L’Urlo di Munch? Altro che record, è lo specchio della crisi di Sotheby’s. Primo semestre in rosso, vendite all’asta a -18%

La questione è delicata, per una società quotata in borsa, a differenza della concorrente Christie’s, la cui performance non ha un riscontro diretto sul mercato azionario. In archivio la prima metà del 2012, anche per Sotheby’s è tuttavia tempo di bilanci. E le cifre del secondo trimestre testimoniano della delicata situazione economica in cui ci […]

Bill Ruprecht, CEO di Sotheby’s

La questione è delicata, per una società quotata in borsa, a differenza della concorrente Christie’s, la cui performance non ha un riscontro diretto sul mercato azionario. In archivio la prima metà del 2012, anche per Sotheby’s è tuttavia tempo di bilanci. E le cifre del secondo trimestre testimoniano della delicata situazione economica in cui ci troviamo al momento, con guadagni delle vendite d’asta diminuiti del 18% per un totale di $303,9 milioni. La situazione semestrale appare ancora più cruda: un calo del 42% nell’utile netto, con un fatturato totale di $408,9 milioni, -16% rispetto all’anno precedente. A incidere su questi valori è stato il minor numero di single owner sales (-55%), aggiunto a totali molto più scarni. L’impatto della riduzione dei ricavi complessivi è parzialmente compensato dalla riduzione delle spese totali di $13,6 milioni, ovvero dell’8% per il secondo trimestre e del 3% nel primo semestre. La seconda percentuale è minore a causa della controversia con gli art handlers e i loro sindacati, per i TFR da corrispondere ai lavoratori in cambio della loro cessazione volontaria del rapporto di lavoro.
William Ruprecht, CEO di Sotheby’s, ha dichiatato in una conference call con analisti e investitori che “i risultati riflettono la situazione dell’economia globale che stiamo tutti vivendo. Il fatturato è basso perché le vendite sono in calo. La salute complessiva del business è intatta”. Nonostante l’aumento dei record e la vendita stellare dell’Urlo di Edvard Munch a maggio per 119,9 milioni dollari, il fatturato d’asta di questo primo semestre per Sotheby’s è molto basso se paragonato a quello di Christie’s, annunciato lo scorso luglio, pari a $3,5 miliardi.
Accanto a Munch, gli altri successi del semestre di Sotheby’s da ricordare sono l’eccezionale vendita di Gunter Sachs in maggio, per un totale di $65,5 milioni che hanno raddoppiato le stime; a giugno il record per Joan Mirò con l’opera Peinture (Étoile Bleue) venduta a $36.9 milioni; i $9,7 milioni per il dipinto di Picasso Homme assis durante l’asta di Impressionist and Modern Art di Londra.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.