Un bolognese a Roma. Morto a ottantasei anni il noto disegnatore, incisore e pittore Bruno Canova

Una biografia intensa, che agli inizi contempla pure l’esperienza di un campo di lavoro tedesco nei Sudeti, arrestato per aver tentato di organizzare un nucleo partigiano a La Spezia. Ma poi è stata la vocazione creativa a prendere il sopravvento, per Bruno Canova, il grande pittore e incisore scomparso lunedì 30 luglio a Ischia. E […]

Bruno Canova

Una biografia intensa, che agli inizi contempla pure l’esperienza di un campo di lavoro tedesco nei Sudeti, arrestato per aver tentato di organizzare un nucleo partigiano a La Spezia. Ma poi è stata la vocazione creativa a prendere il sopravvento, per Bruno Canova, il grande pittore e incisore scomparso lunedì 30 luglio a Ischia. E da Bologna, dove era nato nel 1925, si sposta a Roma e poi a Milano, dove studia grafica nei Convitti Rinascita con docenti come Luigi Veronesi, Max Huber, Albe Steiner, Lucio Lombardo Radice, Gabriele Mucchi. Per qualche anno vignettista satirico per L’Unità, segna il suo esordio espositivo nel 1949 a Praga, con una mostra sulla grafica italiana.
Poi l’approdo a Roma, che diviene la sua città di adozione, e dove frequenta, tra gli altri, Mario Mafai, Alberto Ziveri, Renato Guttuso, Renzo Vespignani, Ugo Attardi, Pier Paolo Pasolini. Nel 1965 vince il Premio Suzzara e partecipa alla Quadriennale di Roma dove il suo lavoro viene notato da Carlo Ludovico Ragghianti che gli scrive una lettera di grande apprezzamento. In questi anni si sviluppa la sua ricerca matura, con disegni e incisioni di grande qualità su tematiche legate al contrasto fra città e periferia, mentre ai primi anni Ottanta affronta più sistematicamente la pittura dove rielabora le memorie della Scuola Romana.
Tra le tante mostre, da ricordare le personali a Villa Pignatelli a Napoli (1975), al palazzo dei Diamanti di Ferrara (1976), alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (1993) e al Museo Laboratorio dell’Università romana “La Sapienza” (1998), la Quadriennale di Roma del 1965 e del 1986, la partecipazione al Padiglione Italia, sezione Lazio, della 54. Biennale di Venezia a Palazzo Venezia a Roma.
Le condoglianze di Artribune vanno al figlio dell’artista, il critico, curatore e docente universitario Lorenzo Canova.

  • lorenzo canova

    Grazie di cuore per questo bellissimo ricordo

  • Giuseppe Celi

    Lorenzo carissimo, sii fiero per tuo padre, e immagina come sarà contento da lassù per tutti questi segnali di stima e di affetto. Sono commossso. Un abbraccio immenso.

  • lorenzo canova

    grazie Giuseppe, ti ricambio l’abbraccio

  • Arnaldo Romani Brizzi

    Sì, caro Lorenzo, di tuo padre ti rimarrà una grande memoria, per la sua libera versatilità – che costituisce la vera essenza di un artista – la maestria grafica che abbiamo potuto ammirare a Palazzo Venezia, nell’ambito della Biennale veneziana, e soprattutto, per noi tuoi amici, per la fantastica rettitudine che ti ha saputo trasmettere. Arnaldo

  • lorenzo canova

    Arnaldo carissimo, grazie infinite di queste bellissime parole, dette da te, uomo e intellettuale che stimo profondamente, sinceramente mi fanno un gran piacere, hai colto l’essenza etica di mio padre, una delle sue virtù umane più grandi, un abbraccio, L

  • francesco de luca

    Con sincero dispiacere ho appreso della scomparsa del grande Bruno, per me era Bruno e basta, me lo aveva fatto coscere mio fratello Nino e più volte lo avevo visto nel suo emozionante studio a Roma.Non ringrazierò mai abbastanza mio fratello per questa conoscenza straordinaria.Ciao Bruno, Franco De Luca.

  • Vincenzo

    Soprattutto Un grande amico, ma anche un’autentica personalità dell’arte Internazionale. Sono profondamente addolorato per la sua scomparsa. In casa ho diverse sue opere che custodirò con gelosia.
    Ciao Bruno e un abbraccio forte a te Lorenzo.
    Ti voglio bene
    Vincenzo

  • lorenzo canova

    Grazie di cuore Franco e Vincenzo