“Basta piangersi addosso, la cultura impari ad essere efficiente e attenta ai costi”. Si accende il dibattito al ArtLab, la tre giorni leccese dedicata alle industrie culturali creative

“Il mondo della cultura deve smettere di lamentarsi”. Parola di Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli. “Deve altresì pensarsi efficiente, avere attenzione ai costi, alla gestione delle imprese culturali. Non credere che la cultura pensa e l’impresa paga”. Rincara la dose Marco Morganti, già Banca Prossima, qui nelle vesti di consigliere Fondazione FITS!. “Il terzo […]

Il mondo della cultura deve smettere di lamentarsi”. Parola di Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli. “Deve altresì pensarsi efficiente, avere attenzione ai costi, alla gestione delle imprese culturali. Non credere che la cultura pensa e l’impresa paga”. Rincara la dose Marco Morganti, già Banca Prossima, qui nelle vesti di consigliere Fondazione FITS!. “Il terzo settore ha paura di pensare in grande. Il tema ė che il terzo settore deve cominciare dalle grandi imprese. Non c’ė più tempo di rimandare alcune scelte fondamentali”. Una riflessione, questa, uno scambio di idee, nato a Lecce nell’ambito di ArtLab12, in un incontro, moderato da Catterina Seia, sul tema Fondazioni di Impresa e Sviluppo Territoriale, in cui si sono confrontati, inoltre, Maurizio Carrara, Presidente Fondazione UniCredit, e Fabio Di Spirito, direttore generale Fondazione Telecom Italia.
Tema che sembra cogliere un sentimento che ci è sembrato diffuso tra gli operatori del settore intervenuti a Lecce: un senso quasi di fastidio, di irritazione nei confronti del compatimento che per molti anni ha pervaso – e continua ahinoi a farlo – le discussioni culturali, a cui si contrappone una voglia di costruire nuovi progetti e nuovi modelli. Sotto la lente, nel dibattito salentino, anche il ruolo  delle imprese private non solo nell’ambito della cultura, ma anche nello sviluppo sociale, con un’attenzione particolare al territorio, al valore che l’impresa riesce a produrre, con l’intento di sfatare la dicotomia che vede contrapposta l’idea del profitto all’impegno che il privato mette nel terzo settore.
E si è parlato anche di arte contemporanea, con un Hangar Bicocca partecipato da Fondazione Pirelli, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano, che costa alla fondazione due milioni e mezzo l’anno, ma che ha scelto la direzione di Vicente Todolí, come già raccontato da Artribune, e di proseguire nel suo percorso nel contemporaneo perché “l’arte è un investimento che torna, in quanto stimola la testa e un forte rapporto con il territorio. Il nostro obiettivo – ha concluso Calabrò – è restituire qualcosa che resterà nel futuro di Milano”.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.