Sapessi com’è strano, costruire un centro d’arte contemporanea a Milano. Gli spazi della Bovisa un tempo meta del Museo del Presente? Rischiano di esser pronti prima del MAC di CityLife

Si avvicina la grande beffa per il famigerato e fantasmatico MAC, il museo d’arte contemporanea di Milano. Dieci anni fa ci avrebbero messo le mani sul fuoco: si fa alla Bovisa, al posto degli ex gazometri. Bene, bravi, bis. Poi più niente. Silenzio. Dopo un po’, chi chiedeva conto del silenzio si sentiva rispondere che […]

Una foto vintage dell'area dei Gasometri alla Bovisa

Si avvicina la grande beffa per il famigerato e fantasmatico MAC, il museo d’arte contemporanea di Milano. Dieci anni fa ci avrebbero messo le mani sul fuoco: si fa alla Bovisa, al posto degli ex gazometri. Bene, bravi, bis. Poi più niente. Silenzio. Dopo un po’, chi chiedeva conto del silenzio si sentiva rispondere che i soldi necessari per la bonifica del terreno erano troppi e non era possibile trovarli. Quindi si passò, con l’idea di far costruire un centro d’arte contemporanea ai privati, all’area di CityLife e li ci si arenò nuovamente per questioni insieme burocratiche ed economiche, fino all’arrivo della Giunta Pisapia la quale, addirittura, mise proprio in discussione il concetto stesso di centro d’arte contemporanea puntando, questa l’idea di Stefano Boeri, ad un’offerta diffusa, spalmata su vari contenitori.
Oggi, mentre le idee della nuova amministrazione ancora non si sono concretizzate e a CityLife pensano più a costruire volumetrie residenziali che spazi culturali, il colmo: il Governo vara il Piano Città all’interno del Decreto Sviluppo, un’iniziativa che punta a riqualificare aree nelle città del paese mettendo a bando alcune risorse. Milano, a quanto pare, parteciperà con l’area della Bovisa tentando di ottenere i finanziamenti per la famosa bonifica. Se dovesse ottenerli, come gli auguriamo, si potrebbe verificare l’ipotesi che i potenziali terreni per il Museo del Presente alla Bovisa, progetto abortito a causa della contaminazione, siano pronti ancor prima della posa della prima pietra del Museo d’Arte Contemporanea a CityLife. Semmai si farà. Se non è il colmo dei colmi questo…
Ad ogni modo il già alto livello di confusione sul tema non dovrebbe incrementarsi ulteriormente: il grande appezzamento dei gazometri della Bovisa, intercluso tra il sedime ferroviario, sarà, semmai bonificato, destinato ad altre funzioni perché nel frattempo la città ha approvato il suo piano regolatore che non prevede in quest’area l’antica ipotesi del Museo del Presente. A beneficiarne sarà in primis il Politecnico che potrà così ulteriormente allargarsi in questo quadrante dove è già sbarcato anni fa.