Venezia Updates: abbiamo provato per voi il Vaporetto dell’Arte. Come scendere il Canal Grande in 5 stelle extralusso, fermandosi solo nei luoghi più artsy

Ne avevamo già parlato, presentando l’iniziativa nei mesi scorsi: ma ora l’abbiamo provato di persona. Abbiamo provato a salire su questo vaporetto anomalo fin dai colori dello scafo e delle sartie, allestito con comode e ampie poltrone imbottite, aria condizionata e – soprattutto – quasi vuoto in quanto disertato dal turista medio. Risultato: goduria pura. […]

Ne avevamo già parlato, presentando l’iniziativa nei mesi scorsi: ma ora l’abbiamo provato di persona. Abbiamo provato a salire su questo vaporetto anomalo fin dai colori dello scafo e delle sartie, allestito con comode e ampie poltrone imbottite, aria condizionata e – soprattutto – quasi vuoto in quanto disertato dal turista medio. Risultato: goduria pura. Venezia che ti appare da una visuale del tutto nuova.

Il Vaporetto dell’Arte parte dalla Ferrovia di Santa Lucia, e si ferma solo nei luoghi utili per raggiungere musei o monumenti imperdibili, da S. Stae a Ca’ d’Oro, S. Samuele, Accademia, Salute, S. Marco, S. Giorgio, mentre nei giorni di apertura della Biennale di Architettura si sono aggiunte le fermate Arsenale e Giardini. Partenze ogni 30 minuti, i battelli – ottanta posti a sedere e circa 20 in piedi – sono dotati di poltrone con monitor e sistema audio-video multilingue, che guida alla visita di musei, monumenti, teatri ed esposizioni tra le oltre 20 sedi del patrimonio artistico e culturale veneziano che aderiscono. Nel breve video, un assaggio del “clima” a bordo…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • un veneziano

    un incubo! sembra di stare su un aereo con l’aggiunta della voce fuoricampo di un bancomat o di una cassa che ti intima a introdurre le monete..

    tra l’altro investimento davvero dubbio, invece di aumentare le linee normali (quelle che usano anche i veneziani veri e di cui si lamentano spesso perché d’estate si sta stretti) si aggiunge una linea “esclusiva” che costa il quadruplo e sulla quale salgono meno del 5% delle persone che utilizzano il vaporetto normale, anche perché le sue fermate sono le stesse della linea 1..

    boh forse i visitatori highbrow che arrivano per i tre giorni di vernice di cinema/arte/architettura si divertono a non confondersi con le masse questi sono pochi e in pochi giorni dell’anno.. insomma il vaporetto dell’arte non aiuta a migliorare le condizioni di mobilità del resto delle persone che girano per venezia né fa incassare gran danari al comune

    Si è tentato di rispondere a una domanda inesistente? si doveva far lavorare qualcuno? oppure ancora i turisti non lo conoscono e quindi non lo utilizzano?

    La cosa certa è che si tratta dell’ennesima cosa fatta pensando solo a chi passa due giorni al massimo in città.

  • http://www.fratturascomposta.it frattura scomposta

    completo reportage fotografico sulla biennale di architettura, collaterali e vernissage vari: https://www.facebook.com/padiglioneitalia