Al fuoco, brucia il Caffè Florian! Niente paura, è solo l’imprevedibile progetto veneziano dello scultore Aron Demetz. Lo vedete nella “scottante” fotogallery

Una bella fetta di mondo dell’arte italiana, fra la fine di agosto e l’inizio di settembre, è passata per Venezia, attratta dalla concomitanza della vernice della Biennale Architettura, della Mostra del Cinema e delle tante iniziative che in Laguna si scatenano in queste occasioni. Molti, per cui, saranno passati in quei giorni anche per il […]

Una bella fetta di mondo dell’arte italiana, fra la fine di agosto e l’inizio di settembre, è passata per Venezia, attratta dalla concomitanza della vernice della Biennale Architettura, della Mostra del Cinema e delle tante iniziative che in Laguna si scatenano in queste occasioni. Molti, per cui, saranno passati in quei giorni anche per il Caffè Florian, a Piazza San Marco, che anche quest’anno ha accolto l’art people con l’ormai tradizionale saletta consegnata chiavi-in-mano ad un singolo artista, quest’anno lo scultore altoatesino Aron Demetz.
Ma molti, distratti dai mille impegni di quelle frenetiche giornate, magari non sono riusciti ad andare, anche se il progetto dell’artista non era di quelli che passano inosservati: visto che ha – letteralmente – “incendiato” il Florian. Sacrilegio, vilipendio di un bene culturale di inestimabile valore? No, visto che prima, il paziente Aron si è premurato di ricostruire in legno, nei minimi dettagli, le pareti della sala, che poi ha carbonizzato. È nato così La credenza della memoria: “la sua installazione – ha scritto Stefano Stipitivi -, nata dal fuoco – un fuoco che nasce dal mito, un fuoco creatore, un fuoco sacro, quello dei Veda – rende la Sala Cinese luogo di meditazione”. Ma più delle parole, a rendere l’idea del progetto ci sono le spettacolari immagini della fotogallery…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • anna

    alle volte il cognome….. demetz