco l’inutilità di un evento del genere e te lo dice un operatore del settore che collabora da 12 anni con una primaria galleria d’arte italiana che lavora con artisti storici e contemporanei; non sono nè ignorante nè qualunquista ma sinceramente realista…

  • Savino Marseglia

    Questa famigerata elite non è affatto utile alla causa dell’arte contemporanea, anzi la impoverisce sempre di più, la isola sempre di più dalla realtà e dal pubblico. Non contribuisce altro che a produrre gestioni museali insoddisfacenti, dispendiose, prive di idee, sempre a piagnucolare e a battere cassa. Solo partendo da una gestione partecipata che trova il suo senso profondo nell’idea stessa di comunità di artisti e operatori che condividono idee, valori e progetti è possibile strappare l’arte contemporanea da una lenta ma inesorabile decomposizione.

  • Aria

    Guardate cosa ha combinato ancora una volta quel satanasso del Boresta

    Un ArtBlitz Enpleinair di Pino Boresta

    Parole, parole, parole.

    Appuntamento:
    CHIAMATA PER L’ARTE
    Roma sabato 29 settembre 2012 dalle 12.00 alle 18.00
    MAXXI Museo delle arti del XXI secolo.

    Appello:
    Importante giornata di mobilitazione nazionale organizzata per discutere della gravità della situazione che tutti insieme ci troviamo a dover affrontare.

    Hanno parlato en plein air :
    Marco Altavilla, Giuseppe Appella, Stefano Arienti, Patrizia Asproni, Lorenzo Benedetti, Frida Carazzato, Fabio Cavallucci, Laura Cherubini, Marina Covi, Giacinto Di Pietrantonio, Raffaele Gavarro, Lorenzo Giusti, Guido Guerzoni, Alberto Guidato, Salvatore Lacagnina, Luigi Martini, Anna Mattirolo, Beatrice Merz, Massimo Minini, Alessandro Montel, Nomas Foundation, Chiara Parisi, Cristiana Perrella, Mario Pieroni, Bartolomeo Pietromarchi, Alfredo Pirri, Michelangelo Pistoletto, Adriana Polveroni, Ludovico Pratesi, Antonella Renzitti, Angela Rorro, Pierluigi Sacco, Giuseppe Stampone, Massimo Sterpi, Teatro Valle Occupato, Angela Tecce, Massimiliano Tonelli, Daniela Ubaldi, Valentina Vetturi.

    Ha dipinto en plein air:
    Pino Boresta.

    Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai.

    Qui il link dove si trovano tutte le foto dell’azione:

    http://pinoboresta.blogspot.it/2012/10/parole-enpleinair.html