La nuova Svizzera dell’arte. Brasile protagonista del St. Moritz Art Masters, ecco il foto report dall’edizione 2012

Le danze si aprono con la conferenza stampa, presenti – tra gli altri – l’ideatore Monty Shadow e Reiner Opoku, curatore di questa quinta edizione intitolata A prefect anniversary. Fino al 2 settembre una delle mete d’elezione del lusso svizzero si trasforma in percorso d’arte contemporanea con il St. Moritz Art Masters 2012. Visitare anche […]

Saint Clair Cemin, Tai Chi Penguin, St. Moritz Dorf, area pedonale

Le danze si aprono con la conferenza stampa, presenti – tra gli altri – l’ideatore Monty Shadow e Reiner Opoku, curatore di questa quinta edizione intitolata A prefect anniversary. Fino al 2 settembre una delle mete d’elezione del lusso svizzero si trasforma in percorso d’arte contemporanea con il St. Moritz Art Masters 2012. Visitare anche solo una parte delle 35 esposizioni disseminate tra St. Moritz Dorf e St. Moritz Bad è sufficiente per verificare l’incastro di grandi opere d’arte e design nei panorami naturalistici e in alberghi che abbondano di stelle. Come l’Hotel Badrutt’s Palace, introdotto dalla piagnucolante Miffy Fountain (Tom Sachs), e l’Hotel Kempinski, che ospita la mostra fotografica The Expression of Identity, collettiva suddivisa per monografie (Albert Watson, Matteo Basilè, Bettina Rheims sono solo alcuni dei nomi presenti). E proprio in uno di questi locali Steve McCurry terrà un workshop di fotografia di due giorni il 31 agosto e l’1 settembre.

A valle, Roberto Cabot illustra la sua installazione video, che interseca visivamente le città di St. Moritz e San Mãuricìo. Vik Muniz, uno fra i molti artisti brasiliani ospiti di questa edizione dedicata proprio al paese sudamericano in primissima linea nelle nuove geografie del contemporaneo, descrive il suo lavoro e ne proietta le immagini, arrivando a spaziare per le dinamiche della percezione visiva e raccontando diversi aneddoti. “C’è così tanto materiale nel mondo – ricorda quando mostra le opere di spazzatura -, che non c’è bisogno di crearne di nuovo. E c’è anche il trailer di Waste Land, il docu-film girato nel 2010 che lo vede impegnato in una grossa discarica a Rio de Janeiro, a operare per l’arte e stringere sodalizi con i raccoglitori che vi lavorano, emarginati e ignorati dal mondo. Una passeggiata che vale la pena fare, in questa zolla dell’Alta Engadina: noi l’abbiamo fatta, ed ecco il fotoreport…

– Lucia Grassiccia

 

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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.