MOCA saga: iniziano a sgretolarsi le granitiche certezze di Deitch? Il museo bypassa il superdirettore, e si mette alla ricerca di un nuovo chief curator

“Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una eccezionale attenzione dei media, ed alle critiche rivolte al MOCA ed alla sua leadership, in particolare al direttore”. E dopo la presa di coscienza, la bomba: il museo zittisce Jeffrey Deitch, e si mette a cercare un nuovo chief curator per rimpiazzare Paul Schimmel, ruolo che invece il […]

Un esterno del MOCA

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una eccezionale attenzione dei media, ed alle critiche rivolte al MOCA ed alla sua leadership, in particolare al direttore”. E dopo la presa di coscienza, la bomba: il museo zittisce Jeffrey Deitch, e si mette a cercare un nuovo chief curator per rimpiazzare Paul Schimmel, ruolo che invece il superdirettore riteneva inutile ricoprire. Questo – prosegue la lettera che il Comitato Esecutivo ha inviato ai trustees – “ci permetterà di continuare a rafforzare questa istituzione”: con tanti saluti alle direttive di Deitch.
Nonostante le cifre confermino la bontà delle scelte del direttore, con il record di visitatori  ottenuto dalla mostra dedicata alla street art a oltre 200mila, e con il totale annuale pressoché raddoppiato, le furiose polemiche che avevano messo Deitch nel mirino erano culminate con l’uscita di David Young: per risolvere tutto, cacciamo proprio lui. Ed il plateale dietro front sulla nomina del capo curatore potrebbe essere interpretato come un primo passo verso la clamorosa sfiducia. Ora il comitato esecutivo si è messo alla ricerca dei fondi necessari a ricoprire il ruolo: Schimmel, nell’ultimo anno di cui siano disponibili dati, ha guadagnato 259.680 dollari, il secondo dipendente più pagato dal museo dopo lo stesso Deitch, che si è messo in tasca 649.621 dollari. Dopo di che il museo formerà un comitato per identificare i candidati…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.