Chiamata per l’Arte – 3 giorni. Cresce l’attesa per il rendez-vous dell’arte al Maxxi: ecco l’appello del vicepresidente dell’AMACI Ludovico Pratesi

Si configura sempre più come un appuntamento “pesante”, quello fissato dall’Amaci – l’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani – al Maxxi per il 29 settembre, in Piazza Boetti. La risposta dell’artworld alla Chiamata per l’Arte – questo il titolo – si fa sempre più compatta, e giungono quotidianamente notizie di adesioni inaspettate. Come quella di […]

Ludovico Pratesi

Si configura sempre più come un appuntamento “pesante”, quello fissato dall’Amaci – l’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani – al Maxxi per il 29 settembre, in Piazza Boetti. La risposta dell’artworld alla Chiamata per l’Arte – questo il titolo – si fa sempre più compatta, e giungono quotidianamente notizie di adesioni inaspettate. Come quella di Lorenzo Benedetti, direttore dell’Art Center De Vleeshal di Middelburg, che rientrerà appositamente dall’Olanda per non mancare all’incontro che vuole fare il punto sulla crisi di musei e centri d’arte italiani, e in generale di tutto il sistema, prospettando percorsi per uscire dall’empasse. Anche Artribune sostiene l’iniziativa, e si fa portavoce dell’appello del vicepresidente dell’AMACI Ludovico Pratesi.

“In un momento storico come questo dove la nostra classe politica sta mostrando un volto incommentabile è importante che il mondo dell’arte faccia quadrato e presenti delle proposte per affrontare una crisi che sembra non avere via d’uscita. Il contributo di ognuno di noi è fondamentale per costruire una piattaforma di idee, visioni, progetti, programmi, indicazioni e suggestioni ed  attivare un dialogo costruttivo volto a  rafforzare un sistema indebolito ma sempre più consapevole delle proprie potenzialità. Un confronto aperto per dare voce a tutti, e costruire insieme un futuro dove l’arte possa riprendere la  vocazione identitaria che ha sempre avuto nel nostro paese, e che da troppo tempo sembra essere dimenticata. Tante voci che devono diventare una sola, quella che accomuna tutte le persone che credono nell’arte contemporanea e nella sua possibilità di migliorare il mondo. Se ci credete anche voi, la piazza del Maxxi vi aspetta!”.

Sabato 29 settembre 2012 – dalle 12.00 alle 18.00
Maxxi – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo – Roma
www.amaci.org

 

  • Lorenzo Marras

    Aux Armeees, ciitooyensss
    Formeeez Vos Bataillonnns,
    MAARCHOON MAARCHOON
    qu’uunnn saang immpur
    Abbbreuve nos siilons!!!!

    taratatatata

  • SAVINO MARSEGLIA (artista solitario)

    Tutti si aspettano dal Governo misure finanziarie per rilanciare la cassa da morto dell’odierno sistema dell’arte italiano.

    Nui tutte pezzgross dell’art, d’univezità e di museii, mettiam le nostre onoscenze al servizie du lu Guvern…per affusaa’ la assa da morto dell’art….

  • Penso che ci sia poco da perdersi in chiacchere. L’italia ha la possibilità di innovare rispetto un format e un ‘idea di museo che è in crisi anche all’estero; solo che all’estero strutture troppo navigate e caricate di denaro non riescono a mettersi in discussione. Noi abbiamo questa fortuna. Rimando alla richiesta che sarà fatta all’associazione Amaci in accordo con Giacinto Di Pietrantonio:

    http://www.artribune.com/2012/09/presenti-da-stefano-arienti-a-massimo-di-carlo-tante-le-conferme-per-la-chiamata-per-larte-dellamaci-il-29-settembre-al-maxxi/

  • Giacinto

    Ma scusate, facciamo finta di non capire.?
    La giornata di sabato non è per chiedere soldi al governo, è per capire se ci sono nouvi modelli operativi e allo stato si chiede considerazione non soldi, perché il preoblema principale non sono i soldi, perché come ho spiegato ieri con meno soldi molti stanno dimostrando di operare ancora al massimo.
    Il vero problema è che lo Stato non considera l’arte contemporanea come un settore culturale significativo, e difatti non ha ancora nominato il curatore del Padiglione Italaia alla Biennale, al contrario dei Paesi esteri per i quali l’arte è centrale come le altre attività culturali.
    Questo ci penalizza più dei tagli.
    Per cui venite sabato con idee in mano, pardon in testa.

  • Savino Marseglia

    Lo stato si dovrebbe principalmente occupare la libertà degli individui. Nel caso specifico dell’individuo artista e ciò chiaramente mettendo meno possibile il becco nell’arte. Non possiamo mica immaginare che lo stato chiami l’artista a casa per sapere che cosa intende fare. Sono lontani si spera i tempi in cui Stalin telefonava a Bulgakov per conoscerne le intenzioni.

    Inoltre se partiamo dal presupposto che il “sistema arte” può essere assimilato ad una comunità di artisti e operatori del settore allora potremmo auspicare che le nomine avvengano dal basso ovvero sia dalla stessa comunità. Questo è ciò che ad esempio accade nei monasteri dove l’Abate viene nominato non dal Papa a Roma, ma dai suoi confratelli in capitolo. Ciò garantirebbe l’indipendenza non solo dell’artista, ma anche degli operatori del settore e una maggiore partecipazione. Una partecipazione svincolata da ogni forma possibile di interesse legato al sistema dell’arte, di partito o quant’altro.

    Semmai dobbiamo domandarci perché in questo paese una gestione partecipata del sistema dell’arte sia un qualcosa di impensabie. Anzi quel che si auspica è che lo Stato si prenda cura dell’arte contemporanea nominando burocrati, il più delle volte a corto di idee e sempre alla ricerca di fondi pubblici ogni qual volta la mancanza di idee porta al collasso economico delle istituzioni museali.

  • Ludovico

    Ma caro Giacinto, ma al di la della Sua prosopopea da 4 soldi quello che le domando, ma si è visto mai allo specchio? sembra una statua di bronzo, l’ho ascolta delle volte parlare è devo dire ironicamente che dovrebbe tornare a studiare in modo da far meno brutte figure, per non parlare poi del suo inglese. Ma a parte questo lei come tanti suoi colleghi non capite davvero nulla di arte ed è per questo che vi esorto a fare domanda alle poste italiane per avere un posto fisso e non rompere le scatole con le vostre idee balorde.

  • Angelov

    Vorrei infine segnalare, che in casi di ritardi, intralci, interferenze, lungaggini e quant’altro, dovuti anche a cause burocratiche, ci si può rivolgere a San Espedito.
    Già comandante di una legione romana chiamata fulminante, e martirizzato sotto Diocleziano, è ricordato il 19 aprile.
    Il suo motto è anche: fai oggi quello che domani sarà troppo tardi.
    In una città religiosa come Roma, il solo pensarlo, può essere da talismano, e aprire porte, lastricare strade, oliare meccanismi etc. per il buon fine dell’arte contemporanea.

  • Marinilde

    Solo gli stolti o gli ingenui possono credere che lo stato in Italia possa essere interlocutore! Ma la cultura dei vari ministri e delle Soprintendenze l’avete soppesata?

    • Angelov

      Ma l’essere ingenui non è una colpa, e non dovrebbe essere equiparato con l’essere stolti.

  • Un ArtBlitz Enpleinair di Pino Boresta

    Parole, parole, parole.

    Appuntamento:
    CHIAMATA PER L’ARTE
    Roma sabato 29 settembre 2012 dalle 12.00 alle 18.00
    MAXXI Museo delle arti del XXI secolo.

    Appello:
    Importante giornata di mobilitazione nazionale organizzata per discutere della gravità della situazione che tutti insieme ci troviamo a dover affrontare.

    Hanno parlato en plein air :
    Marco Altavilla, Giuseppe Appella, Stefano Arienti, Patrizia Asproni, Lorenzo Benedetti, Frida Carazzato, Fabio Cavallucci, Laura Cherubini, Marina Covi, Giacinto Di Pietrantonio, Raffaele Gavarro, Lorenzo Giusti, Guido Guerzoni, Alberto Guidato, Salvatore Lacagnina, Luigi Martini, Anna Mattirolo, Beatrice Merz, Massimo Minini, Alessandro Montel, Nomas Foundation, Chiara Parisi, Cristiana Perrella, Mario Pieroni, Bartolomeo Pietromarchi, Alfredo Pirri, Michelangelo Pistoletto, Adriana Polveroni, Ludovico Pratesi, Antonella Renzitti, Angela Rorro, Pierluigi Sacco, Giuseppe Stampone, Massimo Sterpi, Teatro Valle Occupato, Angela Tecce, Massimiliano Tonelli, Daniela Ubaldi, Valentina Vetturi.

    Ha dipinto en plein air:
    Pino Boresta.

    Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai.

    Qui il link dove si trovano tutte le foto dell’azione:

    http://pinoboresta.blogspot.it/2012/10/parole-enpleinair.html

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      Pare che la chiamata per l’arte non abbia sortito nulla di nuovo