Lo Strillone: addio al cowboy e anche dandy Gore Vidal su La Stampa. E poi Pierre Cardin furioso, polemica Mitoraj a Pietrasanta, Alemanno lanzichenecco…

Gliene hanno scritte addosso di ogni tipo, nelle ultime settimane. Ora tocca a lui, o meglio: ai suoi legali. Su Quotidiano Nazionale la difesa d’ufficio di Pierre Cardin, che lamenta “falsità” a mezzo stampa sul conto del suo progetto per Marghera. Matteo… chi?!? Avvenire riprende l’interpretazione proposta da Sara Magister ai microfoni di Tv 2000: […]

Quotidiani
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Gliene hanno scritte addosso di ogni tipo, nelle ultime settimane. Ora tocca a lui, o meglio: ai suoi legali. Su Quotidiano Nazionale la difesa d’ufficio di Pierre Cardin, che lamenta “falsità” a mezzo stampa sul conto del suo progetto per Marghera. Matteo… chi?!? Avvenire riprende l’interpretazione proposta da Sara Magister ai microfoni di Tv 2000: nella Vocazione del Caravaggio l’evangelista non sarebbe, come comunemente accettato, il barbuto che fissa attonito Cristo, ma l’avido ragazzetto che conta incurante le monete sul tavolo.

Di tutti i coccodrilli giustamente spesi in ricordo di Gore Vidal vale segnalare quello di Gianni Riotta, in prima su La Stampa: schizofrenici però i titolisti, che sulla stessa testata definiscono l’intellettuale prima cowboy, poi dandy. Che ci fa una scultura di Mitoraj incastonata nella facciata di una chiesa del XIV secolo? Se lo chiede Corriere della Sera, che lancia la polemica innescata dall’eretica scelta che divide la città di Pietrasanta.

Alemanno di nome di fatto: per Tomaso Montanari e Il Fatto Quotidiano il sindaco della Città Eterna, sulla questione restauri al Colosseo, ondeggia tra il lanzichenecco e il fascio littorio. Peccato solo alla critica non si accompagnino proposte: se non Della Valle… chi?!? Su Europa gli anni ’70 a Palazzo Reale, ma anche il futuro della cultura filtrata attraverso le nuove tecnologie; primo piano su La Repubblica per la mostra che al MoMA indaga l’evoluzione del design del giocattolo.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.