Thriller MOCA. Dalla trombatura di Schimmel al putsch che ora vorrebbe far fuori Deitch: domani su Artribune le ultime da Los Angeles, non mancate

Un capo curatore cacciato dopo quasi vent’anni di successi, nei quali ha dato un contributo fondamentale a fare di un museo del West, e quindi fuori dal “giro” che conta, uno degli snodi imprescindibili delle dinamiche del contemporaneo. Ed un Board of Trustees che si sfascia progressivamente, con le dimissioni – anche in segno di […]

Eli Broad

Un capo curatore cacciato dopo quasi vent’anni di successi, nei quali ha dato un contributo fondamentale a fare di un museo del West, e quindi fuori dal “giro” che conta, uno degli snodi imprescindibili delle dinamiche del contemporaneo. Ed un Board of Trustees che si sfascia progressivamente, con le dimissioni – anche in segno di solidarietà con Paul Schimmel, il critico di cui sopra – di membri del calibro di John Baldessarri, Barbara Kruger, Catherine Opie, Ed Ruscha.
Che sta succedendo al MOCA di Los Angeles? Ma il museo non doveva aver ricevuto un’iniezione di vitalità e prestigio con l’arrivo alla direzione di Jeffrey Deitch? In realtà le cose sono un po’ più complicate: perché l’ingombrante newyorkese pare essersi fatto più nemici che amici, e su tutto questo si è innestato l’inatteso interventismo di Eli Broad, il magnate finanziatore che ora pare voler passare all’incasso. Anche, dicono i maligni, danneggiando il MOCA per “fare spazio” al suo nuovo museo, progettato da Diller Scofidio + Renfro, quasi pronto per l’inaugurazione nel 2013.
Ma ecco riemergere dall’ombra del un altro potente, lo Chief Executive David Young, portato al MOCA dallo stesso Broad perchè desse una sterzata alla gestione economica dell’istituzione. Colpo di scena: e se invece cacciassimo proprio Deitch? Quasi un thriller (del resto, siamo a un passo da Hollywood!): ed Artribune l’ha ricostruito passo passo con un ampio articolo di Giorgia Mannucci, non lo perdete, domani in homepage…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.